di Adolfo Mollichelli
L’insostenibile leggerezza dell’essere una squadra impaurita ha frenato il Napoli nell’andata del preliminare di Champions. Concesso un tempo intero e buona parte della ripresa agli spagnoli dell’Athletic di Bilbao, la quarta potenza (si fa per dire) del calcio spagnolo.
I baschi si sono guadagnati il sogno europeo piazzandosi alle spalle di Atletico Madrid, Barcellona e Real Madrid.
La terza forza del calcio italiano, il Napoli sempre più internazionale, ha rischiato di compromettere il cammino europeo in maniera definitiva. Il bellissimo gol di Higuain, che quando indossava la camiseta blanca aveva segnato otto volte agli autoctoni di Bilbao, tiene in corsa il Napoli.
Anche un altro pari, dal due a due in su, basterebbe per eliminare i biancorossi spagnoli. Certo, al San Mames, la cosiddetta cattedrale del calcio bilbaino, gli azzurri di don Rafe’ dovranno esibirsi concentrati al massimo. Nessuna squadra italiana ha mai violato Bilbao. Ma c’è sempre una prima volta. Ottimismo spinto? No, semplice ragionamento. Sulla scorta di quanto visto (e non visto) nel match del San Paolo.
Alcune considerazioni. Il Napoli è una squadra potenzialmente capace di segnare più di un gol in ogni partita, anche quando non l’interpreta bene, come è accaduto contro i baschi. C’è da inchinarsi al capolavoro di Higuain nell’azione del pari. Non ho sentito la solita, meravigliata tiritera dello “skaista” di turno: ma che ha fatto! Altro che numero. Ve lo ricordo io: aggancio al volo, fuori uno, fuori due, fuori tre e tiro ad incrociare
nell’angolino. Gonzalo uguale il Centravanti, rigorosamente in maiuscolo. Avrebbe potuto segnare ancora il Centravanti se Iraizoz non si fosse inventato l’intervento salvifico da due passi. E ancora: la conclusione fuori di Callejon davanti a Iraizoz che s’era già
arreso posando le terga sul terreno. Il tiro a giro di Mertens sventato in angolo. E quel Michu che miagola a centro area e serve un assist improbabile invece di dare di piatto in rete? Misteri del calcio.
C’è chi ha visto gli azzurri stanchi, indietro atleticamente rispetto agli avversari. Falso. Gli ultimi venticinque minuti del Napoli sono stati giocati a spron battuto. E i bilbaini erano decisamente alle corde. Se non ce l’hai la birra in corpo, non puoi neppure immaginarlo il gran finale.
Ho sentito condannare Benitez: ha sbagliato la formazione iniziale. Non sono d’accordo. Rafa ha fatto scelte logiche, tenendo conto dello stato di forma dei suoi e immaginando come avrebbe giocato la squadra di Valverde. Non poteva prevedere il buon Rafa i “tradimenti” di Insigne, di Hamsik e di Callejon, tutti insieme sciaguratamente.
Nel calcio si deve tener conto del valore degli avversari. L’Athletic gioca come l’Atletico di Madrid. Difesa alta, pressing costante, viene a cercarti in ogni zona del campo. Interpreti corretti e coerenti di uno spartito mandato a memoria. Squadra composta da ottimi giocatori più un iradiddio, il ventiduenne Muniain, autentica stella bilbaina.
Ancora qualche riflessione. Mertens meriterebbe di partire titolare, sempre. Ma intanto, fateci caso, anche nella Nazionale belga viene spesso impiegato a partita in corsa. Perché è devastante quando gli avversari accusano il calo fisico.
Capitolo Insigne. Non si tratta di “mal di pancia” bensì di malessere tattico. Il ragazzo, sotto gli occhi di Conte ct, non ne ha azzeccata una. Fino alla sostituzione con lite a distanza col popolo sanpaolino che spesso sa essere crudele. Insigne per rendere al meglio dovrebbe giostrare alle spalle della prima punta. Come faceva a Pescara con Immobile. E lui ha capito che costretto sulla fascia rischia di perdersi o quanto meno di andare in confusione.
Ultima annotazione. Gargano è stato la piacevole sorpresa in un reparto, il centrocampo, che tra arrivi e partenze rischia di essere più povero – tecnicamente e tatticamente – di quello in organico lo scorso campionato. Opportunamente allora il Napoli ha ufficializzato l’acquisto del centrocampista olandese Jonathan De Guzman, calciatore proviene dal Villareal, che lo scorso anno ha giocato in prestito allo Swansea.










