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Valerio Caprara

Valerio Caprara

Professore di Storia e critica del cinema all’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” e dal 1979 critico cinematografico del quotidiano “Il Mattino”. Presidente della Campania Film Commission.

Il diavolo veste la vendetta

  di Valerio Caprara

La solita meravigliosa Kate Winslet illumina “The Dressmaker”, film che ha un  difetto vistoso provocato dalla prolissità e l’ingordigia drammaturgiche che, a un certo punto, non fanno più capire se si sia passati da “C’era una volta il West” a un melò almodovariano, da un giallo familiare a un pamphlet sociale, da “Kill Bill” alla farsa camp in stile “Priscilla la regina del deserto Continua a leggere

La caduta degli dei

di Valerio Caprara

Eliminato dalla Champions League, raggiunto in testa al campionato, terza sconfitta consecutiva (e non accadeva da 13 anni), quarto ko nelle ultime 5 partite, il Barcellona dell’era Messi (realizzato il gol numero 500) vive un incubo, il peggiore periodo di sempre. E pensare che in Catalogna si sognava il “triplete bis” e di essere i primi in assoluto a bissare il successo di Champions Legaue, impresa mai riuscita da quando nel 1992 la vecchia, mitica  Coppa dei Campioni ha cambiato nome e faccia. Nel giorno della caduta degli ci sembra giusto rispolverare il sogno, Barca Dreams. Per tutti quelli che amano il calcio Continua a leggere

Giocare con le bombe

 di Valerio Caprara

Film asciutto, antiretorico, equanime e doloroso. Martin Zandvliet affronta una vicenda reale a cui il proprio paese e l’opinione pubblica internazionale non s’erano mai interessate. I soldatini inconsapevoli e non addestrati   costretti a rimuovere il maggior numero possibile dei due milioni di mine sepolte proprio dagli occupanti hitleriani nelle spiagge delle coste Continua a leggere

Anche il condominio ha un’anima

di Valerio Caprara

Il regista Benchetrit che con “il condominio dei cuori infranti “ ha adattato per lo schermo la propria autobiografia “Chroniques de l’asphalte” merita l’attenzione degli spettatori non cloroformizzati dalla marmellata di tanto presunto cinema d’essai: il realismo umanistico (più che banalmente “sociale”) del suo svolgimento risulta, infatti, filtrato da un clima di trasognata sospensione e raffinato sentimentalismo Continua a leggere