di Valeria Caprara
Celine Sciamma, che aveva già stupito con “Tomboy”, ha realizzato un film formidabile che non soffre di sbalzi di stile e tantomeno di ritmo perché non sente il bisogno di giustificare il suo teorema sulla conquista e la perdita del potere mediante la (ri)scoperta del proprio corpo e della propria mente. Trascinante la protagonista sedicenne Marieme (Karidja Touré) e le altrettanto irresistibili Assa Sylla, Lindsay Karamoh, Marietou Tourè, Idrissa Diabata e Simina Soumare
