Nei tempi remoti degli anni ’80 viaggiando da Napoli a Berlino non ci si sarebbe accorti della differenza tra le due città. In particolare per quanto riguarda la vita notturna e i locali del circuito “off”.
Il tempo è passato. Mentre Berlino può considerarsi ormai la capitale europea delle avanguardie, Napoli galleggia in una desolante deriva culturale.
Eppure non tutto è perduto, qualcosa ancora respira. Esistono ancora piccole realtà in città attive nel proporre cultura “alternativa”, come il Mamamu in via Sedile di Porto e il Cellar Theory al Vomero.
Quest’ ultimo si trova in via Bonito, una strada a ridosso dei palazzi liberty residenziali di San Martino dove nulla succede e tutto tace. All’ interno dello stabile, intelligentemente scelto senza condominio, troviamo un autentico “basement” a tinte scure dall’ atmosfera “underground” dove ci ha accolto Luciano Labrano, gentiluomo della notte dai modi garbati.

“Siamo nati nel 2007 come scuola di musica e sala prove, poi abbiamo deciso di proporre musica live. L’idea era quella di offrire qualcosa che si ricollegasse idealmente con i “mitici” locali napoletani degli anni 80 come il “rockery nuck” o “il diamond dogs”. Espressioni di una Napoli un po’ “dark”, ma molto propositiva e stimolante.”
Che tipo di pubblico frequenta il Cellar?
“Volevamo un certo tipo di pubblico intendendo per quello non certamente il fruitore medio dei locali del centro dove la musica fa da arredamento, ma chi viene attento e preparato ad ascoltare un’esibizione dal vivo. Il nostro pubblico è molto vario e trasversale: dal teen- ager che segue il rock “indie”, al nostalgico della “new wave” anni ‘80 o al classico appassionato di “songwriter”.
Che genere di problemi dovete affrontare per portare avanti il vostro lavoro?
“E’ difficile portare avanti una programmazione di qualità a costi contenuti anche perché siamo supportati unicamente dai contributi dei nostri soci. Il Cellar è una associazione che non ha mai ricevuto contributi pubblici di alcun tipo. Le istituzioni non solo non ci tutelano, ma quasi ci osteggiano con una normativa sempre più restrittiva per coloro che propongono musica live.
Napoli è una città dove si avverte una forte domanda di musica di qualità soprattutto da parte dei giovani che , contrariamente a quanto si dice, dimostrano un notevole grado di conoscenza”
Quali sono state le vostre iniziative più importanti di cui siete orgogliosi?
Siamo felici quando riusciamo ad offrire un buon prodotto. Le proposte di qualità sono sempre apprezzate, anche quando non di facile ascolto. Siamo orgogliosi di aver potuto offrire dei concerti di rilievo internazionale come quelli di Lydia Lunch, Ulan Bator, Wooden Ships, Ghost to Falco, Lotus Plaza, Nudge e ultimamente il duo canadese degli Essaie Pas. In ambito locale siamo molto soddisfatti delle nostre serate collettive: quella del “crossroads improring” dove i musicisti sperimentano in maniera totale , o quella del “be quiet night” dove i cantautori hanno la possibilità di esibirsi dinanzi ad un pubblico attento e con una buona acustica.







