L’impianto di Sibari era situato nei pressi di un mega-villaggio tipo valtur, dotato di piscine e attrazioni varie. Un servizio navetta tipo trenino, conduceva i giovani atleti alle scuderie. Era tutto bellissimo, l’Italia equestre era lì con le sue giovani promesse e i migliori tecnici giovanili.
Oggi mi pento di non averti abbracciato Caterina Corsale, tu ragazza alle prime armi con l’atleta più giovane di tutta la manifestazione, Anna menzionata e premiata per questo, ma a conti fatti avrebbero dovuto premiare anche te, che dietro la finta sicumera, nascondevi le tue tensioni. Ma ero tesa anche io. Come mamma mi chiedevo se fosse troppo per una ragazzina di 7 anni, ma mia figlia fu sorprendente. Nessuna tensione, ma la piena accettazione dell’evento come un gioco attraente da vivere con i compagni. Tuffi in piscina e schiamazzi con tutti, pizze e panini condivisi in squadra e unione in campo e in scuderia.
Improvvisamente la semplice spontaneità dei figli, sciolse e affratellò anche noi genitori. Da lì sono nate amicizie e mai rivalità con i genitori di Serena Scielzo, Manuel de Judicibus, Enzo Varriale, Marco Reale e ancora tanti altri…
Il giorno della gara arrivò. E arrivò anche l’uragano con le sue conseguenze. Il fondo di sabbia del campo prova non si vedeva più, al suo posto c’era uno specchio d’acqua continuo, sul quale i pony facevano sci d’acqua e acrobazie. Il campo ostacoli da gara in erba, era stato allestito e visionato prima dell’alluvione e il direttore di campo non avrebbe fatto sconti anche con le sopravvenute avverse condizioni meteo. L’erba di per sé già scivolosa quando asciutta, da bagnata diventa pericolosa per cavalli e cavalieri e anche se ramponati i cavalli non trovano facilmente la battuta. In quel caso manco i picconi sotto i ferri dei cavalli li avrebbero aiutati a saltare. In aggiunta, nel percorso c’era una difficoltà ricercata,ovvero un dietrofront tra due ostacoli successivi (il n°6 e il 7), che avrebbe garantito alla migliore e più stretta girata un recupero sul tempo incredibile e la vittoria.
Ma arrivarci fino a lì! La faccia di Caterina era più bianca della mia, quella di Anna non si vedeva, si vedeva solo Qui o Quo o Qua (quale maschera più adeguata di quella dei paperi d’acqua?).
Caterina mi disse: io quella girata non gliela vorrei far fare, se scivola… ma è lì che si vince la gara! Dipendeva da come ci sarebbe arrivata fin lì e da come il pony avrebbe risposto al fondo impervio. La Campania per sorteggio sarebbe partita undicesima su ventuno regioni e già la prima squadra era in campo: i 2 primi concorrenti si erano piazzati nel recinto di partenza! La formula era quella che prevedeva la partenza e l’arrivo nell’ideale recinto tra ostacoli messi all’uopo, dove avveniva lo scambio tra arrivo e partenza dei due compagni. Insomma ancora più un casino, e ancora più restrizioni e limitazioni. Mentre il primo concorrente si avvicinò al n°1, una coperta dimenticata sulla staccionata nei suoi pressi, incominciò a sventolare nel vento, il pony preso da attacco di panico si rifiutò di saltare e fu eliminato. La coperta rimase lì ancora a sventolare e fu causa di eliminazione per almeno altri 4 concorrenti, altri furono eliminati più oltre o facevano errori.
Una strage, ma annunciata, le condizioni meteo impedivano di esprimersi normalmente. Solo la squadra pugliese aveva condotto un’ottima gara,scegliendo di non essere velocissimi, ma piuttosto guardinghi e precisi. La squadra Lazio che presentava un’ottima Evelina Bertoli era al momento seconda con 4 penalità e un tempo veloce.
Ora era il nostro turno. Anna partiva prima di Enzo, che doveva aspettare il cambio nel recinto. Io vedevo una pony grigia bagnata con una mantellina gialla svolazzante sopra. Di mia figlia solo il becco di Qui Quo Qua! E Caterina fradicia di acqua, a capo scoperto con i lunghi capelli ormai come quelli di Tremal Naik (chi si ricorda dell’amico di Sandokan?).
Saphire Nolton e la mia bambina non si fecero spaventare né dalla coperta (non svolazzava pure la mantellina?) né dal fulmine partito sulla campana anche lui e dal tuono successivo; dopo l’ostacolo n°6 potei anticipare Caterina gridando “Gira” e pentendomi di averlo fatto io al suo posto; Anna girò e il suo netto e anche veloce fu assicurato, rapidissima dette il cambio a Enzo e Ronco. Grande sicurezza di questi due fenomeni, che sfacciatamente umiliarono il percorso! La Campania era prima provvisoriamente con zero penalità e un tempo impiegato inferiore di ben 20 secondi al tempo impiegato dai pugliesi! Ma la gara continuava e il mio cuore era partito!
Ci sono momenti in equitazione, in cui pare che niente e nessuno possa sconfiggerti (e sono quelli che poi ti fottono) e anche la Fortuna è con te. La Campania vinse i Giochi della Gioventù! E ancora oggi Vincenzo Varriale dice: ” Silvana penso che quella gara con Annina, sia il ricordo più bello che ho, un mix di emozioni tra girate al limite.. piogge incessanti e alla fine un risultato entusiasmante: due medaglie d’oro per la Campania!”
La sportivissima Argenta Campello, ottima istruttrice del Lazio (nel frattempo sorpassato in classifica da altre regioni), già valente amazzone e madre del talento Evelina Bertoli, fu la prima a congratularsi. I festeggiamenti iniziarono a Sibari finirono a Napoli.
Fu la prima volta di Caterina istruttrice e di Anna atleta, alla quale fu dedicata in virtù della sua giovane età, un servizio televisivo in Solletico (trasmissione Rai per ragazzi,che in ogni puntata ospitava un giovane atleta distintosi in vari sport) con tanto di troupe televisiva venuta a Napoli per riprenderla con Sapphire Nolton.
Io, nell’armadio dei ricordi, scrupolosamente piegata, conservo una mantellina gialla con cappuccio a forma di Qui,Quo,Qua e guai a chi me la tocca!













Cara Silvana, questo tuo ricordo mi ha emozionato. Sei riuscita a farmi vedere Anna a sette anni così come la ricordo, uno scricciolo di vitalità e determinazione sul suo pony incurante di ciò che la circondava. Sono sicura che lei si fidava ciecamente del suo compagno sapendo che non l’avrebbe tradita. Che meravigliosa donna è diventata, complimenti a tutte e due
Francesca
Grazie francesca,mi fai felice