di Mino Cucciniello
Percorrendo il piazzale antistante la stazione marittima, dove sono in corso i lavori infiniti del metrò, i grandi scavi sono recintati da tabelloni sui quali si può vedere il progetto di come sarà ad opera ultimata la nuova Piazza Municipio.
Dalle gigantografie si nota che la fontana del Nettuno attualmente situata in via Medina sarà sistemata al centro dei giardinetti innanzi Palazzo San Giacomo. Infatti davanti al Comune sono in corso gli opportuni lavori per collocare la fontana, che da quando è stata costruita nel 1600, ha subito vari traslochi.
La sua prima collocazione fu presso l’Arsenale, ma era troppo esposta al fuoco delle artiglierie, che erano al Castel dell’Ovo e perciò fu deciso di trasferirla di fronte a Palazzo Reale in piazza del Plebiscito, da qui poi venne portata in via Medina ed ancora alla fine dell’ottocento fu sistemata in piazza Bovio ex Borsa, che era il luogo che meglio si prestava,probabilmente, ad ospitare questo bellissimo monumento. Ma una quindicina d’anni orsono, in seguito ai lavori della stazione della nascente metropolitana, la fontana fu nuovamente riportata in via Medina dove senz’acqua ed abbastanza mal ridotta resta in attesa di essere trasferita innanzi al Municipio al centro di quelle quattro fontane, fatte costruire nel 1956 dall’allora Sindaco Achille Lauro, che,invece, saranno tolte.
Sempre nello stesso anno, che fu anche quello che venne rifatta piazza Municipio, fu realizzata nei giardinetti paralleli al Teatro Mercadante un’altra fontana formata da più vasche degradanti con dei getti di acqua molto forti tanto da creare una cascata che di sera gli zampilli venivano illuminati con particolari giochi di luce.
La fontana divenne nei periodi estivi una piscina prediletta dai tanti ragazzini meno abbienti, che non potendo permettersi altri lidi, la sceglievano per i loro bagni in città. La cascata, così veniva chiamata, non aveva nulla di monumentale ma tuttavia era molto decorosa ed armoniosa, ma queste caratteristiche non sono bastate per non farla andare distrutta per far posto ai cantieri della metropolitana.
Anche in piazza Italia a Fuorigrotta, innanzi all’ex sferisterio, c’era una grossa vasca con al centro un globo da dove si innalzava un alto getto d’acqua, ma anche questa fontana nei lavori di ristrutturazione della piazza è andata soppressa. Come è stata tolta la brutta fontana che fu costruita per Italia 90 innanzi alla Stazione Marittima. Per fortuna la fontana del carciofo, anche questa dono del Comandante Lauro, sebbene molto degradata, è ancora in piazza Trieste e Trento. Dal carciofo esce un piccolo zampillo e non più l’imponente massa d’acqua di quando fu costruita ed anche di sera non ha più i suoi effetti di luce. Nel 1994, in occasione del G7, dopo anni di abbandono fu riattivata ma gli addetti ai lavori non riuscirono a riportarla al suo iniziale funzionamento.
E non se la passano meglio le bellissime fontane, che si trovano, nella distrutta villa comunale. La più famosa è quella che comunemente viene chiamata la fontana delle paperelle ed è di forma circolare. La vasca contiene quattro leoni, dalle cui fauci dovrebbero uscire zampilli di acqua, sui quali è poggiata una ulteriore vasca di marmo, quest’ultima per volontà del vicere agli inizi dell’ottocento, fu sottratta alla città di Salerno, che a distanza di tanti anni, ancora la reclama, poiché ritiene che Napoli non la merita avendola abbandonata ad un vistoso degrado.
Nella villa ci sono altre due importantissime fontane: una è chiamata Il gruppo d’Europa, ed è composta da una vasca circolare dove al centro fa bella mostra il gruppo marmoreo raffigurante una donna che trattiene nella mano destra un manto che forma un arco che sventola sul suo capo, mentre il toro sulla quale è poggiata le rivolge il muso.
Purtroppo questa bellissima opera è stata seriamente danneggiata da bande di incivili che la hanno ridotta in pessime condizioni.
La seconda è invece la fontana di Santa Lucia, che si trova in un viale nei pressi dell’acquario. La sua prima collocazione fu vicino a Palazzo Reale, in una strada che portava alla chiesetta di Santa Lucia.
Quando alla fine dell’ottocento si dette il via alla colmata dove sarebbe sorto il quartiere Santa Lucia, la fontana fu smontata e portata in villa, dove ci sono ancora altre fontane, tutte purtroppo in condizioni disastrose come lo sono le due vasche, ai lati della statua del generale Diaz in via Caracciolo, che d’estate diventano le piscine del dirimpettaio lido mappatella beach.
Sul lungomare si trovano anche la fontana del Gigante, situata innanzi all’hotel Excelsior, e la fontana del Sebeto al largo Sermoneta. La prima è chiamata del gigante perché anche questa bellissima opera quando era nei pressi di palazzo reale aveva vicino la statua del gigante rinvenuta a Cuma.
Per questa collocazione la fontana fu chiamata anche lei come la scultura , poi dopo vari spostamenti dal 1908 in seguito alla costruzione della nuova arteria venne sistemata dove tutt’oggi la ammiriamo e la abbiniamo alla fontana di carosello degli anni 60.
La seconda quella del Sebeto, anche questa fontana, dopo vari traslochi è al largo Sermoneta dal 1939. Ancora vicino allo chalet Delle Palme a Mergellina c’è una piccola fontana con una piccola statua di bronzo che rappresenta un Marinaretto, che qualche anno fa fu addirittura rubato, poi per fortuna ritrovato e rimesso al suo posto.
In piazza Sannazaro è in bella mostra la fontana delle Sirena, anche questa nata per un altra destinazione e poi traslocata nel 1924 nell’attuale piazza. Una quindicina d’anni fa è stata restaurata sotto la sapiente regia scenica di Lina Wertmuller.
Nei giardini del Molosiglio, che sono stati rimesso a nuovo due anni fa, cosa che invece non è stato fatto per le tre fontane che ci sono, delle quali la più grande è quella dei papiri, che si trova al centro dei giardinetti. L’unica fontana che non ha mai subito degli spostamenti è quella barocca che si trova in via Monteoliveto ed è intitolata a Carlo II , ma purtroppo anche questa ridotta in malo modo.
Tutte queste fontane insieme a tante altre che si trovano in vari quartieri della città hanno in comune lo stesso stato di abbandono e da anni oramai sono inattive avvolte sempre più da un crescente degrado e pertanto le loro vasche non sono più piene d’acqua ma di immondizia.













