di Adolfo Mollichelli
Giù la testa. Dimenticare l’esordio boom con l’Inghilterra. Concentrarsi come se si dovesse giocare la prima partita del mondiale.
Sono i consigli di Prandelli agli azzurri che scenderanno in campo contro la Costa Rica del genietto Campbell. Si gioca a Recife nel Grande Norte. In un orario insolito, ore tredici locali (18 in Italia), previsto caldo umido e sono alte le probabilità che si debba fare ricorso al time out. Arbitra il cileno Osses.
Partita strana. Insidie velate la rendono di non facile lettura. La Costa Rica ha la freschezza e l’entusiasmo del Cile, per intenderci, anche se ha struttura ed esperienza diverse e meno nobili.
Da noi è tutto bello, venite. Ammaliano le proposte e gli inviti a vivere nella piccola repubblica centroamericana, su cinque milioni scarsi di abitanti, quarantamila sono italiani. Guai a farsi sedurre. Poco ospitale la nazionale guidata da Pinto detto il piojo.
Se la prendi di petto, ti risponde con ripartenze mai solitarie. Se l’aspetti, ti confonde le idee tessendo una trama sempre diversa. E, soprattutto, Senza punti di riferimento. Con la verticale di destra (grosso modo) assai frizzante e dinamica grazie a Ruiz e Gamboa. Quanto a Campbell, non sai mai dove mulinerà le sue gambe da centometrista.
Bravo anche Borges, nomen omen. E il portiere Navas in Spagna – gioca nel Levante – è stato definito “hombre de los milagros”, l’uomo dei miracoli.
Prandelli ha varianti che gli frullano nella mente. In difesa innanzitutto. Contro gli inglesi, sulla sabbia di Manaus il ct ha perduto (la) Paletta che aveva con tanta gioia riposto in valigia. E allora dentro Bonucci (o Barzagli) al fianco di Chiellini, quest’ultimo riportato nel cuore della retroguardia dove
“respira” meglio. Ancora: Abate a destra e Darmian a sinistra, sulle ali dell’entusiasmo.
Potrebbe esordire tra i pali Buffon (caviglia ok) che così darebbe sostanza al suo quinto mondiale, record che condivide con il tedesco Matteus ed il messicano Carbajal. Tornerebbe in panchina Sirigu, il terzo sardo in azzurro dopo Cuccureddu e Zola. A centrocampo, il genio di Pirlo si avvarrà della tempra di Thiago Motta, della solidità di De Rossi, della verve di Marchisio e dell’effervescenza di Candreva. E lì davanti, Balotelli solitario ma non troppo.
E Cassano? Strana storia la sua. Ora che sembra abbia messo la testa a posto non trova più spazio. Spiazzato dal quattro-uno-quattro-uno, numeri che hanno estromesso il talento di Bari Vecchia. Ma verrà il tempo anche per lui. Come per Insigne.
Forza azzurri. Buona la prima, ma è la seconda quella che vale. E che apre le porte che danno sugli ottavi. Andiamo incontro alla Costa Rica ribelle con la consapevolezza della nostra storia calcistica. Ma con la giusta umiltà.










