di Franz Krauspenhaar
Stasera c’è il Camerun. Il Brasile ha cominciato male il Mondiale, ma non è detto che finisca peggio, e allo stesso modo nemmeno meglio: in pratica, Scolari dovrebbe rifare la formazione così, per salvare la faccia e soprattutto l’onore: in difesa, mandare in panchina il tricologico David Luiz, e al suo posto mettere il “bavarese” Dante, che farebbe il difensore centrale puro.
Visto che Luiz Gustavo – baffetti da sparviero e idee poche e confuse di certo non brilla nemmeno sotto il sole di Copacabana, sostituirlo col profeta Hernanes, che giocherebbe così davanti alla difesa, alla Dunga, per intenderci, ma con maggiore qualità e qualche lampo d’intelligenza a sfiorare a corrente alternata il pallone. Davanti, mettere Bernard (l’unico calciatore professionista dal fisico di Woody Allen) a sinistra dal primo minuto, che perlomeno è forte di tecnica e in dinamismo; togliere Fred e magari regalarlo ai Flintstone, innestare Willian dal primo minuto come ennesimo trequartista, un brevilineo del Chelsea bravissimo nel breve che può scartare in poco spazio e tirare a rete.
Eliminare definitivamente Hulk anche dalla panchina, che sinceramente per mole e poca tecnica mi ricorda il Serginho dell’82, sciagurato peggio dell’Egidio Calloni oggi gelataio. Secondo me questa sarebbe allo stato attuale l’unica ricetta per portare un po’ di brio in una squadra partita già decotta.
Ma sicuramente Felipao farà di testa sua. Niente di peggio, infatti, di un vecchio testardo. Un vecchio che a ben guardare ha vinto un Mondiale ma con giocatori incredibili (nemmeno il peggior Marchioro Milan 1976 avrebbe sbagliato con campioni così) e poi s’è fatto eliminare in casa col Portogallo agli europei. Ora ha allestito questa armata Brancaleao di buoni giocatori che giocano quasi tutti in Europa, a parte, mi pare, Fred e Jo. Peccato per il centravanti del Fluminense, il re della sforbiciata, e non sto parlando di barba e capelli: l’ho visto in un certo numero di partite del suo club (uno dei maggiori del Brasile) e fatta la debita tara mi pare che le sue finora insufficientissime prestazioni siano dovute più che altro alla enorme responsabilità calata sulle sue spalle e al fatto che dai compagni i rifornimenti arrivano davvero col contagocce.
Questo vizio tutto contemporaneo di mettere un attaccante solo con dietro alcuni trequartisti e senza una vera seconda punta in appoggio è qualcosa per me di poco comprensibile per la maggioranza dei casi. Come è poco comprensibile (in apparenza, certo) il fatto che Scolari, uno che sembra sempre uscire da un’osteria incazzato per aver perso l’ennesima partita a carte al dopolavoro ferroviario di San Paolo, abbia lasciato a casa uno come Kakà. Uno che avrebbe messo un po’ di qualità, esperienza e di rigore in quel centrocampo scialbo.
In quanto a Neymar, solo lui può salvare la nave dal naufragio. Tutto, o quasi, è legato alle occasioni da gol che saprà procurarsi. L’antipatico stronzetto reuccio della simulazione ha esattamente una marcia in più, e comunque, in casi estremi gli arbitri gli daranno una mano, come da copione. Tornando a Fred, un oggetto misterioso, a ben guardare, potrebbe trasformarsi nel Paolo Rossi brasiliano, se sospinto in una ritrovata fiducia e da compagni veramente motivati (stavo scrivendo- I beg your pardon- vomitati).
Certo, diciamola chiara, nessuno di noi vorrebbe il Brasile vincere il suo sesto mondiale. L’idea di un Maracanà nuovamente in lacrime di disperazione ci accarezza infatti come le labbra di una dark lady. E’ stata già una goduria al calor blanco vedere la Spagna finire contro l’iceberg cileno delle nostre brame: il massimo sarebbe vedere i brasiliani dirigersi compatti verso il patibolo mediatico (per non parlare della federazione) già approntato da giornalisti e tifosi. Finalmente, dopo la seconda figuraccia, i vari gazeteiros hanno cominciato a scaldare la graticola per il barbecue. Ora serve ai verdeoro incontrare il Cile, o la Germania, o quest’Italia per nulla a Brandelli, e poi il sacrificio- rodizio si compirà. E il primo a fare l’arrosto sarà Felipe Scolari.












