di Adolfo Mollichelli
Signori, su il sipario sul mundial do Brazil. La nazionale verdeoro contro la Croazia per l’ouverture. Primo palcoscenico lo stadio Itaquerao di San Paolo, megalopoli di diciotto milioni di abitanti, quanti ne conta l’Olanda.
Dilma la presidentessa ci sarà, come i soloni della Fifa. Resta da vedere quanta gente comune prenderà posto sugli spalti. Sei giorni di sciopero della metropolitana e le proteste dei senzatetto hanno reso un inferno la città dei grattacieli, quello tra i più alti è il Palazzo Italia. Riuscirà il Brasile del calcio a pacificare, placare, il Brasile degli indignados?
Un interrogativo enorme come lo è questo bellissimo contraddittorio
Paese-continente. Tutto nelle mani dei ragazzi di Scolari. E soprattutto nei piedi di Neymar ribattezzato “O Ney” erede designato di Pelé “O Rey”. Il ragazzo nato nel Santos, tutto finte e magie, finito nel Barcellona a far da scudiero a Messi detto la pulce che vomita.
Aria di casa e Neymar il cascatore rissoso torna al centro del sistema. E’ rimasto solo lui a brillare. Le altre stelline hanno perduto la luce. Appassiti Lucas, Casemiro, Oscar. Una squadra tutta per Neymar. Troppo furbo e navigato Scolari per non pensare alla soluzione più semplice. E allora il potente Hulk si sobbarcherà alle fatiche dei rientri. Il poco brasiliano Fred sarà centravanti boa.
Nell’anonimato del centrocampo il riccioluto Willian appare il migliore ma non è titolare in partenza. Se Tiago Silva è quello visto di recente, tra Psg e nazionale, la difesa verdeoro potrebbe vacillare. Se attaccata, naturalmente.
La Croazia ha in Modric e in Rakitic campioni di talento assoluto. Modric è il genietto del Real Madrid, Rakitic il faro del Siviglia. Non per nulla, vincitori delle ultime coppe europee. Ed occhio al talentuoso Kovacic promosso a guida dell’Inter ed al predatore d’area Mandzukic.
Si comincia. Due le novità: lo spray da spruzzare a terra (va via dopo un minuto) per assicurare l’esatta distanza delle barriere e le telecamere contro i gol fantasma. Ed ora che l’arbitro fischi.










