Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

“Don’t cry for Messi Argentina”. Germania mondiale!

di Adolfo Mollichelli

Cala il sipario sul mondiale dei mondiali. Lo vince la Germania. Battuta l’Argentina allo spirare del secondo tempo supplementare. E’ la prima volta che una squadra europea vince fuori del Continente.

Götze, l'uomo mondiale

Götze, l’uomo mondiale

Ventiquattro anni dopo tedeschi sul tetto del mondo. Quarto titolo, raggiunta l’Italia. Rete decisiva di Goetze che era subentrato a Klose nel finale dei tempi regolamentari. L’Argentina s’arrende ad una grande squadra. Paga l’impegno intermittente
di Messi – vicino al gol soltanto in una circostanza – e gli errori a porta spalancata di Higuain e di Palacio. Incredibili!

Germania senza Khedira, guai ad un polpaccio. Lo sostituisce il giovane Kramer, nel mirino del Napoli. Ma la partita del baby finisce dopo trenta minuti. Colpito duro da Garay: spallata tremenda al capo. In campo Schurrle. Germania da ridisegnare. Argentina senza Di Maria, al suo posto Perez. Una storia infinita.

Higuain si mangia il gol del vantaggio

Higuain, ha fallito la finale

 

Una partita dura. Giocata dalla Germania con lo spirito di sempre. Controllo della manovra, difesa alta, la solita anima: giocare per vincere. E non fa niente che si esponeva alle ficcanti ripartenze dell’Argentina. Sempre velenosa.
Con le imbucate furenti di uno splendido Lavezzi, sostituito nell’intervallo da Aguero, ex genero di Maradona, distintosi più per i falli (fatti) che per giocate degne di un Kun. Gli errori si pagano e l’Argentina ne ha commessi troppi. Avrebbe dovuto cambiare impostazione di gioco, essere più presente dalla tre quarti in su. Non aspettare sempre e comunque il colpo in ripartenza. Salvata da un palo colpito da Howedes allo scadere del primo tempo, ha risposto con una serpentina di Messi sventata da Boateng. E poi i due errori di mira di Palacio che farebbe bene a strapparsi il filo-codino. Romero ha compiuto un paio di parate degne, su Schurrle e
su Kroos. Nulla ha potuto sul gol della Germania messo a segno da
Goetze, stop e girata al volo, su cross di Schurrle dalla sinistra.

Messi e  Schweinsteiger

Messi e Schweinsteiger

 

Un gol che ha interrotto un buon momento dell’Argentina che sembrava stesse prendendo il sopravvento. Grazie, soprattutto, alla sagacia tattica di un Mascherano ancora una volta monumentale. Guai a far riprendere fiato alla Germania. Stai sicuro che ti punisce. E’ quel che è accaduto dopo un periodo di sbandamento dovuto più alla stanchezza che ad altro. Simbolo della rinascita tedesca è stato Schweinsteiger: picchiato dagli argentini, uscito per farsi ricucire il taglio allo zigomo, è tornato in campo per l’assalto finale.

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Mueller

Germania imbattuta. Una sconfitta, in finale, per l’Argentina che non prendeva gol da un’eternità. La squadra di Sabella ha chiuso con quattro reti al passivo. Un’Argentina solida, ma incredibilmente sterile. Pur con una batteria di attaccanti da far paura: Messi, Higuain, Aguero, Palacio, Lavezzi. E a casa Tevez!
L’arbitraggio di Rizzoli non è stato impeccabile. Ha lasciato correre un po’ troppo il gioco duro. Comunque, nel complesso, più che sufficiente. Terzo arbitro italiano a dirigere una finale mondiale. Dopo Gonella (1978) e Collina (2002).

FBL-WC-2014-GER-FEATURE

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