Gerardo Mazziotti

Gerardo Mazziotti

Architetto, giornalista e scrittore. Per 20 anni docente all’Università di Salerno. Premio internazionale per il giornalismo civile. E’ considerato “ la coscienza critica della città”.

Ecco perchè doveva dimettersi

di Gerardo Mazziotti *

Ha ragione Luigi de Magistris a non dimettersi da sindaco dopo la condanna del Tribunale di Roma. Tutti i cittadini sono da ritenersi innocenti fino a quando la Cassazione non avrà sentenziato il contrario.

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Detto questo, penso che si debba dimettere per aver dimostrato in tre anni e passa  la sua inadeguatezza ad amministrare la città di Napoli. E’ sufficiente ricordare:

1) che,  sordo a ogni sollecitazione a sciogliere questa inutile e costosa società partecipata  (De Masi, Bocca, Labruna, Raimondi, Marotta, Spagnuolo Vigorita…e chi scrive) ha nominato presidente della BagnoliFutura il dottor Omero Ambrogi, la cui inadeguatezza a gestire la grande trasformazione urbana lo ha portato a commettere una sequela di errori che hanno avuto la prevedibile conclusione del  fallimento della BF; un miserevole epilogo di cui il sindaco è corresponsabile; e va detto che il 3 dicembre 2013 ha firmato una Ordinanza, con la quale ingiungeva alla Iritecna di “rimuovere entro 30 giorni” la colmata ai sensi della legge 582/96 (quella che prescrive “il ripristino della morfologia naturale della costa di Coroglio” e la rimozione della colmata e di tutti i manufatti edilizi che l’hanno alterata) e che nel febbraio 2014 ha firmato l’accordo che consente di ricostruire il museo della Città della Scienza sulla spiaggia di Coroglio in palese violazione della legge 582/96 (quando si dice, la coerenza !);

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2) che, certo di mettere nelle mani giuste le sorti della Mostra d’Oltremare, ha nominato presidente il professore Andrea Rea, che, con una serie di discutibili decisioni, si è rivelato inadeguato al compito; al punto da pensare che la nuova “mission“ della Mostra fosse quella di diventare “un’isola mediterranea, monumentale, integrata, ecocompatibile, polifunzionale e sexy”(sic); un’idea peregrina, che il sindaco non ha esitato ad avallare; come ha avallato la decisione di spendere alcuni milioni di euro per ricostruire una moschea con tanto di minareto e di marabutto a beneficio dei musulmani, ospiti della nostra città;  

3) che non si è mai preoccupato del centro storico cittadino, pur trattandosi di un bene compreso nel patrimonio Unesco dell’umanità; tant’è che ha accettato che se ne occupasse la Regione Campania, che il 14 febbraio 2013 ha approvato un suo “Grande Progetto per il Centro Antico di Napoli, valorizzazione del sito Unesco“ ( nientemeno !), con il solito, imperdonabile errore di prevedere solo il restauro dei monumenti senza pensare anche al miglioramento della qualità della vita dei residenti;

4) che si è occupato di Scampìa  solo per ripetere la proposta demenziale di demolire le ultime quattro Vele, che il mondo culturale cittadino e nazionale considera un esempio significativo della tendenza urbanistica europea degli anni ‘80 e che la Soprintendenza ai Beni architettonici intende vincolare come bene culturale;

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5) che, dopo lo smantellamento dell’Ilva e la scomparsa di tutte le industrie cittadine, Napoli non ha più un apparato produttivo, e che il sindaco non se n’è mai preoccupato a dispetto del fatto che sindacalisti, cattedratici, politici e imprese (Cofferati, Silvestrini, Bassolino, Ibm, Microsoft, lmpregilo, Alenia…) concordano sulla necessità di una “re-industrializzazione ecocompatibile, fondata sull’industria ad elevato valore aggiunto di conoscenza in una prospettiva euro mediterranea”;

6) che, dopo il fallimento dell’avventata idea di utilizzare la colmata di Bagnoli, ha deciso che le regate veliche della Vuitton Cup si svolgessero alla Rotonda Diaz e a via Caracciolo; e da allora il lungomare cittadino è stato da lui “liberato” per destinarlo al Giro d’Italia, alla Coppa Davis, al PizzaFestival, al Forum delle culture e a mille altri “eventi” di nessuna utilità; ha fatto di peggio: si è opposto alla realizzazione del progetto di restauro filologico di via Caracciolo, fatto proprio dalla 1^ municipalità e dall’Assise di palazzo Marigliano e approvato nel 2012 dalla Soprintendenza ai Beni Paesaggistici. Rebus sic stantibus, in altre città ci si dimette per molto meno.

 * (premio internazionale di giornalismo civile)

 

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