Salutatemelo. Ciao, ciao Giggino

 di Gianpaolo Santoro

Salutatemela. Va bene signor sindaco. Non mancheremo. Qualcuno dei suoi fedelissimi prenderà la “sospensione” e adempirà all’ultimo mandato. In fondo di cose strampalate in questi ultimi tre anni ne abbiamo viste tante, mica ci sorprenderemo se qualche arancione si metterà a colloquiare con un atto prefettizio e, casomai, farci anche amicizia.

Platealmente, sempre anticipando i tempi come è suo costume, visto che non resiste al non dare una notizia, è stato il ministro degli Interni Angelino Alfano al tradizionale question time ad annunciare l’inizio del conto alla rovescia. “Il prefetto di Napoli ha ricevuto gli atti e procederà immediatamente agli adempimenti di legge di sua competenza per la sospensione del sindaco Luigi de Magistris”. Insomma ad invitarla alla porta, più esattamente al portone di Palazzo San Giacomo.

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Lei signor sindaco se n’è andato in tv l’altra sera da Floris per mettere in onda il suo piccolo spot. Insieme a quel “Non mi dimetto. Non mi dimetto. Non mi dimetto.” che riecheggiava tanto il “Non ci sto. Non ci sto. Non ci sto” di Oscar Luigi Scalfaro (è proprio vero che quando i magistrati scendono in politica è un dramma per il Paese) ci ha raccontato di una città stretta intorno al suo nome, di un consenso ancora forte, di un legame insomma ancora ben vivo, palpitante con i napoletani. Ma non è lei il Luigi De Magistris che guida la classifica di questa estate del sindaco meno amato delle maggiori città italiane? E non era la lista da lei guidata quella di Rivoluzione Civile che alle ultime europee ha conseguito in città un misero 3,7 per cento? E parlando del Consiglio Comunale in tre anni non ha per caso perso dieci assessori sui dodici della prima “giunta arancione” e otto consiglieri comunali di una maggioranza ormai risicatissima (25 voti su 49)?

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C’è una cosa poi, confesso, che non capisco. Ma di che stiamo parlando? Napoli assomiglia sempre più ad una stazione di polizia, come ti giri trovi un commissario: dal Porto al San Carlo, dal prestigioso Forum delle Culture scaduto ad una sorte di salone del mobile addirittura sino a Bagnoli, quei dieci chilometri di città che da una vita dovrebbero rappresentare il futuro e lo sviluppo della città. E perché non sono in qualche modo commissariati anche i conti di Palazzo San Giacomo, che ogni sei mesi devono essere sottoposti al vaglio della Corte dei Conti e di una commissione mista interministeriale del Mef e del ministero dell’Interno, per verificare la corretta applicazione del piano di rientro del debito?

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Lei ora ha annunciato di voler fare il “sindaco di strada”, prendendo probabilmente spunto dal “maestro di strada”, un progetto pilota, giusto di dieci anni fa, per i ragazzi dei Quartieri Spagnoli. Probabilmente avrebbe fatto bene a ricordarsi prima di quell’iniziativa di Marco Rossi Doria e nei suoi mille giorni arancioni di occuparsi un po’ di più dei ragazzi di Napoli. Lo studio condotto dal Censis nell’ambito del progetto Di.Sco.Bull ci racconta che siamo la città con la più alta dispersione scolastica del Paese, circa il 35 per cento. Una infamia. Ma del resto signor sindaco lei ha una visione molto particolare della città e dei fenomeni che la caratterizzano. Una volta ci disse che Napoli era più “sicura” di Bruxelles, ricorda?, città che lei deve conoscere discretamente essendo stato parlamentare europeo. E mi convinsi che, forse, è Napoli che non conosce tanto bene. Quest’anno, per fortuna, non abbiamo grandi guerre di clan, e siamo soltanto a 50 morti ammazzati. Non oso pensare che cosa succeda allora sui sette colli sui quali sorge la capitale belga, deve essere un Far West…

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Devo darle atto di una cosa però. E’ stato fedele al suo programma. Si fece eleggere dal cinquanta per cento del cinquanta per cento dei napoletani al grido di “scassiamo tutto”. E non era uno slogan. Il 2 luglio cinguettò alla grande, replico il concetto con uno di quei twitter che le piacciono tanto. “È ora di scassare l’ordine costituito neo-liberista che abusa del potere e realizzare una società fondata sulla giustizia: w la rivoluzione.”  Devo dargliene atto sindaco De Magistris. “Lei ha davvero scassato”. Della rivoluzione non mi sono accorto. Ma confermo: ha proprio “scassato” tutti.

Ps. La reggenza ha deciso De Magistris è andata al vicesindaco Tommaso Sodano, anche lui condannato ad un anno e qualcosa, ma per un reato che non rientra tra quelli che la Severino indica per la sospensione dalla funzione o carica. Sodano però è anche indagato per la vicenda del nuovo stadio. Devo dire che se si voleva dare una sterzata di legalità ci sono riusciti in pieno.

 

 

 

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