di Gerardo Mazziotti
Il signor Beppe Grillo, geniale comico ma pessimo politico, non perde occasione per manifestare il suo disprezzo per l’Orco di Arcore, che chiama “psiconano” (come se lui fosse più alto e non lo è) colpevole, secondo lui, delle peggiori nefandezze.
Un giudizio negativo non condiviso, tra gli altri, dal dottor Ferdinando Imposimato, ex magistrato ed ex parlamentare del PdS nella X nella XII legislature, visto che è stato a libro paga di Mediaset quando ha svolto la funzione di giudice nella trasmissione “Forum” di Canale 5 dal settembre 2001 al giugno 2008. Proprio negli anni nei quali il governo Berlusconi approvava il Lodo Schifani e il Lodo Alfano ( giustamente bocciati dalla Consulta) per difendere il premier dalle “attenzioni “ della magistratura milanese e palermitana.
Mi sarò distratto ma non mi pare che abbiano creato un qualche imbarazzo al giudice Imposimato le così dette “leggi ad personam” e l’indignazione dei vari Grillo, Rodotà, Zagrebelsy, Bersani, Augias, Flores d’Arcais, Maltese, Bocca, Mauro, Gomez, Travaglio, Santoro, Borrelli, Boccassini, DiPietro, Davigo, Colombo e dello sterminato esercito degli antiberlusconiani trinariciuti. Rebus sic stantibus trovo sorprendente che 147 parlamentari del M5S abbiano votato Ferdinando Imposimato nei quattro scrutini per le elezioni del 12° presidente della Repubblica.
D’accordo, l’essere stato giudice di Forum non può essere considerato un titolo di demerito (lo sono stati personalità come Sante Licheri, Tina Lagostena Bassi, Luigi DiMajo – non il deputato penstastellato,ovviamente- Francesco Riccio, Italo Ormanni, Stefano Marzano e Beatrice Dalia).
Il rigore morale e l’onestà intellettuale del dottor Ferdinando Imposimato, la sua storia di magistrato e di parlamentare, i riconoscimenti internazionali, ne fanno una figura di tutto rispetto. Degno di andare al Quirinale. Né più né meno di Sergio Mattarella. Tuttavia, un minimo di intelligenza avrebbe dovuto sconsigliare quelli della Rete di proporlo come candidato alla presidenza della Repubblica.









