Daniela Iorio

Daniela Iorio

Filosofa, giornalista, webmaster e web content manager

Roma capoccia
La rifondazione Pd

di Daniela Iorio

Roma capoccia, der mondo infame. Da Testaccio all’Eur, il cuore della Capitale, nel mondo di mezzo, quello della mucca da mungere e della Roma da “mangiare”: più del 25 per cento dei circoli del pd, il partito che governa la capitale, è marcio, dannoso, pericoloso perché “ prevalgono interessi particolari che sovrastano o annullano gli interessi generali, perché bloccano il confronto sui contenuti ed  emarginano gli innovatori”. Uno tsunami.

Ventisette circoli sui 108 esistenti dovranno essere cancellati, chiusi e ulteriori tredici sono in bilico. Ora tocca al presidente del partito e commissario del Pd di Roma, Matteo Orfini, fronteggiare la prevedibile e comprensibile “ondata d’urto” delle sezioni bocciate. Il fuoco amico.  “Bisogna capirsi – ha detto Orfini- i circoli ‘personali’ non sono una modalità sana della politica. Questo non significa che chi li gestisce è una persona ‘cattiva e pericolosa’ e nessuno lo ha mai detto…” Al Testaccio, in via Zabaglia 22, le porte del vecchio circolo sono aperte, spalancate. ” Rispondiamo così alla lista di Barca. Circolo aperto tutti i giorni al territorio, che fa iniziativa politica e che si confronta con l’Amministrazione. Per il resto, è stata un’operazione stile Renzi…”

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Barca e Orfini

Ma torniamo alla lista, che se non è di “proscrizione”, certo ci assomiglia molto. Fabrizio Barca non ha fatto sconti, la radiografia del Partito democratico è di quelle da rifondazione, c’è poco da girarci intorno. Alla festa dell’Unità della Capitale, dove è stata presentato lo studio che manda in Barca buona parte del partito sia chiaro però, si è discusso di politica. “La mappatura valuta l’azione politica del singolo circolo, le azioni realizzate, le motivazioni e gli interessi che muovono l’azione politica, nonché l’efficacia del circolo stesso” ha detto Barca. Ciò che la relazione non ha preso in esame, ha precisato, è stata “la legalità dei comportamenti, compito che tocca alla magistratura, la regolarità delle iscrizioni, il rispetto delle regole, dello statuto e del codice etico, nonché la moralità dei comportamenti”. Quindi Buzzi, Carminati le cooperative rosse e nere malate, non c’entrano niente. Siamo al partito nel partito, piccoli, grandi gruppi di potere e di tessere, il controllo di zone, evidentemente, dal punto di vista elettorale.

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Fabrizio Barca

Un lavoro preciso, scrupoloso, capillare, una relazione dalla potenza motrice, a mo’ di sinottica dell’Eurisko, il metodo di indagine con cui da anni istituti di ricerche raccontano l’Italia le trasformazioni del Paese. Un metodo apprezzabile e funzionale, quasi vitruviano: stessa intervista per tutti, stesso obiettivo per tutti, comparando i punti deboli e i punti di forza.  Barca affermò che avrebbe dato un nome sintetico e simbolico ad ogni gruppo di circoli con le stesse caratteristiche e attività, proprio come l’Eurisko fa suddividendo gli italiani con un sostantivo che riassuma le abitudini di un gruppo di persone. E così ha fatto l’economista con un team di ricercatori, dopo sette mesi di lavoro: sono sei le categorie emerse, ognuna con il proprio nome che sintetizza le attività dei circoli, il loro modo di fare politica.

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Sono questi i comparti categoriali del pd romano: i dannosi, il presidio chiuso, l’identità, l’inerzia, il ponte, circoli progetto. Detto dei Circoli dannosi ( 27), i circoli a presidio chiuso (2 ), sono quelli ancorati a logiche tradizionali e che non sperimentano approcci di innovazione alla cittadinanza. I circoli d’identità  (25) sono quelli che lavorano quasi unicamente per tematiche nazionali, i circoli d’inerzia (17) sono quelli essenzialmente fermi e di facciata, mai punto di riferimento per i cittadini e che lavorano solo in tempi di campagne elettorali. I circoli ponte (28) sono quelli che maggiormente si fanno portavoce degli interessi pubblici tallonando le amministrazioni locali mentre i circoli progettuali ( 9) sono invece quelli che intessono attività di partito con partecipazione popolare sempre crescente.

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La mappa dei Circoli Pd a Roma

I ventisette circoli dove si fa la “malapolitica” e rubricati come “corrotti” sono: Aurelio Cavalleggeri, Borghesiana Finocchio, Casal Bruciato – San Romano, Casalbertone, Casalotti, Centocelle Vecchia, Cinecittà (via Flavio Stilicone), Corviale, Eur, Fidene Serpentara, Grotta Perfetta, Grottarossa, Nuova Gordiani. E poi ancora Ostia centro, Ponte Mammolo, San Giorgio,Testaccio, Torbellamonaca, Tor di Nona, Torraccia, Torre Maura, Torrino, Trullo, Via Crema all’Appio Tuscolano, Vigne Nuove, Villaggio Breda e XX Settembre.

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Il partito di governo  nel cuore della città eterna della capitale sanguina di cattivi esempi. Il dossier dell’ex ministro ha anche posto in luce numerose irregolarità sui tesseramenti che subiscono quasi in maniera costante grossi incrementi in periodi di votazione e congressi. Ed oltre il trenta percento degli iscritti pare non frequentare mai i circoli.

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Storia vecchia. Gli iscritti originali e i numeri che servono, baratti e compravendite risapute di voti e tessere, sbottò sulla questione anche la ministra Madia che accusò che durante le primarie dei parlamentari aveva visto a Roma, senza vergogna a dirlo, un “sistema criminale”. Anche la renziana Licata fece le stesse accuse.

File di rom per le primarie, anziani prelevati dai centri associativi e ripagati con generi alimentari. E la distribuzione dei soldi fuori ai circoli per indicizzare i voti. E’ il modus consueto anche dei pacchetti di tessere che escono dai circoli in bianco, pagati, e rientrano tutti firmati.

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E intanto i piddini festeggiano per ben venti lunghi giorni la festa dell’Unità a Roma. C’è un grande prato verde a Montesacro dove dovrebbero nascere, per statistica romanzata e musicata, le speranze. Ma soprattutto un Pd nuovo.

 

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