Gerardo Mazziotti

Gerardo Mazziotti

Architetto, giornalista e scrittore. Per 20 anni docente all’Università di Salerno. Premio internazionale per il giornalismo civile. E’ considerato “ la coscienza critica della città”.

Trasformisti professionisti

 di Gerardo Mazziotti 

”Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato ” recita l’articolo 67 della Costituzione.

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In tutto il mondo democratico solo il Capo dello Stato rappresenta la Nazione e il parlamentare rappresenta il partito che lo ha scelto e gli elettori che lo hanno votato col mandato vincolante di attuare le promesse fatte. L’articolo 67 favorisce e legittima il  fenomeno del “trasformismo”. E’ appena il caso di ricordare che per sostenere nel 1881 il governo di Agostino Depretis alcuni parlamentari della Destra passarono alla Sinistra  “ non per motivi di idee e di programmi ma in cambio di favori personali”  (lo scrisse Depretis nelle sue “Memorie”).

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Mastella e Prodi

E fu allora che nacque il “trasformismo”, ossia il passaggio dei parlamentari da un gruppo all’altro, largamente praticato nel Parlamento italiano, sia quello monarchico che quello repubblicano. E’ sufficiente ricordare che nell’ottobre 1998 i parlamentari di Clemente Mastella sono passati dal centrodestra al centrosinistra per dar modo a Massimo D’Alema di formare il suo governo. Ed è sufficiente ricordare che il 14 dicembre 2010 la mozione di sfiducia presentata dalle Opposizioni contro il governo Berlusconi venne respinta per soli tre voti, 314 contro la mozione e 311 a favore. Risultarono determinanti i voti contrari dei deputati finiani Catone, Siliquini e Polidori che lasciarono il  FlI per iscriversi al Gruppo Misto e dei deputati dipietristi Scilipoti, Cesario, Calearo e Razzi che lasciarono l’IdV  per iscriversi a FI.

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Un risultato inopinato che spinse Antonio DiPietro, all’epoca deputato e presidente dell’IdV, a chiedere l’intervento della Magistratura nella convinzione che questi deputati erano stati “corrotti” da Berlusconi. Parlò di “mercato delle vacche”. E alcuni PM della Procura di Roma accolsero la denuncia ma rinunciarono a proseguire dopo avere constatato che questi parlamentari si erano comportati secondo il disposto dell’articolo 67…

28/01/2009 MANIFESTAZIONE IO SO CONTRO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA NELLA FOTO ANTONIO DI PIETRO E BEPPE GRILLO © STEFANO CAROFEI / AGF

Grillo e Di Pietro

Per avere un’ idea di questo vergognoso, immorale, deprecabile, inverecondo fenomeno basta pensare che dal febbraio 2013 ad oggi ben 235 tra deputati e senatori su un totale di 945 sono passati da un gruppo parlamentare all’altro. Tant’è che l’attuale Parlamento è totalmente diverso da quello uscito dalle urne del 24 e 25 febbraio 2013. Un fatto che in mezzo mondo suscita incredulità. E anche ilarità. Perciò anche Beppe Grillo del M5S si è convinto della necessità di abrogare l’articolo 67. Detto questo mi pare necessario ricordare che l’insigne giurista Francesco Carnelutti, in una conversazione radiofonica “Ascolta si fa sera” degli anni ’60, disse che “ la corruzione si ha solo quando si fa una cosa proibita dalla legge”. Come dire che la corruzione non sussiste quando un parlamentare si comporta secondo il disposto dell’articolo 67.

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Sergio De Gregorio

Ciò nondimeno alcuni PM della Procura di Napoli hanno ottenuto il rinvio a giudizio dell’ex premier Silvio Berlusconi, accusato di aver “ corrotto con 3 milioni di euro” ( una somma sbalorditiva) l’ex senatore di IdV Sergio De Gregorio con l’obiettivo di sabotare il governo Prodi nell’ambito della cosiddetta “Operazione libertà”. Operazione che, secondo l’Accusa, “ha rappresentato un colossale investimento economico diretto ad ottenere l’unico risultato che interessava all’uomo Berlusconi, ossessionato solo dalla volontà di mandare a casa Prodi e prenderne il posto”.

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Silvio Berlusconi

 

Pochi giorni fa è stata chiesta una condanna a cinque anni di reclusione. Lungi da me l’idea di contestare la ricostruzione dei fatti e  la richiesta di condanna. Mi limito a ricordare che il passaggio di DeGregorio al centrodestra è avvenuto nell’aprile 2006 in cambio della elezione alla presidenza della commissione Difesa  e che il governo Prodi è caduto nel gennaio 2008 perché gli hanno votato contro Domenico Fisichella, ex An eletto nelle fila della Margherita, i liberaldemocratici Lamberto Dini e Giuseppe Scalera, Clemente Mastella e i due senatori dell’Udeur. Il solo voto di DeGregorio non sarebbe bastato. Un fatto è certo: senza l’articolo 67 DeGregorio non sarebbe potuto passare da DiPietro a Berlusconi.

 

 

 

 

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