di Angelo Vaccariello
Ma che combina mister Tsipras? Si rende conto di cosa sta succedendo in Europa? Lei sbatte la porta in faccia alle istituzioni europee; si pone contro la plutocrazia bancaria che vuole soffocare il suo popolo; convoca un referendum sull’accordo con Bruxelles; lo stravince. Eppoi? Alla fine capitola e presenta un pacchetto di risposte che fa impallidire ogni neo-conservatore anche i più stretti esegesi dell’Austerity.
Il piano di Atene contiene nuove tasse e aumenti delle aliquote in vari settori (compresi l’Iva nelle isole, prodotti di lusso e fascia dei più ricchi), lotta all’evasione fiscale, incremento progressivo dell’avanzo primario di bilancio (dall’1 per cento del 2015), tagli alle pensioni (eliminando quelle baby), alle spese militari e alle esenzioni fiscali per gli armatori: proprio come chiedono la Germania e le istituzioni rappresentative dei creditori (Commissione europea, Bce e Fmi di Washington).
E ora? Cosa diranno i teorici neo-keynesiani? Ha pensato a Krugman? Ha rivolto il suo pensiero, che so, alla nostra Barbara Spinelli? Cosa diranno i radical chic nei loro salotti letterari? Lei si è comportato come un Monti qualsiasi; vuole introdurre tasse e tagli alla spesa come un Letta di serie B. Ci ripensi signor Tsipras. Le scrivo a nome di tutti quelli che odiano i liberisti. Pensi a Grillo, Salvini e alla Lepen. Non ceda. Che importa se poi a fare la fame sono i greci. Lei porta con sé un ideale più grande e non può cedere proprio sul più bello.







