di Alessio Buccafusca
Due giorni di Giselle, due giorni di magia. Due giorni di grande danza al Teatro San Carlo, con due stelle mondiali Svetlana Zakharova in Giselle e Sergei Polunin nel ruolo del principe Albrecht.
E con le due grandi stelle del firmamento mondiali i ballerini sancarliani, il corpo di ballo diretto magistralmente da Lienz Chang che ha portato in un anno solo la compagnia ad un altissimo livello, come non si vedeva da anni. Tutti bravi, davvero bravi: Luisa Ieluzzi nel ruolo di Mirta, le due soliste delle Villi, Annachiara Amirante e Annalina Nuzzo. Il pas de deux dei contadini del primo atto è stato danzato brillantemente da Claudia D’Antonio e Carlo De Martino. Una citazione speciale va ad Edmondo Tucci nel ruolo di Hilarion.
Non è stato un successo ma un trionfo , circa 15 minuti di applausi da parte di un pubblico bravo e competente con il teatro esaurito ed emozionato dalla bellezza di questa Giselle. Amore e Morte. Due facce della vita. Giselle ha 174 anni (è andato in scena per la prima volta a Parigi nel 1841 (coreografie originali di Jean Coralli, Jules Perrot e Marius Petipa con contorno di musiche dolcissime di Adolphe Adam) ma non li dimostra. La sua favola è la favola della vita.
E’ stata una scommessa vinta dal nostro sovrintendente , Rosanna Purchia, che ha voluto fortemente andare in scena in questo primo fine settimana di piena estate. Mi è venuto in mente quando il quattro agosto del 1982 Nureyv si esibì al San Carlo con il Don Chisciotte , ancora allora fu un trionfo. Napoli ama la grande danza e non fallisce mai i grandi appuntamenti.
La trama è molto semplice: Giselle è una bella contadina corteggiata dal principe Albrech che per averla si finge un altro contadino . Sarà il cacciatore Hilarion, innamorato di lei, a rivelarle la verità: Albrecht non potrà mai sposarla perché figlio di re e promesso a un’altra donna nobile. L’ingenua Giselle, dai sentimenti profondi, impazzisce e danza sino alla morte.
Nel secondo atto Giselle è diventata ormai una villi, figura mitologica germanica che si identifica con le ragazze morte prima delle nozze. Si tratta di spettri che vagano di notte alla ricerca di uomini che costringeranno a danzare sino a far loro scoppiare il cuore. Ma come nelle belle favole, l’amore di Giselle è tanto forte e profondo che aiuterà il Principe Albrecht nella danza sostenendolo sino al mattino. Il sole sorge e il principe è salvo, cosciente di aver perso per sempre la sua amata Giselle . ma un fiore gli resta tra le mani per ricordare la sua amata piccola contadina .








