Ottorino Gurgo

Ottorino Gurgo

Ottorino Gurgo, scrittore e giornalista italiano. E’ stato per molti anni notista politico de Il Giornale al fianco di Indro Montanelli. Poi capo della redazione romana de il Mattino, direttore del Roma, editorialista del Giorno e dell’Informazione. E’ stato conduttore della rubrica politica “Il Punto” per il Gr2. Autore di numerosi saggi tra i quali "Vietnam controrapporto", "Perché i Kennedy muoiono", "Sciascia" e "L’illuminista cristiano".

Sburocrazia

 di Ottorino Gurgo

C’è una barriera che Matteo Renzi, il “rottamatore” non riesce a infrangere e che costituisce, forse, il principale ostacolo al rilancio economico del nostro paese. Non parliamo della fragilità del quadro politico, frammentato e lacerato da mille divisioni e da un bizantinismo cronico, che pur costituiscono un elemento frenante del nostro sviluppo.

Parliamo della burocrazia, protagonista invincibile della vita quotidiana di ciascuno di noi. Perché l’Italia non è soltanto, come afferma la scritta incisa a caratteri cubitali sul Palazzo della civiltà del lavoro a Roma, “un popolo di santi, poeti, navigatori, artisti, colonizzatori e trasmigratori”. E’ anche, e vorremmo dire soprattutto, “un popolo di burocrati”.

BUREAUCRACY-A-Strict-Administrative-SystemE’ l’eccesso di burocrazia l’ostacolo che forse più di ogni altro si frappone alla ripresa dell’attività produttiva e al conseguente superamento della crisi economica. Ha scritto recentemente l’Huffington Post, sito statunitense tra i più seguiti al mondo, che le imprese italiane “corrono con uno zaino sulle spalle”, devono gareggiare “con una gamba ingessata”. La burocrazia costa – a detta di questo sito – un 4 per cento di minore Pil.

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Giorgio Squinzi

Più di un anno fa, intervenendo alla commissione bicamerale per la semplificazione (ironia dei nomi, in un paese in cui nulla, ma proprio nulla è semplice !), il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi, disse senza mezzi termini che l’Italia “è ostaggio di una burocrazia soffocante” e sottolineò la necessità di “invertire una rotta che, altrimenti, ci porterà alla deriva e poi al naufragio”. Ma ben poco – e potremmo anche dire nulla – è stato fatto per cercar di guarire da questo male oscuro che ci affligge. Un esempio tra i tanti: in Italia, per ottenere un permesso di costruzione, occorrono  231 giorni, In Germania 97 giorni, in Inghilterra 99 giorni; in Spagna 182. Senza contare i costi che, in Italia, sono più elevati che altrove. E non c’è settore, dall’industria all’agricoltura (che si dice di voler rilanciare, ma che è sempre più oppressa, ossessionata, penalizzata) che riesca a sottrarsi all’invadenza dei burocrati.

20141025-aiuto-burocrazia-655x436Scopriamo l’acqua calda se diciamo che c’è nell’opinione pubblica una disistima profonda nei confronti del mondo della politica. E’ una disistima che, certo, non oseremmo definire del tutto immeritata. Ma è opportuno che c’è un potere ben più onnivoro e nascosto di quello della politica, che incide pesantemente sulla nostra vita quotidiana, la condiziona, le impone i suoi ritmi e i suoi riti. E’ il potere dei burocrati che costituiscono la forza frenante di ogni iniziativa, ritardandone ad libitum l’attuazione, se non addirittura impedendola del tutto. E’ questo potere, con i suoi bolli, i suoi moduli, le sue imposizioni fiscali, la vera casta, la vera lobby che incatena il nostro paese.

Liberarsi dei lacci e lacciuoli che la burocrazia impone alla nostra vita di ogni giorno è un dovere. Ma sulle possibilità di successo di una simile battaglia, siamo francamente scettici. Ma muoversi per arginare i danni della burocrazia è indispensabile, tenendo conto, come ha scritto Javier Pascal, che “la burocrazia è l’arte di rendere impossibile il possibile”.

 

 

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