Una giornata particolare

 di Mino Cucciniello

L’eccezionale apertura per solo quattro ore della storica biblioteca dei Girolamini (160 mila volumi religiosi e laici, numerosi manoscritti del Seicento, ventisei “Legature Canevari”, oltre seimila composizioni e opere musicali) ha scatenato una irrefrenabile, inaspettata voglia di cultura fra i napoletani. Una lunga interminabile, composta fila per poter accedere alla biblioteca, ha scandito una giornata particolare, una “Domenica di carta”.

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Alcuni scaffali desolatamente vuoti della Girolamini

Un evento eccezionale, eliminati per quarantottore i sigilli che la Procura ha posto tre anni fa sotto sequestro dopo il saccheggio di migliaia di libri antichi ad opera dell’ex direttore Massimo De Caro, condannato a sette anni. Alcuni scaffali desolatamente vuoti (ne sono stati recuperati circa 2500 libri ma sono molti di più quelli sottratti) non hanno incrinato l’atmosfera magica che si respira in questo piccolo tempio della cultura aperto al pubblico nel 1586, la più antica biblioteca di Napoli e seconda in Italia dopo quella Malatestiana di Cesena.

Chiesa del gesù nuovo

Campanile Santa Chiara

Gesù Nuovo (sopra) e Santa Chiara

Una giornata particolare, un clima prettamente autunnale, una domenica di cultura e tradizione. Molti napoletani hanno raggiunto via Duomo percorrendo l’itinerario più classico e conosciuto per le presenze di molte chiese e di palazzi storici che si affacciano su questo percorso, che inizia da Piazza del Gesù, dove si trovano ben tre chiese: quella delle Clarisse con le sue monache di clausura, la barocca e bellissima Gesù Nuovo e poi la severa ed imponente Santa Chiara tanto cara agli abitanti di Napoli. Quest’ultima chiesa è visibile in tutto il suo splendore da piazza del Gesù, solo dal 1960, quando si pensò di abbattere un fabbricato che si sviluppava sopra agli attuali uffici informativi dell’Azienda Cura e Soggiorno del Turismo. Prima di questa decisione i turisti non potevano godere della bellezza della facciata gotica della Basilica napoletana, che con tutta l’intera zona è definita come un museo a cielo aperto, patrimonio dell’Unesco per la quantità delle opere d’arti, un’enorme ricchezza artistica.

C’è stato un lungo periodo della storia della città durante il quale la maggior parte dei napoletani preferiva ammirare le bellezze paesaggistiche dalla famosa collina di Posillipo anziché una passeggiata nei decumani per molto tempo dimenticati e ancora sfregiati dall’ultimo conflitto mondiale.

Festa dell'Immacolata

La festa dell’Immacolata

Uno dei pochi appuntamenti importanti era per l’otto dicembre in piazza del Gesù dove da sempre, nella ricorrenza della festa dell’Immacolata, viene deposto un fascio di fiori ai piedi della Statua della Madonna disposta sulla bella ed alta guglia barocca. E dopo la solenne funzione, che si è sempre svolta alla presenza del Cardinale, la tradizione voleva che percorrendo via Benedetto Croce comunemente chiamata Spaccanapoli e piazza San Domenico Maggiore (dove si trova palazzo Corigliano, che prima ospitava la sede dell’Inps mentre oggi invece è sede dell’Istituto Universitario Orientale), si raggiungeva via San Gregorio Armeno, la strada dei pastori, per andare ad acquistare il necessario per la costruzione del presepe.

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San Gregorio Armeno. Pastori di ieri e di oggi

In quella stradina spesso fredda ed umida c’era un atmosfera fantastica fatta soprattutto di semplicità e magia capace di far vivere le emozioni di un Natale strettamente religioso molto lontano da quelli consumistici dei giorni nostri.

Oggi invece tutto o quasi è cambiato sebbene molte delle botteghe sono rimaste identiche, ma è la stradina piccola e stretta che ormai in qualsiasi mese dell’anno è sempre piena di turisti tanto che negli orari di punta è difficilissimo camminare. Inoltre, unitamente alle classiche statuette del presepe, sono state aggiunte altre con sembianze di personaggi famosi che non ci azzeccano nulla con la tradizione.

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Ma nonostante questa sorta di “contaminazione” San Gregorio Armeno resta un luogo magico che trasforma tutti in bambini incantati innanzi al fascino immutabile dei presepi. Tra i molti negozi specializzati tra i più famosi c’è la ditta Di Virgilio che si trova all’inizio della strada, mentre quasi al centro c’è Visconti ed ancora un po’ più sopra c’è Ferrigno, negozio dove qualche anno fa Toto Naldi acquistò un magnifico presepe per il suo albergo Flora di Roma.

Giulia Parente

Giulia Parente

Il cambiamento della zona iniziò a verificarsi qualche anno dopo del terremoto dell’ottanta, grazie ad un comitato chiamato Spaccanapoli che aveva come vice presidente Massimo Scatola e come presidente Giulia Parente che in seguito sarebbe diventata assessore nella giunta comunale di Antonio Bassolino. I due con grande amore verso la zona e con tanta caparbietà iniziarono a far si che le cose del quartiere iniziassero a cambiare in meglio e per la raccolta dei fondi da destinare a migliorare l’aspetto estetico dei negozi per un paio di anni organizzarono in piazza San Domenico Maggiore uno spettacolo chiamato il Sole di Mezzanotte presentato magistralmente da Giuliana Gargiulo.

Mirella Barracco

Mirella Barracco

Ma la vera svolta di questo antico quartiere napoletano si ebbe con Napoli 99, una fondazione presieduta da Mirella Barracco quando nei primissimi anni novanta organizzò una manifestazione chiamata “Napoli porte aperte” che consisteva nel far visitare, oltre a quello che normalmente si accedeva, le tante chiese i palazzi i chiostri e tanto altre opere d’arte bellissime che da anni erano chiuse, abbandonate o pericolanti. La manifestazione riscosse un successo eccezionale soprattutto da quella parte di napoletani che costituiscono la cosiddetta “Napoli bene”, che magari conosceva tutto di Parigi, Londra, Vienna e del resto del mondo ma non sapeva quasi nulla delle ricchezze artistiche e culturali nostrane.

Napoli-Porte-Aperte_1Quasi in contemporanea con questa manifestazione venne eletto sindaco di Napoli Bassolino che essendo allora molto amico della Barracco seppe sfruttare il momento di successo dei Decumani ed apportò una nuova linfa alla zona venendo anche incontro alle richieste dei commercianti circa l’illuminazione e la sicurezza del territorio. Da quegli anni per ogni turista che transita per Napoli, San Gregorio Armeno è diventata una tappa imperdibile grazie anche alle visite di Juan Carlos di Spagna e di sua moglie la regina Sofia e dei vari presenti della nostra repubblica ad iniziare da Scalfaro per proseguire con Ciampi e Napolitano oltre allora presidente del consiglio Berlusconi ed ai componenti del G7 che si svolse nella nostra città per non parlare dei rappresentanti del mondo dello spettacolo e dello sport. Uno dietro l’altro sono sfilati Christian De Sica, Cavani, Lucio Dalla, Maurizio Micheli, Luciano Pavarotti, Riccardo Muti solo per citarne qualcuno, che hanno contribuito maggiormente con la loro notorietà a pubblicizzare questi bellissimi luoghi di Napoli.

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Palazzo Carafa, Spaccanapoli

Proprio quel pezzo di Napoli che domenica ha vissuto una giornata particolare. Le chiese, ad iniziare da San Domenico Maggiore, e continuando con San Gregorio Armeno, San Lorenzo, San Paolo Maggiore, i palazzi Carafa, Petrucci, Casacalenda ed infine a via Duomo, una fiumana di gente per una domenica particolare. E così gruppi prima di venticinque e poi di cinquanta persone sono stati ammessi alla visita della ritrovata biblioteca dei Girolomini che ha incantato con il suo magnifico soffitto e col fascino della sua storia.

 

 

 

 

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