Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi, 54 anni, giornalista, scrive di cronaca nera e giudiziaria per Il Mattino. Autore del volume "Napoli è servita" e coautore dei libri "Il Casalese", "Al mio Paese - Sette vizi, una sola Italia" e "Mafie". Dirige il sito della Federazione delle associazioni italiane antiracket la rivista online "Lineadiretta". Collabora come docente al Master di Giornalismo dell'Università Suor Orsola Benincasa.

Il sangue & la menzogna

 di Giuseppe Crimaldi

La menzogna a mente fredda. Ora che i contorni della tragedia hanno assunto contorni più netti, ora che il sangue versato a Parigi ci fa sentire tutti ugualmente esposti al pericolo, ecco mettersi in moto la macchina della menzogna e del fango. E’ la stessa che conoscemmo dopo l’11 settembre del 2001, all’indomani degli attentati alle Torri Gemelle di New York; la stessa che per decenni ha distorto la realtà dei fatti, quando quei fatti venivano raccontati con evidente malafede da chi intingeva il pennino nell’inchiostro dell’odio.

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Facebook è uno strumento veramente straordinario perché diventa la cartina di tornasole che conferma oggi come si possa distorcere la realtà riuscendo addirittura a trasformare la vittima in carnefice. Dopo le stragi di venerdì 13 novembre c’è ancora chi ribalta una verità semplice e inoppugnabile: l’Islam è una religione che non ammette moderazione e gli esegeti neri del Corano si esaltano ad interpretare le sure di Maometto trovando lo spunto che legittima il sangue e la morte. Eppure già solo poche ore dopo la mattanza parigina c’era chi cinicamente arrivava quasi a legittimare la follia degli attentatori attraverso post deliranti, i cui unici veri obiettivi erano – tanto per cambiare – i bersagli preferiti da sempre: l’Occidente, e più in particolare gli Stati Uniti e Israele.

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E’ così cominciata a circolare in rete una simpatica vignetta: un disegnino che raffigura un guerrigliero dell’Isis mentre decapita l’ostaggio che al posto della testa ha un mappamondo; dietro di lui si vede una mano che gli porge un sacchetto pieno di dollari, e sulla manica di quella mano sono disegnate le bandiere a stelle e strisce e quella con la stella di Davide. C’è persino chi dopo quegli attentati ha rispolverato un altro cavallo di battaglia della propaganda anti-occidentale: il boicottaggio dei prodotti israeliani, quasi che ad aver trasformato Parigi in un mattatoio non fossero stati i jihadisti ma gli ebrei. Vergogna.

Niente di nuovo sotto il sole, si dirà. Eppure ci vuol poco a smascherare gli artisti della menzogna. Proviamoci, confutando punto per punto bugie e manipolazioni.

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1 –  “L’intera politica degli Stati Uniti relativa alla lotta contro il terrorismo serve in realtà gli interessi jihadisti. E gli Usa finanziano l’Isis“. FALSO. Gli Usa, a cominciare dai tempi dell’amministrazione Bush, hanno sicuramente dimostrato insipienza e imperdonabili leggerezze nel valutare la figura dello sceicco Al Baghdadi, quando si tentò di detronizzare il sanguinario dittatore siriano Assad; così come ci fu da parte di Sarkozy un errore nel decidere di far fuori Gheddafi in Libia, consegnando il paese nelle mani delle tribù locali. Ma sostenere che l’Occidente abbia finanziato il Daesh è un falso storico, come lo è la tesi per cui dietro gli attentati del 2001 a Wahington e New York c’era la Cia.

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2 – “L’Isis controlla ormai quasi tutta la Siria e buona parte dell’Iraq”. FALSO. Basta guardare questa mappa per capire che – per quanto consistenti ed estese – questa è un’altra bugia veicolata dalla potente macchina dei sostenitori del Daesh. La vasta maggioranza dei territori di queste due nazioni restano ancora in mano ai loro legittimi governi, o alle loro minoranze curde. Il territorio controllato dal califfato è quello in nero.

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3 – Isis è un movimento Sunnita. FALSO. Accettare l’assunto equivarrebbe, come ha scritto bene qualcuno, a dire che l’Inquisizione Spagnola fu un movimento cattolico. Passi, ma non te la prenderesti con un cattolico per quello che ha fatto l’Inquisizione Spagnola, no? La verità è che l’Isis professa la dottrina salafita, che poi incarna la versione più radicale del “Sunni Islam” e che professala lettura letterale del Corano e il “ritorno alle origini”. Un ritorno al medioevo religioso, insomma.

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4 – Il terrorismo di matrice islamica persiste perché i palestinesi non hanno uno Stato. FALSO. I palestinesi hanno ripetutamente rifiutato di accettare uno stato-nazione per se stessi se questo significa accettare uno stato-nazione per il popolo ebraico accanto ad esso. Nel 1937 i palestinesi rifiutarono il rapporto Peel, che prevedeva due stati per due popoli; nel 1947, hanno respinto il piano di spartizione delle Nazioni Unite che ha fatto lo stesso. Nel 2000 a Camp David e di nuovo nel 2008, i palestinesi rifiutarono nuove proposte che avrebbero creato uno stato palestinese. I palestinesi rifiutarono la pace sia prima che dopo la creazione di Israele, prima che Israele ottenesse il controllo dei territori nel 1967 e dopo che Israele aveva lasciata libera Gaza nel 2005. I palestinesi sono sempre stati più preoccupati di distruggere lo stato ebraico che della creazione di un proprio Stato . Il nucleo del conflitto resta il persistente rifiuto dei palestinesi di riconoscere lo stato-nazione del popolo ebraico in qualsiasi confine.

 

 

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