Ottorino Gurgo

Ottorino Gurgo

Ottorino Gurgo, scrittore e giornalista italiano. E’ stato per molti anni notista politico de Il Giornale al fianco di Indro Montanelli. Poi capo della redazione romana de il Mattino, direttore del Roma, editorialista del Giorno e dell’Informazione. E’ stato conduttore della rubrica politica “Il Punto” per il Gr2. Autore di numerosi saggi tra i quali "Vietnam controrapporto", "Perché i Kennedy muoiono", "Sciascia" e "L’illuminista cristiano".

Se la corruzione
è aria che cammina

 di Ottorino Gurgo

Sono passati ventitré anni da quando si aprì quella che è passata alla storia del nostro paese come  la stagione di Tangentopoli; un autentico ciclone che travolse non soltanto partiti di antica tradizione e leader di grande rilevanza nazionale, ma un intero sistema politico, segnando la fine della cosiddetta Prima Repubblica.

corruzione2Molta acqua, nel frattempo, è passata sotto i ponti. E l’illusione che ci fossimo lasciati alle spalle i giorni bui di Tangentopoli e che si fosse aperta una nuova fase politica all’insegna della correttezza e della trasparenza, è miseramente naufragata.

E’ sufficiente aprire un quotidiano o ascoltare un telegiornale per rendersi conto che la corruzione, lungi dall’essersi arrestata, è andata dilagando sempre più, cosi da coinvolgere ogni regione del paese, ogni ente, ogni istituzione pubblica o privata. Nulla ne è preservato e si può dunque ripetere, mutuando la sua affermazione, quel che un noto sociologo, esperto del fenomeno mafioso, disse a proposito della mafia. “La mafia, in Sicilia – disse Michele Pantaleoneè aria che cammina”. E “aria che cammina” è oggi la corruzione in Italia.

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Tangentopoli

Ma dire che siamo tornati a quella che fu, nella prima metà degli anni Novanta, “la stagione di Tangentopoli”, sarebbe un errore, un’interpretazione riduttiva. La corruzione è andata molto più in là; ha cambiato i propri connotati compiendo quello che può essere definito “un rilevante salto di qualità”.

Un dato statistico: secondo lo studio “Curbing corruption” (“Mettere un freno alla corruzione” l’Italia è al primo posto assoluto in Europa, seguita da Portogallo e Grecia in tema di corruzione. Peraltro non si tratta soltanto di “quantità”, ma di “qualità”. Il fenomeno di Tangentopoli, infatti, era collegato preminentemente all’attività dei partiti.

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Ignazio Silone

Le tangenti erano soprattutto connesse con il finanziamento dei partiti che, come aveva profeticamente denunciato molti anni prima quel grande scrittore che fu Ignazio Silone, erano andati progressivamente trasformandosi da strumenti in fini, con i loro apparati elefantiaci che assorbivano, per sopravvivere, enormi quantità di denaro.

Con la perdita del primato dei partiti che ha caratterizzato la cosiddetta Seconda Repubblica, il “fenomeno corruzione” ha subito una radicale trasformazione, dilatandosi a dismisura.

corruzione_305x380Ai partiti si sono, infatti, sostituiti i politicanti, vale a dire “cani sciolti”, che agiscono in prima persona al fine di costituire autonomi centri di potere attraverso i quali perseguire l’obiettivo del personale illecito arricchimento. E quel che è più grave, è che questo nuovo stato di cose, come ha dimostrato la megainchiesta di “Mafia Capitale” (il maxi processo è appena iniziato) ha comportato l’inserimento nel sistema corruttivo della mafia o, meglio, delle mafie che a piovra hanno conquistato il “mercato” (la scelta della parola non è casuale) degli appalti pubblici e privati.

arresto-per-corruzione-in-denaroC’è un’altra considerazione che ci induce a ritenere che il tipo di corruzione che si è andato affermando negli ultimi vent’anni segni una svolta peggiorativa rispetto al passato. Anche se, inevitabilmente, una parte dei finanziamenti illeciti finiva nelle tasche di questo o quell’esponente politico, i soldi elargiti nel periodo di Tangentopoli avevano come terminali i partiti impegnati, almeno formalmente, ad operare in nome del bene comune. La corruzione attuale, per contro, in collaborazione con la criminalità organizzata (entrata così nei gangli dell’apparato statale) è volta a perseguire interessi che nulla hanno a che fare con il bene comune.

Se questo è il quadro non possiamo non chiederci che cosa sia stato fatto, in tutti questi anni per combattere la corruzione. E non possiamo non constatare che, al di là di qualche provvedimento demagogico, è stato fatto ben poco.

 

 

 

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