di Angelo Vaccariello
Trentotto milioni di euro a fronte di una richiesta di oltre settecento. E’ quanto stanzia il Governo per l’emergenza Sannio. Subito dopo l’annuncio, è partito il “Te Renzium” degli accoliti locali per ringraziare il tempestivo impegno del Governo.
Che la cifra sia piccola e che imbarazzi anche i rappresentanti locali si legge nelle diverse dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa. Tutti, infatti, sottolineano come “L’Esecutivo stanzierà successivamente altre risorse”. Lo farà? Chissà.
I numeri, però, dicono tutt’altro. La Regione, infatti, ha inviato una richiesta di interventi per 700 milioni di euro: un milione 872mila a copertura dei costi sostenuti per le attività di soccorso; 150 milioni 872mila per le spese necessarie al ripristino dei servizi pubblici essenziali e 542 milioni 230mila per la riduzione del rischio residuo.
Insomma, lo stanziamento governativo – secondo quanto richiesto dal governatore De Luca – non servirà nemmeno a ripristinare i servizi essenziali. La lettura possibile di questo atteggiamento è duplice.
La prima. Il Governo Renzi non ha in cura il Sannio. Stanzia 38 milioni per i primi interventi e poi si vedrà. La seconda. La Regione ha fatto male i conti e ha richiesto troppo tanto che il Consiglio dei Ministri ha ritenuto di ignorare la domanda. In un caso o nell’altro i conti non tornano e non di poco, tutt’altro. Qualcuno dovrà spiegare…
Cosa succederà ora? Scommettiamo che si parlerà di fondi europei, di stanziamenti futuri e di cambiamenti nella legge di Stabilità. Già, saranno solo parole.








