di Adolfo Mollichelli
Il vessillo azzurro sventola sulla vetta del campionato. Non accadeva dal magico Novanta. Il Napoli supera l’Inter con una doppietta di Higuain ed è primo in classifica. Da solo grazie allo stop imposto dal Sassuolo alla Fiorentina.
Match intenso, anche bello a tratti. Senz’altro entusiasmante perché i nerazzurri (in dieci per tutta la ripresa) hanno lottato fino all’ultimo secondo alla ricerca del pari. Un lampo squarcia il cielo del San Paolo all’alba dellapartitissima. È il gol di Higuain dopo una manciata di secondi, sessanta o poco più. Da Callejon al Pipita che affianca la linea difensiva nerazzurra e saetta di destro a fil di palo. Handanovic non può nulla. Inter subito in bambola. Abituata ad aspettare gli eventi non riesce ad opporsi alle trame azzurre. E quando cerca di ripartire viene soggiogata dal pressing asfissiante degli azzurri.
Quando allo spirare del primo tempo Nagatomo sarà espulso per somma di ammonizioni, nessuno avrebbe puntato un euro sulla tenuta della squadra di Mancini. E tanto più dopo il raddoppio del Pipita che ha raccolto un rilancio di testa di Albiol ed ha abbattuto il muro nerazzurro – così chiamano la coppia centrale Miranda più Murillo – prima di battere ancora una volta Handanovic.
La scelta di Mancini per ovviare all’inferiorità numerica è risultata decisiva per rendere difficile la vita ad un Napoli che sembrava superiore in tutto: gioco, manovra, velocità e capacità realizzativa. Fuori Icardi, la boa, nel senso che è spesso immobile, dentro Telles e libertà di svariare a tutti gli altri: entreranno Jovetic e Biabiany per l’assalto finale.
È qui che il Napoli si è appannato. I sostituti di Insigne (El Kaddouri), Hamsik (David Lopez) e Callejon (Maggio) non sono stati all’altezza del compito. E cosi, dopo il gol di Ljajic che ha interrotto l’imbattibilità di Reina (durata oltre 530 minuti) si è visto un Napoli che non conoscevamo: arruffone, impreciso, stanco. C’è voluto un grande Reina per deviare sul palo il colpo di testa di Miranda. E pochi istanti prima il palo di Jovetic. Dirà Sarri, incavolato di brutto, che gli azzurri sono stati traditi dall’ansia da risultato. In settimana ci lavorerà su. Finisce comunque in gloria.
Primo posto solitario ed Higuain, dodici reti, sempre più re dei bomber. Napoli si conferma tappa impossibile per l’Inter. Ultima vittoria, diciotto anni fa, era l’ottobre del 1997. Galante e autorete di Turrini, quel buontempone di Galante, stopper belloccio, che era già andato sugli scudi per una bravata da studentello in gita scolastica: riempì d’acqua una busta di plastica e la lanciò in strada dal balcone della sua stanza d’albergo sul lungomare. Era il Napoli di Mazzone che finì in B. Era quella l’Inter di Simoni che si piazzerà al secondo posto alle spalle della Juve.
Va bene così. Un buon rito apotropaico e andiamo avanti. Toccante il minuto di silenzio per ricordare Luca De Filippo, l’indimenticabile Tommasino di Natale in casa Cupiello.











