Carlotta D'Amato

Carlotta D'Amato

Consulente legale in aziende italiane ed internazionali, ha scritto numerosi articoli in materia di diritto. Le sue passioni sono politica, cultura, moda.

Stregata dal Re dei Goblin

di Carlotta D’Amato

Quando ti ho visto per la prima volta, mi hai fatto paura. Era il 1988, avevo 5 anni e tu eri il Re dei Goblin del film Labyrinth, diventato poi un cult nel genere “fantasy”. Quante volte ho visto e rivisto la scena di “Magic Dance”, quando ti muovevi leggero come solo tu sapevi essere con quello sguardo inquietante a metà tra uno psicopatico ed un allucinato che tanto mi piaceva e non capivo se fossi un uomo o una donna

labyrinth1

Ma Dio solo sa quante volte ho messo indietro la videocassetta per rivedere quella scena. E così ho iniziato a seguirti, essendo indietro di più di dieci anni dai tuoi successi più grandi, ho dovuto recuperare.

Ecco, David, io oggi ti ricordo così, in una delle tue mille trasformazioni. In questo giorno caldo di gennaio, sei volato via. inaspettatamente, a solo due giorni dal tuo compleanno e a pochissimo dall’uscita del tuo nuovo disco, Black Star.

b9886365

E’ stata così la tua vita, un frenetico andirivieni tra questa terra e lo spazio, il cielo, la luna, Marte. La tua Space Oddity è stata la colonna sonora dell’allunaggio. Tu eri già di un altro pianeta e come biasimarti?

Cantante, musicista, produttore, pittore. Eri un attore eccezionale capace di grandi tempi comici. Mentre a Londra c’era la svolta rock, la facevano da padrone i Beatles ed i movimenti giovanili, tu andavi per la tua strada e fondavi una associazione contro la discriminazione degli uomini con i capelli lunghi. Una delle canzoni più famose della storia, “Under Pressure”, l’hai incisa per caso, perché quel giorno nella sala di registrazione accanto alla tua c’era Freddie Mercury.

2012BowieRedBaggyTrousersSukita221112.article_x4

Hai persino rifiutato il titolo di Sir per non somigliare ad Elton John che fondamentalmente detestavi e non disdegnavi di prendere per il culo nelle tue canzoni. Elton così sfacciato nella sua omosessualità, un femminiello di Regent Street e tu, così serio nella tua bisessualità mai negata.

E poi perché il titolo di Sir quando avevi già quello di “thin white duke”, d’altronde?

fd0c9e2a7b82761ebefd287dd30ad504

Oggi se ne va una parte di storia della musica e la nostra parte più ribelle che tu incarnavi. Tu e nessun altro. Un ribelle ma di classe, avanti, talmente avanti che eri lì, nello spazio, anni luce lontano da noi. Di un altro pianeta, dicono. Anche solo perché quella faccia dipinta, quei capelli rosso fuoco solo tu li potevi portare senza sembrare uno appena uscito da una festa di capodanno al “Mucca Assassina”. Decadente, come la tua musica. Quel mosaico di stili, quella diversità che avevi anche nel volto. Un occhio azzurro ed uno verde.

25_365__jareth_the_goblin_king__david_bowie_by_king_oberon-d8fetot

Ma al di là di tutti i pipponi retorici pieni di luoghi comuni,  io David ti ricordo così. Con quella parrucca bianca, seduto sul trono, con i pupazzi dei Goblin intorno.

Il mio imprinting fu quello e così mi innamorai. Addio, marziano. Forse non sei morto, sei solo tornato da dove sei venuto, David. Anzi, credo che siano venuti a riprenderti perché sei mancato a loro come da oggi mancherai a noi. Ultimo emblema del rock e di un’anima selvaggia e ribelle che solo tu tiravi fuori. Base chiama Maggiore Tom…che l’amore di Dio sia con te.

 

 

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri post dello stesso Autore