Gerardo Mazziotti

Gerardo Mazziotti

Architetto, giornalista e scrittore. Per 20 anni docente all’Università di Salerno. Premio internazionale per il giornalismo civile. E’ considerato “ la coscienza critica della città”.

Una sporca guerra
Ma nessuno scappa

 di Gerardo Mazziotti

 C’è chi l’ha definita “la guerra dimenticata”, chi parla di “conflitto ormai fuori controllo”. Lo Yemen è da tempo in guerra: da una parte ci sono i ribelli houthi appoggiati dalle forze fedeli all’ex presidente yemenita Ali Abdullah Saleh e dall’Iran. Dall’altra c’è una coalizione di paesi guidata dall’Arabia Saudita che appoggia l’attuale presidente yemenita Abed Rabbo Mansour Hadi. Una sporca guerra, ma con una particolarità, nessuno scappa. Non ci sono rifugiati yemeniti. Almeno così sembra

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Ogni giorno che Dio manda in Terra, d’estate come d’inverno, i Tg danno notizia dei migranti che lasciano i loro paesi poveri e in guerra per raggiungere l’Europa su barconi che spesso affondano causando la morte di donne e bambini. Scappano dalla Nigeria, dalla Somalia, dall’Eritrea, dall’Etiopia, dall’Afghanistan, dalla Siria e da altri paesi limitrofi. Scappano dalla guerra. Lo Yemen è da anni teatro dello scontro tra i ribelli sciiti conosciuti come Houthi, spalleggiati dall’Iran, e le forze governative.

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Al fianco del presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi, sostenuto da potenze internazionali, si è schierata una coalizione di Paesi arabi sunniti capeggiata dall’Arabia Saudita.

Sette mesi di bombardamenti della coalizione, con il consenso e le armi degli Stati Uniti, hanno fatto almeno 5mila morti, oltre 25mila e decine di migliaia di sfollati, secondo le Nazioni Unite. Una guerra dimenticata in un Paese poverissimo, in cui gli interessi locali si intrecciano a quelli internazionali. Un conflitto dal potenziale devastante per l’intera regione, tale da indurre alcuni a credere che possa essere una prossima Siria, e da cui sta traendo vantaggio Al Qaeda. Eppure tra questi migranti non c’è un solo yemenita. Come mai? Un interrogativo senza risposta.

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