di Giuseppe Crimaldi
Lunedì mattina, mentre due commando di integralisti islamici armati fino ai denti seminavano terrore e morte a Bruxelles facendo una carneficina, il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite (Hrc) si riuniva arrovellandosi sul come arrivare alla condanna di Israele, messo sul banco degli imputati per “violazioni dei diritti umani”
Sempre lunedì 22 – ma di sera, nel corso di “Ballarò”, su La7 – c’era chi arditamente e senza arrossire nemmeno un po’ sosteneva che la colpa di tutto quello che è successo (dalle Torri Gemelle agli attentati in Belgio, passando per Charlie Hebdo, il Bataclan e gli sgozzamenti dei “prigionieri” occidentali da parte dell’Isis) in fondo è solo colpa dell’Occidente, incapace di “dare amore” e di aprirsi all’integrazione degli islamici.
Basterebbe questo a farci capire chi siamo e dove stiamo andando. Autoflagellarsi non è solo un atto masochistico. Spesso può trasformarsi anche in un pericoloso atteggiamento mentale. Eppure, forse, le cose sono molto più semplici.
Chi sono i protagonisti dell’ultima mattanza di Bruxelles e Parigi? Abdelhamid Abbaoud, il ring leader delle stragi del 13 novembre morto nel blitz di Saint Denis, era nato in Francia. E così tutti gli altri: Salah Abdeslam, Khalid e Ibrahim el-Bakraroui, Naijm Laachraoui, Mohammemed Abrimi, nati in Belgio.
E che cosa avevano in comune costoro? Due cose. Innanzitutto erano tutti criminali comuni, delinquentelli di quartiere dediti al consumo di alcol e droghe. E sempre a caccia di soldi. Secondo: erano ragazzi cresciuti qui, frequentando le nostre scuole, le discoteche, le palestre, i giardinetti, le ragazzine eccetera eccetera. Criminali comuni e jihadisti.
Attenzione a non sottovalutare i condizionamenti ambientali di quelle periferie, o banlieu che le si voglia chiamare: così vicine a certi luoghi simbolo del degrado civile, umano e morale di Napoli. Quando per Salah è scoccata l’ora, quando sono arrivate le teste di cuoio belghe ad arrestarlo, il quartiere è insorto contro le divise. I residenti – guarda caso in prevalenza maghrebini – hanno iniziato a tirare sassi contro le auto e i blindati della polizia.
Molenbeek come Forcella o Scampia, dove per evitare che i Falchi arrestino lo scippatore la gente esce dai palazzi per gettare acqua saponata sull’asfalto. Anche questo descrive plasticamente le molte falle di Belgio che si affida ad un’intelligence da Circo Barnum e a inquirenti da balera.
Nel tourbillon di banalità e di analisi socio-criminologiche un tanto al chilo permettete anche a chi scrive di spararne una.
Perché si continua a straparlare di “integrazione” rispetto ai terroristi europei dell’Isis? Che idiozia è mai questa? I cinesi vengono in Europa e si integrano (senza farsi esplodere). Gli srilankesi e gli indiani vengono in Occidente e si integrano (senza fare sermoni col ditone alzato al cielo). I filippini vengono qui a lavorare e si integrano. E così i sudamericani, gli eschimesi e i pellerossa. Domanda: vuoi vedere allora che il problema è dei musulmani?
Vuoi vedere che sono incompatibili geneticamente e culturalmente incapaci di integrarsi e di rispettare i modelli di vita e di libertà degli occidentali?











