di Gerardo Mazziotti
L’appuntamento è al teatro Augusteo. Bassolino ha chiamato il popolo di “Napoli riparte”. L’adunata dei “vota Antonio” deciderà se lasciare o raddoppiare. Ma di abbandonare la corsa a Palazzo San Giacomo non ha voglia nessuno…
Quando il 1° agosto 2006 la Procura della Repubblica di Napoli lo rinviò a giudizio, assieme ad altre ventisei persone, per “frode aggravata e continuata ai danni dello Stato, frode in forniture e falso” il suo stesso partito, il Pd, lo ritenne responsabile della scandalosa gestione dei rifiuti.
Tant’è vero che al comizio di chiusura del 9 aprile 2008 delle elezioni politiche di quell’anno il segretario Walter Veltroni volle sul palco in piazza Plebiscito Massimo D’Alema, la giovane Pina Picierno e nientemeno che Marco Follini, da pochi mesi non più vice presidente del Consiglio dei ministri nel governo Berlusconi. Non volle accanto a sé Antonio Bassolino, presidente della regione Campania.
E’ vero che il Tribunale lo assolse da ogni accusa con formula piena ma è anche vero che, in chiusura della sua requisitoria del 10 giugno 2013, il Pm Paolo Sirleo disse “ sono convinto che Antonio Bassolino abbia concorso nella perpetrazione dei reati che gli sono stati contestati ma chiedo la pronuncia di prescrizione ”.
Ed erano convinti della sua colpevolezza Piero Craveri, Massimo Villone, Andrea Geremicca, Antonio Ghirelli, Claudio Velardi, Gerardo Ragone, Ezio Mauro, Eugenio Scalfari, Paolo Mieli, Giuseppe Galasso, Francesco Durante, Piero Sansonetti, Mino Fuccillo e tantissimi altri, che denunciarono “ la vergogna dei rifiuti napoletani”.
Tommaso Sodano, ex senatore di RC ed ex presidente della commissione Ambiente del Senato, dichiarò a Panorama del 18 novembre 2006 “E’ vero che le responsabilità dell’emergenza rifiuti va attribuita anche ai predecessori di Antonio Bassolino, i presidenti Antonio Rastrelli e Andrea Losco,ma è stato lui a firmare il contratto che assegna il trattamento dei rifiuti alla Fibe-Impregilo pur risultata tecnicamente inferiore ad Ansaldo e ad Enel ma con una offerta solo apparentemente vantaggiosa dal punto di vista economica; ed è stato lui a non rescindere il contratto in danno quando si è scoperto che il Cdr prodotto dagli impianti della Fibe non poteva essere bruciato negli inceneritori perché, in effetti, era immondizia compressa con la conseguenza di riempire campi, vallate e cave di ecoballe che nessuna regione vuole”.
Gianantonio Stella scrisse sul Corriere della Sera del 22 maggio 2007 “ Subcommissari pagati quattrocentomila euro l’anno, come Riccardo DiPalma, noto come Dino, poi presidente della provincia di Napoli(…) Politiche clientelari generosissime con tutti, esponenti indistintamente della destra e della sinistra,, consulenze per 9 milioni di euro pagate a 500 esperti dal 2000 al 2005”.
Amato Lamberti, ex assessore bassoliniano all’Ambiente, aggiunse sul Corriere del Mezzogiorno del 15 luglio 2007.
“ E’ difficile per chiunque non abbia frequentato il Commissariato regionale immaginare l’arrembaggio quotidiano da parte di soggetti più diversi per ottenere commesse, mettere a disposizione aree, piazzare macchinari e tecnologie (…) ritengo difficile che il consiglio regionale possa trovare una soluzione per porre fine al grande banchetto cui in troppi hanno partecipato e che molti hanno visto come speranza di potervi prima o poi partecipare”.
Il Procuratore Capo Giandomenico Lepore arrivò a dichiarare alla stampa “ Se Bassolino fosse intervenuto quando doveva farlo l’emergenza rifiuti non sarebbe arrivata al punto in cui si trova oggi. Perciò penso che si debba dimettere”.
Financo la signora Clio Napolitano sentì il bisogno di dire “c’è la necessità di un ricambio”.
Talché se alla vicenda rifiuti che sputtanò Napoli nel mondo aggiungiamo il “rinascimento napoletano”, inverato solo nello sgombero delle auto da piazza Plebiscito, il fallimento della trasformazione urbana di Bagnoli (dopo vent’anni stiamo ancora discutendo di bonifica e di colmata), il depauperamento del centro storico e delle periferie degradate e la mancata creazione di un apparato produttivo, solo per citare alcuni dei problemi cittadini che non ha saputo risolvere, mi chiedo come pensa il signor Bassolino che i napoletani possano desiderare di rivederlo sindaco di questa disgraziata città.
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