di Emiddio Novi
L’Europa contro l’Italia toglie i dazi all’olio tunisino per agevolarne le esportazioni. E lo fa a poche settimane dal cedimento delle acque più pescose della Sardegna alla Francia
L’estate scorsa Bruxelles tentò di imporci lo sradicamento degli ulivi pugliesi con la solita scusa dell’insetto importato dall’Africa. Per non parlare dell’esproprio, senza sentenza del giudice, delle case dei sottoscrittori di mutui in sofferenza, da parte delle banche creditrici. Anche questa volta imposto dall’Europa.
A questo punto chiediamoci cosa ci stiamo a fare in questa congrega di malfamati governati dai manutengoli della grande finanza. Pensate che nel 1981 costrinsero l’Italia al divorzio tra Banca centrale e Tesoro, che non poté più comprare i titoli emessi dallo Stato.
Dopo 35 anni, grazie a Bruxelles, il nostro debito pubblico è raddoppiato. Abbiamo pagato oltre 1000 miliardi di euro di interessi. E alla fine Draghi autorizza Bankitalia a comprare 200 miliardi di titoli di Stato emesso dal nostro Paese.
Dopo averci disossati economicamente siamo ritornati ai sistemi del 1981. Questa è l’Europa.









