di Mino Cucciniello
Diario napoletano, i ragazzi sono cresciuti e sono diventati uomini e donne. Amori che nascono, amori che finiscono. Siamo alle notti magiche del mondiale, arrivano in città i capi di stato di tutto il mondo, si registrano le visite di Cossiga e papa Giovanni Paolo. Scoppiano le prime coppie, il divorzio ormai ha venti anni ed è entrato nel bioritmo della nostra società…
“Notti magiche, inseguendo un gol, sotto il cielo di un’estate italiana”. Come dimenticare? Erano le notte magiche di quell’estate italiana del ’90, che voleva dire campionati del mondo di calcio, quelli che dovevamo vincere, che volevamo vincere.
E’ il tempo del massiccio intervento sugli stadi italiani, un’operazione nel tempo rivelatasi purtroppo fallimentare. Lo stadio San Paolo, per l’occasione sarà imbruttito con una pesante copertura in ferro, fu protagonista della semifinale che vide la nazionale italiana giocare e perdere contro la fortissima Argentina di Diego Armando, con uno stadio che paradossalmente faceva in buona parte il tifo per gli argentini…
Sempre nel 1990 a novembre tornò a Napoli il papa. E non fu una visita lampo. L’amatissimo Giovanni Paolo II restò in città per sei giorni pernottando alla Pontificia Facoltà di Teologia a Capodimonte, la giornata clou del soggiorno papale fu la domenica mattina allorché il Pontefice celebrò la Santa Messa innanzi a più di centocinquantamila fedeli in piazza del Plebiscito, non del tutta agibile essendo in corso i lavori dell’allora tram sprint – ltr, un sogno rimasto nel cassetto.
Nel frattempo Lucio Dalla incise uno dei suoi più fortunati pezzi “Attenti al lupo” quasi una canzone premonitrice di quanto sarebbe avvenuto di li a poco in Italia, mi riferisco a tangentopoli.
Politici, faccendieri, porta borse, industriali ed alti dirigenti furono messi sotto torchio da Di Pietro, il magistrato di mani pulite. In quegli anni era Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che nel marzo del 1992 decise di soggiornare per una decina di giorni nella nostra città, trasferendo tutte le funzioni pubbliche che normalmente si svolgono al Quirinale a Palazzo Reale di Napoli. Ai giornalisti che gli chiedevano insistentemente il perché del suo soggiorno napoletano, il Presidente rispondeva in modo allusivo e con chiari riferimenti alla situazione creatasi nel nostro paese con: “forse riuscirò a trovare il pesce grosso nel golfo di Napoli”. Una delle tanti sue picconate che ci avrebbe continuato a regalare in seguito.
Nella prima festa degli anni ’90 mi ritrovai davanti ad un problema, non di poco conto. Compilando l’elenco degli invitati dovetti tener conto che molte coppie erano “scoppiate”.
Ed a quei tempi, a differenza per fortuna di oggi dove ormai c’è una consolidata prassi di etichetta e divorzi, ci si poteva anche trovare di fronte ai veti “o io o lui/lei”.
E pensare che a metà degli anni ottanta sembrava che oramai i giochi erano fatti, tanto da poter dire la classica frase: rien va plus. I giochi sono fatti, una vita insieme, come avveniva una volta, Ed ora, invece, si riaprivano velocemente nuovi scenari sentimentali, proprio un grande rimescolamento come avviene per le carte da gioco. Incroci pericolosi, a volte.
Delle coppie di amici, che avevano preso questa decisione di separarsi, comunque dolorosa per loro, io avrei sempre continuato ad invitare entrambi, lasciando a loro la decisione sul cosa fare.
Una iniziativa diplomatica che però, apriva un nuovo fronte- amicizie, i separati-divorziati ovviamente venivano accompagnati da nuovi partner o semplici accompagnatori-accompagnatrici: ed aumentavano così sempre più le presenze. Per questo super affollamento Valerio Romano conierà il termine “festa ad effetto sardine”.
Ed allora si passò ai lavori in corso, sai come quei cartelli che si trovano in autostrada “stiamo lavorando per voi”. con Massimo Tucci e Gianantonio Garzilli sempre e costantemente presenti si pensò di smontare letteralmente la camera da letto di mamma per creare il buffet in questa stanza e dando così più spazio per il ballo in altre.
Per far questo, i preparativi iniziavano quasi una settimana prima, per cercare di dare una buona ospitalità agli amici.
Per la serata della festa la casa veniva addobbata con delle belle corbeilles di fiori create da Senese, un vecchio fioraio di via Chiaia che ovviamente, come tenti negozi del tempo, ha chiuso, ma anche con bei cestini di frutta provenienti da Menichiello, anche questo esercizio non c’è più. L’unico negozio che è rimasto è Moccia che forniva ceste con vari tipi di pane. Per il resto pensava a tutto l’ottimo staff di Benedetta e Lucia Mozzillo che iniziavano a trasportare le vettovaglie sin dalla sera precedente per predisporre l’occorrente. L’organizzazione era collaudata.
Con la festa del 1990 saranno per la prima volta mie ospiti: le deliziose e belle Teresa Coscia, Claudia Castiglione, Rosy de Gregorio, Emanuela Pucci, Anny Orso, Silvana Grimaldi, Santina Improta e Rossella Raiola, che si andranno ad aggiungere alla fitta schiera di care amiche che intervenivano indossando sempre abiti più eleganti decisamente da gran sera dando alla serata molto glamour, tanto che qualche giornale iniziò a riportare sulle sue pagine il racconto della festa, che vedeva anche la presenza tra gli invitati di Diego Tesorone , allora assessore alla cultura al comune di Napoli, di Millo Vlassopulo, Gigi Mingione, Francesco Serao.
Compleanni che si susseguono, nuove amicizie che si aggiungono. Gente nuova ed interessante. E, soprattutto, tante belle donne come le due simpatiche le sorelle de Angelis. Luciana la mitica bionda e Stefania la fascinosa bruna, così uguali così diverse. E poi Marinì Aiello, Luciana Ossani, Filomena Improta, la sempre elegantissima Donatella Di Pace e Maria Consiglio Visco Marigliano un tornado di allegria, buon umore e spensieratezza.
La bella Maria Consiglio qualche anno dopo sarebbe venuta accompagnata dal suo grande amore, il caro ed indimenticabile Massimo Crimeni, che anche lui con la sua simpatia contribuì sempre alla riuscita delle mie serate. Oggi la Visco è la conduttrice ufficiale della tombola natalizia che organizzo quasi annualmente. Una sorta di “smorfia” personalizzata che rende unica ed ineguagliabile la tradizionale tombola di Natale.
Sempre in questi anni si aggiungeranno anche delle belle presenze maschili come Renato Serpieri, Vincenzo Sposato, Enrico Di Salvo, Giorgio Berardinone, Ugo Capolino, Achille Lauro, Massimo Panzera, Carlo Nicotera, Fabio Marulli, Fabio Marino,insieme ad altrettante belle coppie come: Carlo e Nanà Furgi, Giorgio e Bernarda Fiore, Peppe e Gisella Fiordiliso, Gianfredo e Rita Puca, Toni e Paola Petruzzi, Massimo e Maria Dea Caputo, Uberto e Gabriella Barnabei.
Nel 1993 per il mio compleanno invitai a cena cinquanta amici da Rosolino dove oltre a cenare si sarebbe potuto anche ballare, c’erano gli amici più vicini quelli che vedevo più spesso oltre a due new entry: Flaminia Orsini e la bellissima e statuaria Daniela Sabella.
Ai tavoli fra gli invitati il tema ricorrente erano le elezioni comunali che si sarebbero svolte da li a qualche giorno. Fu una campagna elettorale scoppiettante c’era grande voglia di partecipazione popolare, non come ai giorni oggi, ed il dilemma era Bassolino si Bassolino no, Mussolini si Mussolino no.
Come andò a finire lo sappiamo tutti e toccò ad Antonio Bassolino, sindaco di Napoli, stringere la mano di Bill Clinton quando nel luglio del 94 il presidente americano partecipò al G7 organizzato nella nostra città, che si presentò con una immagine di cartolina patinata.
Si parlò di rinascita della città grazie al nuovo sindaco, ma chi seguì i fatti sa perfettamente come andarono le cose.
L’allora presidente del consiglio Carlo Azeglio Ciampi, che fu l’artefice di portare a Napoli i sette capi di stato, incaricò l’allora prefetto Umberto Improta a sovrintendere tutti i lavori che si sarebbero dovuti effettuare compreso il restyling della Villa Comunale per rendere la città presentabile.
Tutte le opere furono eseguite con finanziamenti giunti direttamente dal Governo. Il meeting fu un successo straordinario per Napoli, che ebbe nuovamente una visibilità internazionale tanto da divenire nuovamente meta di tantissimi turisti. Erano i tempi del “passo dopo passo”, quelli che presero enfaticamente il nome di Rinascimento napoletano.
La mia festa tornerà nella sua sede naturale nel novembre 1994 con la solita organizzazione con in più un dj Salvatore Giglio. Questa scelta fu obbligata perché oramai tutti gli amici iniziavano a ricevere in casa e tutti organizzavano delle belle feste danzanti con tanto di dj , pertanto abituati a ballare con musica fatta da professionisti risultava più difficile coinvolgere gli invitati a “scendere in pista”.

Da sinistra un primo piano Umberto Barnabei, Paola Grilli, Annalisa Izzo, Gianfredo Puca e Filomena Improta
Con la festa del 1994 dopo tanti inviti riuscii ad avere Antimo e Maria Lucignano, due fraterni amici che diverranno parte integrante della mia famiglia. Sempre in questa festa furono ospiti graditi: Michele e Cinzia Biraghi, Rosanna Cascone, Giuliana Grande,Pietro e Lella Benini, Daniela Pezzoli, Mario ed Antonella Liotti, Camillo e Patrizia Pignata, Maria Laura Mainenti, Sergio e Teresa Troise, Eugenio Ventura, Delfina Sorrentino, Guido Paradisi e la giornalista Giuliana Gargiulo che con la sua brillante penna più volte avrebbe scritto di me e raccontato le mie feste.
Anche nel 1995 il sabato 25 novembre alle ore 20,30 invitai i tantissimi amici oramai habitué e con qualche defezione avuta riuscii a far “quadrare il cerchio” ed inserendo nella lista nuovi amici come Gigi Angrisani con la moglie Carla in dolce attesa, Ettore Cucari, Marco Del Torto, Enzo Rivellini, Roberto Polese, Silvio De Simone, Diego Ferraioli, Federica Spada, Gianni e Pina Gagliardi e Francesca Vassallo.
Il numero degli invitati era diventato enorme per la capienza della casa, nel momento clou della serata del ’95, si contarono in casa centoventisei presenze più una ventina fra le scale ed il ballatoio che non riusciva ad entrare.
Quando terminò, nonostante tutto, la bella e divertente serata mi disse mamma che dall’anno prossimo il suo regalo per il mio compleanno sarebbe stato la festa da Rosolino ma a casa non si poteva più fare se non altro per motivi di sicurezza.
A malincuore fu la fine di quella che era diventata una tradizione ormai.
E così dopo circa trenta anni i festeggiamenti del mio compleanno vennero traferiti nel grande locale di via Nazario Sauro dove ad attendermi a braccia aperte c’era l’amico Antonio Rosolino. (4.continua)


























