Carlotta D'Amato

Carlotta D'Amato

Consulente legale in aziende italiane ed internazionali, ha scritto numerosi articoli in materia di diritto. Le sue passioni sono politica, cultura, moda.

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Siamo tutti un po’ cubani

di Carlotta D’Amato

“Il sigaro Cohiba è quello che fuma Fidel. Si regala ai papà e ai direttori del luogo di lavoro. Il sigaro Montecristo lo fumava il Che. Si regala ai fratelli e agli amici. Il Romeo y Julieta, si regala alle coppie e per i matrimoni, ca va sans dire. E voi? Eh? Non volete comprare i sigari come souvenir? Sarebbe un peccato perdere l’occasione. Perché oggi è la “giornata della Cooperativa”

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Sono queste le parole d’ordine con le quali i cubani intortano la maggior parte dei turisti. Anzi tutti. O almeno ci provano.

E’ sempre il giorno della cooperativa. Vuoi perché sia quasi Natale, vuoi perché si avvicini il Carnevale o perché si festeggia il compleanno di Fidel Castro. E’ sempre un buon giorno per provare  a fregare l’ignaro straniero con la storia che per quel giorno e solo per quel giorno il Governo ha concesso ai lavoratori delle fabbriche di vendere i sigari a metà prezzo. Perché non approfittarne? Ma è tutta una bugia.

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Carlotta D’Amato

Non c’è nessuna festa nazionale e soprattutto non c’è nessuna cooperativa. Ci sono degli imbroglioni che ti vendono sigari di scarsa qualità, magari anche autentici, ma secchi, praticamente non fumabili.

Il prezzo lo fanno lì per lì, in base a quanto sei pollo. Cuba è così.

Oltre i “jinteros” che ti fermano per strada e ti chiedono nell’ordine “di dove sei?, “quando sei arrivato” e, ovviamente “se vuoi i sigari” la giornata della cooperativa è la truffa più in voga.

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E in questo i cubani sono abilissimi manipolatori con il sorriso.

Complice la chiusura della fabbrica ufficiale dei famosi sigari Pantargas, in ristrutturazione, l’Habana Vieja pullula di questi astuti signori e simpatiche signore che sanno aprire il portafoglio dei turisti con dolcezza e con le parole giuste.

Il nostrano “pacco” alla Ferrovia è sicuramente più astuto, loro invece ti raggirano con quel fare che ti porta a fidarti di loro, ti circuiscono con delicatezza. C’ è furbizia anche in questo, ovviamente. Ma lo scopri solo dopo aver comprato un centinaio di Cuc di sigari praticamente realizzati con le foglie di banana o con tabacco di seconda scelta, se siete più fortunati.

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Non lo volete un souvenir per gli amici da portare in Italia”, ti chiedono?  Fingendo di venire incontro alle tue esigenze visto che almeno tre amici su quattro ti hanno chiesto un sigaro come ricordo.

Allora, a quel punto, ti trasformi in un cubano di Cuba pure tu. E qualche Cuc per i sigari di seconda scelta lo spendi, aggrappandoti al fatto che, diciamoci la verità, ma quanti ne capiscono di sigari?

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Chi saprebbe riconoscere un Cohiba Siglo VI da un Cohiba Esplendidos vero o fasullo? Praticamente nessuno. E allora, appena tornati in Patria, si elargiscono sigari a destra e a manca a quest’amico, all’altro pure e perché no anche al cugino dell’amico,

Eh beh. In fondo, siamo tutti un po’ cubani. E stasera degustazione di Rum e sigari a casa mia. La casa della cooperativa.

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