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Le nostre estati / 2 Napoli si tuffava a mare

di Mino Cucciniello

Il mare bagnava Napoli, la città era in pieno una città di mare. Magari non c’erano le spiagge di Copacabana o della Promenade des Anglais, ma bastava andare sul lungomare o a Posilipo, e si viveva l’aria di mare. Erano gli anni del primo boom economico , tutti avevano voglia di divertirsi. Tutti avevano voglia di tuffarsi. Magari dove l’acqua era più blu.

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La domenica mattina d’estate soprattutto i giovani fortunati possessori della mitica 500 iniziarono lasciavano la città per affollare i lidi del litorale Domizio.

Agli inizi degli anni 60 c’era lo stabilimento Le dune a Licola, molto di moda e molto frequentato: qualche anno prima nelle sue acque si era bagnata anche Sofia Loren  (nella foto sotto) quando viveva a Pozzuoli. Il litorale flegreo  si presentava con una natura molto selvaggia ma nello stesso tempo ti lasciava immaginare grandi evasioni per la sua posizione geografica.

Si sognava una seconda Versilia, che a quel tempo era il massimo del massimo. Sono passati più di cinquanta anni e quasi nulla è stato realizzato soprattutto per Licola, per non parlare poi di Bagnoli.  I sogni sono rimasti sogni. Napoli è una città che da sempre sogna. Almeno quello…

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All’epoca tutto sembrava bello e possibile e tra un tuffo e l’altro in un mare quasi sempre agitato, si ascoltava dagli altoparlanti dei lidi canzoni che hanno segnato un epoca:  da Rita Pavone con “Alla mia età” e “Come te non c’è nessuno” a Mina, la tigre di Cremona con ” Il cielo in una stanza” e” Città vuota” a Gianni Morandi con “Andavo a 100 all’ora” e “Non son degno di te”.

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Il triangolo: Youssef, Claire e Faruk

 

Sotto gli ombrelloni ,la bacchettona e moralista Italietta, commentava gli scandalosi amori di Mina, Sandra Milo, Catherine Spaak , Maria Beatrice di Savoia e Maurizio Arena e gli intrighi del processo Bebawi: il classico triangolo finito con la morte del nipote del ministro del tesoro egiziano del tempo. Un processo avvincente  anche la sfida di due principi del foro: Giovanni Leone, che diventerà Presidente della Repubblica, difensore di Claire, e Giuliano Vassalli, futuro Ministro di Grazia e Giustizia, ‘padre’ del nuovo Codice Processuale Penale, difensore di Youssef.

Oramai gli italiani avevano completamente dimenticato i terribili anni dell’ultima guerra ed erano tutti protratti verso un domani più gioioso. Da metà degli anni sessanta “il rito” della villeggiatura era entrato di diritto anche nelle abitudini della media borghesia, che all’epoca rappresentava una classe decisamente agiata, di conseguenza Napoli ad agosto si iniziò a svuotare anche perché i turisti iniziarono a disertare la nostra città.

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L’epilogo della gesta di Agostino ‘o pazzo

Tuttavia in città ci restavano ancora tante persone, queste però erano quelle che effettivamente non potevano permettersi il lusso delle vacanze e non erano un piccolo numero se si considera la folla che si riversò nell’agosto del 1970 a via Toledo per assistere alle prodezze di “Agostino o pazzo”, inoltre c’era ancora uno sparuto numero di turisti che  voleva pur sempre visitare il Cristo Velato o il Museo Nazionale e di conseguenza sceglieva ancora il capoluogo campano per trascorrere le vacanze.

Poi con l’epidemia di colera del 1973 ed il terremoto del 1980  si concluse definitivamente la vocazione turistica di Napoli, che fu tradita anche dalla acque posillipine che vietate per i bagnanti.

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Iniziarono gli anni della città chiusa per ferie, chi restava per motivi di lavoro doveva attentamente leggere sui giornali cittadini quale alimentare o macelleria erano aperti per effettuare una certa provvista da tenere in casa sobbarcandosi a lunghi spostamenti da un  quartiere all’altro, i supermercati aperti 24 ore ma anche solo quelli con orario mattutino all’epoca non c’erano, chiudeva persino il Gambrinus in piazza Trieste e Trento ed anche qualche albergo come il Miramare o il Majestic per mancanza di clienti chiudeva  per l’intero mese, per non parlare dei ristoranti e dei caffè.

Nell’agosto del 1978 per percorrere in macchina il tratto di strada che va da dal corso di Miano a piazza Trieste e Trento, passando per il museo, occorrevano scarsi quindici minuti contro l’ora e trenta ed anche di più degli altri mesi dell’anno.

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Per un cambio di tendenza si dovette aspettare l’estate del 1994, quando Napoli scelta come sede del G7 fu riscoperta nuovamente dal turismo che  ritornò ad affollarla, e così molti titolari di negozi di via Toledo e di via Chiaia iniziarono a non chiudere più le loro attività, cosa che fecero anche molti ristoranti e tanti caffè soprattutto quelli che trovandosi in zone turistiche sono maggiormente  frequentati  dai tantissimi turisti  che sbarcano dalle navi da crociere, che sempre più fanno scalo nella nostra città. Intanto i napoletani , con gli anni novanta, iniziarono a cambiare le loro abitudini.

I fattori di questi mutamenti furono sia l’incombente crisi economica sia un scelta differente di fare le vacanze, non ci si spostava più per lunghi periodi ma magari per un semplice fine settimana per poi ritornare in città e rimuoversi ancora una volta. Insomma con questa tendenza Napoli iniziò a vivere una nuova stagione dove escluso alcuni quartieri tutto il resto della città non chiudeva più per ferie.

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Dopo la crisi dell’immondizia che allontanò nuovamente i turisti, oggi la città resta funzionale dove anche il giorno di ferragosto sia i negozi del Vomero sia quelli di via Toledo e via Chiaia sono tutti aperti ed ottenendo anche ottimi incassi. Le notti napoletane dell’estate 2017 si sono  presentate affollate di turisti, ma non solo: molti anche napoletani  restati in città e tanti  si sono recati in piazza Plebiscito a vedere le stelle cadere nelle notte di san Lorenzo  ad ascoltare un romantico concerto di mandolini e chitarre.

Purtroppo restano chiusi ancora molti nella zona di via dei Mille anche se oramai anche in questo quartiere ci sono mega stone come il caso della Libreria Feltrinelli in piazza dei Martiri che richiamano tanto pubblico, proprio come sta avvenendo in questi giorni, che molti si recano a comprare il libro Batticuore Bluff di Gianpaolo Santoro per portarselo in spiaggi e leggerlo sotto l’ombrellone ,

(2. fine)

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