di Adolfo Mollichelli –
L’uomo che sussurrava ai cavalli ha sussurrato l’idea al pony express di Frattamaggiore. Dall’amica geniale della Ferrante all’idea geniale di Sopracciglio Alzato. Dalla cavalla acquistata per 75mila euro e che presto sarà reginetta di Chantilly – luogo che rimanda ai moschettieri di Dumas – al cavallino che se continua così varrà una barca di soldi in più e Aurelio Primo si fregherà le mani. E magari acquisterà una barca più grande per il prossimo tuffo estivo di Carletto, a cufaniello.
Senti Lorenzino, la fascia ti sta stretta. E poi, c’è la solitudine dell’ala, destra o sinistra, lascia perdere. Ti metto al centro e tu fai ciò che vuoi. E Lorenzino, autorizzato anche dal bacio sulla testa, fa davvero ciò che vuole e si diverte e segna, sfruttando la capacità sua, innata nei campioni, di sapersi trovare al posto giusto nel momento giusto. Come è capitato contro il Toro.
Quando Moretti (troppe birre, forse) ha rinviato su Nkoulou che avrà mandato il compagno a quel paese (ehm!) e quando ha ripreso la respinta del palo colto da Callejòn. Tutto molto semplice, ma intanto lì, al posto giusto devi esserci. Roba da cineteca il duetto Mertens-Verdi: cross ad occhi chiusi del piccolo belga e volée dell’ex bolognese che ha fatto canticchiare montagne verdi a Sopracciglio Alzato che è fans di Marcella Bella.
Nulla accade per caso. Nella giornata che certifica la nascita del Napoli di Carletto, Fumo di Londra col suo Chelsea non va oltre il pari in casa del West Ham e perde contatto con il Liverpool sempre più rosso del Klopp sempre più biondo.
I fratelli di Piacenza non calzano l’elmo di Scipio ma gli Inzaghi sono pur sempre fratelli speciali. Pippo e Simone, il primo terrificante cecchino, il secondo buon attaccante. Il secondo più bravo del primo in panca.
Non c’era dubbio che Simone rimettesse in carreggiata la Lazio. Ha colto la prima rosa Pippo: primi due gol e prima vittoria del Bologna sui resti della Roma.
Periodaccio per i Di Francesco, junior e senior. Ma se Monchi smonta di continuo la rosa e rende monchi i giallorossi è fisiologico che non ti raccapezzi più. A memoria: Salah, Pjanic, Strootman, Nainggolan, Alison. Roma non fa’ la stupida stasera? Difficile, molto difficile.
L’Inter dopo Tottenham e Samp ha deciso che sì, i finali travolgenti rendono e non si dimenticano facilmente.
Per il momento, è piacevole scrivere note nel libro dei ricordi. In attesa, di titoli per arricchire la bacheca. Indecifrabile ancora la Beneamata che però ha potenziale notevole ed un Asamoah – avvezzo a vittorie in serie in bianconero – felice di poter giocare sempre.
Indecifrabile è pure il Milan dell’amico Ringhio. Che è più fragile dei cugini, soprattutto nella mente. Pur avendo un Higuain strepitoso al terzo centro consecutivo, Europa minore compresa.
Il successo, stentato, della Signora Omicidi a Frosinone induce a qualche riflessione. La prima: che cosa ci fa questo Frosinone canarino in serie A. Non ancora ha segnato lo straccio di un gol e ne ha già incassati dodici. La seconda: Cristiano Ronaldo ancora decisivo e credo che abbia capito che in Italia sono diverse le squadre che scendono in campo per non prenderle; in Spagna tutte giocano per cercare di fare un gol in più degli avversari anche se si chiamano Real o Barcellona; mi ha stupito l’allungo di CR7 nel finale di partita, dal quale è nato il raddoppio di Bernardeschi che a Firenze chiamavano Brunelleschi. Se continua così, il ct Mancini potrebbe orientarsi, forse, a metterlo al centro del progetto giovane Italia da rifondare. Insieme con Insigne e Chiesa. Come punti fissi non sarebbero male.











