di Adolfo Mollichelli –
Coppe, che passione. La Juve trova i lancieri. Il Napoli becca i gunners. Avversari da war game. Quarti di nobiltà, non c’è che dire. Non è un caso che le due squadre più belle e forti del campionato siano le uniche rappresentanti italiche. La Roma fu ubriacata dal Porto ed ha brindato al ritorno di Ranieri, il re di Leichester. L’Inter più bislacca ed irriconoscibile della sua storia ha ceduto all’Eintracht senza saper segnare lo straccio di un gol in due partite. La Juve s’è guadagnata la qualificazione grazie ad una partita monstre contro i colchoneros, i materassai, stesi sul letto della sofferenza.
Quien los huevos exhibe, los huevos toma (chi esibisce gli zebedei, poi li prende). Una brutta storia l’euforìa di Ronaldo, come fu brutta quella scritta da Simeone detto el cholo. L’Avvocato non avrebbe gradito.
Macchiata da CR7 un’esibizione in campo da dieci, come quella di tutta la squadra bianconera in cui ha spiccato Bernardeschi che a Firenze, sempre esagerati i fiorentini, avevano battezzato Brunelleschi, l’artista della Cupola (con la c maiuscola, per carità).
La vendetta personale Cristiano Ronaldo l’aveva già presa tutta, annichilendo Godin in occasione del primo gol e sbucando tra Gimenez e lo stesso Godin (gli eversori di Madama all’andata) nell’azione del raddoppio. Bastava ed avanzava.
Ora ci sarà l’Ajax dei ragazzi terribili sulla strada dei bianconeri che proprio contro i lancieri vinsero l’ultima coppa dei campioni. Roma, anno di grazia 1996, sulla panca Marcello Lippi.
Dodici incroci nella storia: 6 successi bianconeri, 4 pareggi, due sole sconfitte. L’Ajax è una dei bersagli preferiti di CR7 che le ha rifilato ben 9 reti. Chi sarà passato, incrocerà la vincente di Tottenham-Manchester City. O Pochettino o Guardiola.
Al Napoli è toccato in sorte l’Arsenal, la squadra dei cannonieri. Davanti all’ingresso dello stadio londinese, un cannone simboleggia che sarà vita dura per tutti. Prima a Londra, poi a Napoli. Resterà da vedere quale Ciuccio si presenterà al cospetto della squadra che ai tempi di Benitez lo cacciò fuori dall’Europa. Ci si augura che non sia la stessa squadra che a Salisburgo ha rischiato di brutto.
Ha esultato Sopracciglio Alzato alla fine della sinfonìa mozartiana ascoltata alla Red Bull Arena. Più per il pericolo scampato che per altro, immagino.
Eppure s’era messa benissimo la gara di ritorno con il gol di Milik, tutto in discesa e neppure per idea. Così che nel computo di andata e ritorno resteranno determinanti le due paratissime di Meret nel finale al San Paolo.
Proprio brutto il Napoli salisburghese, nel quale perfino Allan è apparso svagato ed arruffone. e meno male che almeno Fabiàn Ruiz è stato all’altezza della sua fama. Un’altra scialba esibizione dopo quella di Sassuolo. Sopracciglio Alzato farà bene, in vista dell’Arsenal di Aubameyang e Ramsey, di Lacazette e Ozil, a dare una sveglia agli azzurri che pare abbiano perduto lo smalto di un tempo. Tra cali di forma, Mertens, e paturnie varie, Insigne. Se si avrà ragione dell’Arsenal si andrà in terra di Spagna: a Villareal o a Valencia ultimo baluardo contro i mori, la città dell’epopea del Cid. Ma questa è un’altra storia.











