Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

La Signora torna in tuta

di Adolfo Mollichelli

La vecchia signora e l’uomo in tuta si sono detti sì. La tradizione sabauda degli uomini che aspirano vocali prosegue. Da Allegri detto il conte Max a Sarri detto il comandante. Toscanacci difficili, inclini a perdere le staffe con estrema facilità. Sanguigni, il livornese e il figlinese nato a Napoli tra i fumi – un destino – degli altiforni di Bagnoli. Il grande tradimento – secondo i militanti del soviet sarrista – un giorno all’improvviso ma mica tanto in una calda domenica di giugno.

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Liberato il Maurizio da quella ienetta della Granovskaia, la tuttofare di paperone Abramovich (che poi qualcuno mi dovrà spiegare da dove viene l’inestimabile ricchezza di certi ex comunisti, sia russi che cinesi). Povero Maurizio in una volta sola: Bruto, quoque tu, Efialte, Giuda, Petain, Sidney Reilly e fermiamoci qui. Va dove ti porta il cuore non vale per una vita. Tutti gli amori sfioriscono, ma qui non si tratta di tradire un sentimento.

Adolfo Mollichelli-4

Adolfo Mollichelli

Nel calcio non esistono cuori colorati per sempre, magari vale per i tifosi, questo sì. Il palazzo odiato da fuori e poi ci entri e ti giri e ti rigiri e ti scappa pure: ma quant’è bello però. Il dito medio alzato come le corna mostrate dal mattatore ne Il sorpasso. Goliardate. Aveva cominciato in banca, ora corona il sogno di un conto in banca superfavoloso.

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Maurizio Sarri

La vecchia signora ha dato ordini precisi al maggiordomo: accontentatelo in tutto, vuole i droni per i calci d’angolo e le rimesse laterali e i movimenti delle linee? Bene, acquistateglieli. Di nuova generazione, mi raccomando. Prende nota il maggiordomo poi ritorna sui suoi passi, fa un inchino e chiede: anche la cromatina nera per le scarpette? E che cosa ne deve fare?

Ma come, non lo sa che quand’era al Sansovino ingiungeva ai suoi giocatori di verniciarle di nero, il colore preferito? Oddio, mi sembra una stranezza, chieda alle case fornitrici. Un pensiero vaga nella mente della vecchia signora: il lutto si addice ad Elettra, un letterato il nostro Maurizio.

Cestmir Vycpàlek

Cestmir Vycpàlek

Ah! mi raccomando le stecche di sigarette, una al giorno non di più. Sarà fatto. Un’ultima cosa: mi prenda per favore il volume della Treccani contenente la lettera esse. Il maggiordomo salì sulla scala e lo prese lassù in alto nella libreria. La vecchia signora sfogliò il tomo e si soffermò sul termine sarrismo e lesse: concezione del calcio fondata sulla velocità e la propensione offensiva.

E ancora: l’interpretazione della personalità di Sarri come espressione sanguigna dell’anima popolare di Napoli e dei suoi tifosi. Chiuse il tomo la vecchia signora un po’ perplessa. Pensò: quest’ultima parte sarà senz’altro oggetto di aggiornamento, non c’è alcun dubbio. L’orologio sulla manica della tuta ci può stare.

Ci sta anche la tuta che tanto amavano Heriberto Herrera il paraguagio del movimiento e Cestmir Vycpàlek il ceco pacioso. Maurizio da Figline che studia calcio e i personaggi del calcio da una vita lo farà presente dopo qualche giorno in giacca e cravatta che pur gli donano.

Heriberto Herrera,_Juventus

Heriberto Herrera

Una richiesta l’aveva già avanzata da tempo: Ciro viene con me. Mertens? Ma no, il cucciolone randagio che trovai fuori ai cancelli di Castelvolturno e che ha addolcito le mie notti tristi mentre fumavo nel fumo di Londra.

La vecchia signora era stata messa subito al corrente ed aveva ordinato al maggiordomo l’acquisto delle più gustose carni in scatoletta, un altro po’ di tira e molla della Granovskaia e rischiavano di andare a male. Felice la vecchia signora perché Maurizio gli ha detto sì, sessant’anni, il più vecchio allenatore della serie A che ama i quarantenni.

Appassionata di De Amicis, la vecchia signora declamò in un bisbiglio: non sempre il tempo la beltà cancella o lo sfiorano le lacrime e gli affanni, il mio Maurizio ha sessant’anni e più lo guardo e più mi sembra bello. Maggiordomooooo, per favore, mi accenda una sigaretta!

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