di Adolfo Mollichelli –
Viva le donne! Così ti salutava un personaggio doc che conobbi nei miei anni felici vissuti a Positano. Viva le donne! E come fai a non essere d’accordo. ‘A mamma è semp ‘a mamma, e ‘a figlia femmena, e ‘a ‘nnammurata, e ‘a sposa. Viva le donne anche quando decidono di tirare quattro calci ad un pallone: code di cavallo al vento, quei loro sguardi tra l’ammiccante e il torvo, quei loro seni ingabbiati nella maglietta fina perché così viene meglio ‘o stop ‘e pietto, quei loro calcetti a volte isterici e poi un sorry che non si nega a nessuno, quella macarena sculettante ballata a fine match, quel saper parlare davanti ai microfoni facendo a meno dei soliti, ammorbanti stereotipi, quella cultura generale senz’altro superiore alla media dei maschietti bullonati.
E quanto è fine la ct azzurra Milena Bertolini in giacca e pantaloni, quel made in Italy di finezza ed eleganza (e sì che il mondo ci guarda e talvolta ci invidia) nata a Correggio, ex stopper, femminista impegnata, curatrice di un volume polemico che ha un titolo stupendo: Giocare con le tette.
E quant’è sbarazzina la capitana Sara Gama, triestina, ah! le ragazze, le ragazze di Trieste, laureatasi ad Udine, inglese, francese e spagnolo fluenti, capigliatura afro, difensore nella top 50 di tutto il mondo.
E come è statuaria Laura Giuliani che prima si stringe la coda di cavallo e poi calza i guanti da portiere e che pipelet, giocatrici di tutto il mondo provateci ad infilarmi.
E che classe ha in dote la stella Barbara Bonansea di Pinerolo, con un palmares succoso, attaccante moderna che segna, dribbla, rifinisce, punge, arretra. E che coppia con la sua compagna in bianconero Cristiana Girelli di Gavardo, che ha una tecnica da fare invidia ai più osannati bomber con il sospensorio. E quant’è tosta (nel modo di difendere, eh!) Alia Guagni la vicecapitana.
E che biondona Elena Linari che juega con l’Atletico di Madrid e forse anche per questo ogni avvio di manovra è un olè. E che tuppillo quello che si prepara Valentina Bergamaschi, non si smuove neanche a tirarglielo.
E che fosforo che possiede Manuela Giugliano, la baby regina delle aperture. E quant’è grintosa Valentina Cernoia dal mancino vellutato. E che pazienza mostra di possedere Ilaria Mauro frazionista d’attacco. E che maturità la senatrice Daniela Sabatino, stupenda vicebomber. E che sguardo furbetto che ha Valentina Giacinti con un passato nella squadra di Napoli dalla quale prese il volo. E che grinta Elisa Bartoli detta la romanina. E che fior di centrocampista che è Aurora Galli. E che classe e sfrontatezza insieme porta in dote Lisa Boattin.
Viva le donne azzurre che stanno facendo impazzire i fans francesi che dimenticano la puzza sotto al naso e in coro urlano: Italie Italie Italie. Che sfizio. Un esercito di parenti e amici al seguito perché donna è bello ma soprattutto sono vincenti anche quando perdono – molto di rado – come contro ‘o Brazil di quella matta di Marta che pure Bergoglio avrà cambiato alloggio. Prime nel loro girone le sfrontate azzurre di Milena Bertolini.
Negli ottavi troveranno la Cina, un solo gol al passivo finora, di mister Xiuquam – il brutto tra le donne – al de La Mosson di Montpellier. La Cina è vicina, oramai è dovunque, in ogni quartiere di tutte le città italiane.
A Napoli, zona Ferrovia, c’è una via in cui trovi solo negozi gestiti da donne ed uomini con occhi a mandorla. Una volta credetti di essere ancora in giro per il mondo e lasciai quella strada convinto che Alzheimer mi avesse voluto fare un segno di saluto.
La stella cinese è Wang Shuang e gioca nel Psg, la chiamano Lady Messi e poiché ha capelli cortissimi potrebbe essere anche Leo. Niente lanci lunghi e poi si vede. Le cinesi amano i ricami, le triangolazioni, sono euclidee. Insomma, sono tutte trine e vecchi merletti. Alle azzurre nostre il compito di impugnare un uncinetto e smagliare i lavori al tombolo delle cinesine.
Dediche a Milena e le altre. Una la prendo da Pino Daniele: resta accussì, my baby, m’arraccumann nun cagnà. L’altra da Totò: femmena, sì doce comme ‘o zucchero, però sta faccia d’angelo te serve pe’ ‘ngannà. In parole povere: abbabbiatteve a mister Xiuquam. Forza azzurre!













