Adolfo Mollichelli

Adolfo Mollichelli

Giornalista. Ha lavorato con il Roma ed il Mattino. Ha seguito, tra l'altro, come inviato speciale cinque Mondiali, altrettanti Europei, nove finali di Campioni-Champions e l'Olimpiade di Sydney

Trent’anni senza kaiser Gai

di Adolfo Mollichelli

 Chiedete ai ragazzi di oggi chi erano i Beatles ed i Rolling Stones. E chiedetegli anche chi era Gaetano Scirea. Avrebbe potuto insegnare alle elementari e sarebbe stato il maestro di Cernusco sul Naviglio. Si dedicò al calcio, onorandolo. Due squadre soltanto: Atalanta e Juve più la Nazionale con la quale si laureò campione del mondo nell’82. In principio fu mediano. Poi, libero e bello. E creatore di gioco partendo da dietro. Il Franz (Bechenbauer) di casa nostra.

Gaetano-Scirea

Gaetano-Scirea

Schivo, taciturno, esemplare in quel suo poco dire che interruppe quelle volte in cui era necessario: per riprendere qualche compagno di squadra incline alla ramazza o alla furbata.

Mai espulso in carriera. Odiava la violenza, nella vita e sui campi di calcio. Quelli con la maglia diversa da quella che lui indossava erano soltanto avversari da rispettare. Mai nemici.

Non è che rifuggisse dalle interviste ma di certo non le amava. Specie quelle davanti ad una telecamera. Gli bastava parlare sul campo.

Adolfo Mollichelli 4

Adolfo Mollichelli

 

Ed erano poesìe. Scritte con la testa alta, il naso aquilino incorniciato in un volto rassicurante. Che ispirava simpatia, rispetto, ammirazione. Arse vivo insieme con l’autista che l’accompagnava su una polverosa strada della Polonia. Era andato a visionare il Gornik di Zabrze, avversario della Juve in coppa, per conto di Zoff del quale era il vice.

FIFA World Cup 1982

Quel tragico 3 settembre di trent’anni fa, aveva 36 anni. Apprendemmo la notizia dalla voce roca e commossa di Sandro Ciotti nella Domenica Sportiva della tristezza. Mi risuona nella mente e nel cuore quel “campioni del mondo” urlato per tre volte da Nando Martellini. E quella trama sussurrata che precedette l’urlo più famoso dopo quello di Munch, quello di Tardelli. Ricordate?

Da Scirea  Bruno Conti  Paolo Rossi a Scirea a Bergomi a Scirea e tacco per Tardelli. Quanti tocchi decisivi del Franz d’Italia. Chiedete ai ragazzi di oggi chi erano i Beatles ed i Rolling Stones. E chiedetegli anche chi era Gaetano Scirea. E se non lo sanno, raccontateglielo. Come in una favola d’altri tempi.

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