L’arbitro Mattarella

di Gianpaolo Santoro

  E venne il giorno di Mattatia, il dodicesimo apostolo. Quello che prese il posto del traditore Giuda Iscariota. Così dice la Bibbia.ed337b1d5c1ec9983d2ddf6ff2d49ac1

++ Mattarella, avverto responsabilità compito affidato ++

Laura Boldrini, Sergio Mattarella e Serena Fedeli

Ed è venuto il giorno anche di Mattarella, la Repubblica ha replicato la sua liturgia, dai carabinieri in motocicletta ai corazzieri a cavallo, la campana ed i cannoni, l’emiciclo a festa e vestito di tricolore, il red carpet, l’altare della Patria e la vecchia Flaminia 335 decappottabile a sette posti che torna a fare passerella, il Quirinale ritrova il suo padrone di casa e la bandiera sul pennone più alto. Amen.

MATTARELLA CORTEO CON FLAMINIA DALL'ALTO

Mattarella giura e parla per la prima volta da Presidente della Repubblica, il tono della voce è basso e monocorde, ma si sa, lui non è uno che incanta le folle. Viene interrotto da 40 applausi, alcuni convinti, altri  come da copione. “Rappresenterò gli italiani da Nord a Sud. Perché parlare di unità nazionale significa ridare al paese una speranza che tenga insieme la società.” E, poi, una promessa, la terzietà. “Nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il compito del Capo dello Stato nel ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione. È un’immagine efficace. All’arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L’arbitro deve essere e sarà imparziale. Io sarò arbitro e garante, ma i giocatori mi aiutino. La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste nella sua applicazione, nel viverla giorno per giorno”. Certo la figura dell’arbitro, in Italia, è vista con scettiscismo, soprattutto nel calcio. Ma la politica non ha la moviola…

Mattarella confonde fogli discorso e si scusa

Un discorso pacato ((dodici le citazioni: Ciampi, Napolitano, Papa Francesco, Stefano Taché (ucciso nel 1982 alla sinagoga di Roma), Charlie Hebdo, Falcone, Borsellino ed i sequestrati Padre Dall’Oglio, Lo Porto, Scaravilli o prigionieri all’estero Latorre e Girone) e dalla parte della sofferenza, del disagio sociale forte e crescente che vive il popolo italiano. “La lunga crisi ha inferto ferite e prodotto emarginazione e solitudine, tante difficoltà hanno colpito occupazione e creato esclusione”. Un invito alle istituzioni ad assumere “il volto dei cittadini”, ad agire mettendosi dal loro punto di vista. Perché assicurare il diritto allo studio e al lavoro, tutelare i diritti dei malati, delle donne e della famiglia è vitale per “adempiere ai dettati costituzionali”, ha sottolineato Mattarella.

Quirinale: Mattarella giura tra applausi Aula

E, naturalmente, avanti con determinazione e convinzione su riforme e legge elettorale  “Auspico che il percorso delle riforme si porti a compimento per dare una risposta al Paese e per rendere più adeguata la nostra democrazia. L’urgenza delle riforme istituzionali e economiche deriva dal dovere di dare risposte efficaci alla comunità.”  Un richiamo continuo ai principi cardine della Costituzione da parte del capo dello stato: dal “ripudiare la guerra e assicurare la pace”, al dovere di “garantire la giustizia in tempi rapidi”.

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Poi il richiamo alla Resistenza e ai suoi valori e la priorità alla lotta a mafia (sulla lotta a “Cosa Nostra”  ha sottolineato i sacrifici dei giudici Falcone e Borsellino) e corruzione (“ha raggiunto un livello inaccettabile sottraendo risorse ai cittadini”)  e al terrorismo internazionale ( ha ricordato i due Marò Latorre e Girone, così come agli italiani rapiti all’estero).

A Montecitorio per il messaggio alla nazione del Capo dello Stato c’era Berlusconi, non c’erano Grillo e Salvini. Il Patto del Nazareno va avanti, nonostante tutto. Certamente con un pugnale in tasca.

 

 

 

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