di Mino Cucciniello
Solo alcuni giorni fa quando la fontana del carciofo in piazza Trieste e Trento è tornata visibile ai napoletani, abbiamo segnalato che nel restauro effettuato, grazie ad uno sponsor privato, era scomparsa da una delle pareti del piedistallo che regge la vasca superiore, una incisione che ricordava che la fontana era un dono fatto alla città di Napoli dall’allora sindaco Achille Lauro.
La nostra segnalazione ha sortito un effetto positivo, infatti l’impresa appaltatrice dei lavori di restauro della fontana ha provveduto con immediata solerzia a far “ricomparire” quanto era scomparso. Pertanto questa mattina quando la fontana del Carciofo alla presenza del Cardinale Sepe, che la ha benedetta, ed del sindaco Luigi De Magistris è stata ufficialmente restituita alla città, tutto è tornato come è nella storia della vasca voluta e regalata ben cinquantanove anni fa dal comandante Achille Lauro.
Certo l’inaugurazione di allora fu tutta un’altra cosa ad iniziare dal nome della piazza che all’epoca si chiamava San Ferdinando mentre oggi piazza Trieste e Trento e poi in quel lontano aprile del 1956 ci furono migliaia di napoletani ad applaudire l’evento sia nella piazza sia dai balconi al terzo piano del circolo Artistico sia da quelli al primo piano del circolo Nautico che in quegli anni occupava l’immobile dove ora c’è un ristorante pizzeria, mentre oggi la manifestazione è stata seguita da un gruppo di poche decine di persone formato dalla maggior parte di addetti ai lavori di alcune emittenti televisive e da alcuni anziani e nostalgici frequentatori della piazza. Molti dei quali nel ricordare la storia della fontana notavano la differenza con la precedente massa d’acqua che veniva impiegata tanto che gli zampilli sistemati intorno alla vasca arrivavano alla coppa centrale mentre dal carciofo fuoriusciva una imponente ed alta quantità d’acqua. Un lavoro articolato e complesso, la fontana ha recuperato le sue linee architettoniche ma, inevitabilmente, non regala la sensazioni e le emozioni di una volta. Ma è il tempo che passa e Napoli non è più la stessa.
La scheda tecnica del restauro
L’operazione di restauro è stata effettuata in ben otto fasi:
1) Petali e basamento del Carciofo – in bronzo-(Trattamento biocida, Rimozione dei depositi superficiali ( guano , vegetazione e depositi ), Catalogazione dei petali, Smontaggio, Pulitura, Brunitura, Rimontaggio e Protezione)
2) Piedistallo del Carciofo -in marmo bianco – (Trattamento biocida, Rimozione dei depositi superficiali ( guano , vegetazione e
depositi), Consolidamento, Pulitura e Protezione
3) Vasca Alta -in granito- Trattamento biocida, Rimozione dei depositi superficiali (guano , vegetazione e
depositi ) Preconsolidamento, Rimozione delle stuccature, Consolidamento, Pulitura, Stuccatura, Protezione, Impermeabilizzazione
4) Piedistallo Vasca Alta -in piperno e marmo bianco-Trattamento biocida, Rimozione dei depositi superficiali ( guano , vegetazione e depositi ), Rimozione delle stuccature,Consolidamento, Stuccatura, Pulitura, Protezione
5) Vasca Bassa -in piperno e marmo bianco- Trattamento biocida, Rimozione dei depositi superficiali ( guano , vegetazione e depositi ), Preconsolidamento, Rimozione delle stuccature, Consolidamento,Pulitura, Stuccatura, Protezione, Rimozione degli strati impermeabili esistenti, Impermeabilizzazione
6) Fioriere – in granito – Trattamento biocida, Rimozione dei depositi, superficiali ( guano , vegetazione e depositi ), Consolidamento, Pulitura, Protezione
7) Aiuola, Installazione sistema di irrigazione automatico, Sistemazione e verniciatura del bordo in ferro, Posa del manto erboso
8) Impianto idraulico a zampillo Sostituzione del collettore di immissione, Revisione dei terminali di zampillatura ( ugelli ), Revisione dei terminali di getto ( lance ), Sostituzione delle griglie di ripresa e/o filtro












