Italicum, il peccato originale

di Gianpaolo Santoro

Nel fine settimana sono arrivati altri settemila disperati. Una decina sono affogati, in quel mar Mediterraneo, ormai mar Morto. Non se n’è accorto nessuno. Noi guardavamo all’Expo, il menabò non aveva spazio: in prima pagina, avevamo le polpette ed i black bloc.

11180242_

A Pozzallo, in quella Pozzallo, dove i sindacati sono andati a celebrare il primo maggio di fratellanza ed accoglienza, sono stati smistati circa 900 profughi, eppure il centro d’accoglienza è pieno come la metropolitana in ora di punta, posti in piedi, la macchina dell’accoglienza scoppia. Alfano, scrive di nuovo ai prefetti: trovate novemila posti…

Ma non gliene frega niente a nessuno. Quello che conta è che abbiamo l’Italicum, la nuova legge elettorale(entrerà in vigore il 1 luglio 2016) la quarta dal dopoguerra. La terza dal 1993, cioè dalla famigerata seconda Repubblica. Una ogni sette anni, come la garanzia della Kia, l’utilitaria svedese. Non vi affannate nel fare una ricerca. Non troverete nessun altro Paese dove le regole del gioco si cambiano così frequentemente. Un voto nuovo ogni settennato, verrebbe da dire come i nuovi presidenti della Repubblica, se non avessimo infranto anche questa di regola, lasciando Napolitano al Quirinale nove anni.

Oath_of_Mattarella_2

Presidenti, Mattarella e Napolitano

Per cinquant’anni siamo vissuti di proporzionale e di Democrazia Cristiana, poi è arrivata la primavera del Palazzo di Giustizia di Milano, Tangentopoli, l’azzeramento della Dc ed il Psi. Col vento del finto cambiamento siamo passati alla legge Mattarella (Mattarellum), un sistema ibrido che portava il nome dell’attuale Capo dello Stato per otto anni dal 1993 al 2005. Un maggioritario uninominale a turno unico per i tre quarti dei seggi del Senato e i tre quarti dei seggi della Camera con ripescaggio proporzionale dei più votati fra i candidati non eletti per l’assegnazione del rimanente 25 per cento dei seggi del Senato e proporzionale con liste bloccate e soglia di sbarramento al 4 per cento per il rimanente 25 per cento dei seggi della Camera.

tumblr_niy4sq1HzQ1rraoaao1_1280

Roberto Calderoli

Venne poi il tempo della Legge Calderoli (Porcellum) un sistema proporzionale corretto con un premio di maggioranza, attribuito su base regionale al Senato e alcune clausole di sbarramento, senza voto di preferenza.Due anni fa la Corte Costituzionale, senza fretta, ha dichiarato l’incostituzionalità di parte della legge, in riferimento al premio di maggioranza e all’impossibilità per gli elettori di fornire una preferenza. Cambiare, bisognava cambiare. “Le preferenze, ci vogliono le preferenze” abbiamo sentito ripetere sino alla noia. E mai più una legge elettorale a colpi di maggioranza, non si scherza con la democrazia. Già…

2a32970a65b8cfe95acd0d7d70db4fce

Alfano, Boschi, Franceschini, tris di ministri

1813434_MGTHUMB-INTERNAE siamo arrivati così a questa nuova legge (proporzionale, premi di maggioranza, soglie di sbarramento, circoscrizioni provinciali e doppio turno), e ci siamo arrivati con un peccato originale: a colpi d’arroganza. Prima l’epurazione dei membri della minoranza del Pd contrari allo spirito dell’italicum, poi addirittura ponendo la fiducia, proprio come la legge Acerbo del 1924 voluta da Benito Mussolini per assicurare al Partito nazionale fascista una solida maggioranza parlamentare. Doveva essere una legge condivisa, a votarla dovevano essere i trequarti del Parlamento da sinistra a destra (Pd e forza Italia). E’ finita con le opposizioni che hanno lasciato l’aula e con una parte dello stesso Pd che ha votato contro (la Camera ha approvato, con un voto a scrutinio segreto con 334 sì e 61 no). Si è partiti col Patto del Nazareno, si è arrivati con lo strappo dell’Unità   (alla celebrazione a Bologna dei 70 anni della tradizionale festa dei comunisti e del centrosinistra non è stato invitato Bersani). La vecchia ditta Pci, non esiste più.

Michele Ainis

Michele Ainis

Abbiamo una legge migliore? Secondo il costituzionalista Michele Ainis “il premio di maggioranza al partito che supererà il 40 per cento o che vincerà il ballottaggio premierà una esigua minoranza effettiva degli elettori italiani e  trasformerà i deputati in soldatini. La governabilità ottenuta con i numeri è una formula rozza e fallace”.

Velrio Onida

Valerio Onida

Secondo Valerio Onida, presidente emerito della Consulta  “con l’Italicum c’è un allontanamento da un genuino sistema parlamentare in favore del potere personale di colui che conquista la carica di primo ministro. Di fatto, questa legge trasforma in maggioranza dei seggi la minoranza più forte. E anche dopo l’eventuale ballottaggio si crea una maggioranza che può non essere tale e che per di più dà luogo ad un governo monocolore”. Insomma tutto questo casino per tornare ad un monocolore dc…

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri post dello stesso Autore