di Ernesto Santovito
Vi ricordate, il primo Matteo Renzi, quello che aveva promesso al Paese che ogni mercoledì, cadesse il mondo, lui sarebbe andato a visitare una scuola, perché la scuola era uno degli obiettivi fondamentali del suo nuovo governo?
Vi ricordate quando alla scuola elementare Raiti di Siracusa i bambini, un foglietto in mano ad ognuno, dovettero cantare la canzoncina, povere anime di Dio, suggerita chissà da chi “ Facciamo un salto/ Battiam le mani/ Ti salutiamo tutti insieme Presidente Renzi/ Muoviam la testa/ Facciamo festa/ A braccia aperte ti diciamo/ siamo felici ti gridiamo…” ?
Oggi sciopero generale del popolo della scuola, studenti, insegnanti e personale , contro la riforma di Renzi, “il più grande di sempre” hanno sottolineato storiografi del sindacato. Centinaia di scuole chiuse, tutto l’arcipelago delle sigle sindacali (Flc-Cgil, Cis e Uil Scuola, Snals, Cobas – Usb, Unicobas, Anief ed altre sigle minori) in piazza con un solo obiettivo comune” Vogliamo una scuola buona davvero”.
Scioperano tutti, ma proprio tutti. I professori assunti contro gli albi territoriali e la mobilità, i “super poteri” ai presidi che diventano manager come se dirigessero un’azienda e potranno scegliere la squadra di insegnanti che vorranno (un po’ come da sempre fanno i baroni alle Università insomma).
Gli studenti contro gli sgravi alle scuole paritarie decisi dal ddl, contro i finanziamenti privati alla scuola pubblica e per chiedere più soldi per l’edilizia scolastica (non è stata ancora approntata l’anagrafe della condizione edilizia degli edifici scolastici italiani) la riforma dei cicli, un ripensamento dell’autonomia.
E naturalmente, anche i precari, che si vedono messi uno contro l’altro, divisi per fasce, questo si, questo no, anche dopo anni ed anni di insegnamento, visto che la riforma prevede un piano straordinario di assunzione di 100 mila insegnanti precari ( che altro non è che la stabilizzazione per abuso di contratti a tempo imposto dalla Commissione Ue perché in violazione della direttiva comunitaria) iscritti alle Graduatorie ad esaurimento (Gae) o vincitori del concorso del 2012. Escluse invece altre categorie, come gli idonei dell’ultimo concorso, gli abilitati o abilitandi del Tfa e i Pas
C’è fretta, tanta fretta. E’ tutta di corsa la vita di questo governo, quando si tratta di discutere, confrontarsi su una legge. I maligni dicono che Renzi deve far scattare l’assunzione dei centomila precari prima delle elezioni regionali, non avendo 80 ed euro da distribuire ed essendo il tesoretto annunciato evaporato e dissolto fra mille problemi. Non si va mai al voto a mani vuote.
Agnese Landini, moglie del premier, non ha scioperato ed è regolarmente entrata all’istituto superiore Balducci di Pontassieve dove insegna (contratto a tempo determinato che scadrà a giugno) lettere e latino. Ai giornalisti che l’aspettavano, non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione. E pensare che l’anno scorso quando chiese l’aspettativa dall’educandato Santissima Annunziata di Firenze, lasciò a tutti i suoi colleghi una fotocopia di un articolo dell’Avvenire (a firma Alessandro D’Avenia) sul ruolo degli insegnanti che tra l’altro diceva. “Tenete ben chiuso il cinismo nel girone dei traditori. Non nascondetemi le battaglie, ma rendetemi forte per poterle affrontare e non avvelenate le mie speranze, prima ancora che io le abbia concepite. Per questo, un giorno, vi ricorderò”. Ma oggi non è tempo di battaglie, evidentemente…














