Sandali & Scandali

di Gianpaolo Santoro

Papa Bergoglio è stato il primo pontefice a prendere il nome di Francesco, il santo della povertà. E da quando abbiamo un Papa simbolicamente con i sandali, ecco che sono deflagrati gli scandali. Sandali & scandali. Nel nome del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo. E dei frati francescani. Sia chiaro, nulla di nuovo sotto il santo cielo dello Stato del Vaticano. Ieri sono stati i camilliani, i salesiani, i Figli dell’Immacolata con­ce­zione. E lo Ior, dove lo vogliamo mettere?

FOTONASettimo non rubare. Ma, si sa, le tentazioni sono grandi per tutti. Scagli la prima pietra chi è senza peccato. E noi siamo un popolo di peccatori. E di banche, nonostante negli ultimi cinque anni 742 istituti abbiano chiuso l’attività o siano stati inglobati per recuperare efficienza. Eppure da sempre, una banca, è in cima ai desideri di tutti, lo Ior, l’Istituto delle opere religiose, un istituto che ha chiuso il 2014 con un utile netto di 69,3 milioni nonostante la chiusura di 4.614 rapporti, i cosiddetti “conti laici”.

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La sede dello Ior

Che cosa abbia rappresentato davvero lo Ior nella storia del Paese è ancora tutto da chiarire. Anche se alcuni inquietanti contorni sono ormai chiari. Quando si chiuse il processo per lo scandalo del Banco Ambrosiano per uscire dal crac che aveva rovinato mezza Italia, la banca vaticana versò 406 milioni di dollari ai liquidatori. Meno di un quarto rispetto ai 1.159 milioni di dollari dovuti. Un buco nero, una vicenda misteriosa, lo scandalo fu accompagnato da infinite leggende e da una scia di cadaveri eccellenti. Michele Sindona avvelenato nel carcere di Voghera, Roberto Calvi impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra, il giudice istruttore Emilio Alessandrini ucciso dai colpi di Prima Linea, l’avvocato Giorgio Ambrosoli freddato da un killer della mafia venuto dall’America al portone di casa.

Paul Marcinkus

Paul Marcinkus

E l’inspiegabile morte di Papa Luciani che aveva deciso di liquidare Paul Marcinkus, il figlio di un lavavetri lituano, nato a Chicago a due strade dal quartier generale di Al Capone, protagonista di una delle più clamorose quanto inspiegabili carriere nella storia recente della chiesa.

Ma non c’è bisogna di tornare ai tempi di Marcinkus per trovare lo Ior nella bufera, soltanto qualche mese fa è stata aperta l’ennesima inchiesta e proprio sui mas­simi diri­genti  chia­mati a “risa­nare” la banca vati­cana: Angelo Caloia (pre­si­dente dal 1989 al 2009) e Lelio Sca­letti (ex diret­tore gene­rale), inda­gati dalla magi­stra­tura vati­cana per pecu­lato.

addio-allo-ior-orig_mainE che dire del cardinale Giuseppe Versaldi, un anno fa, delegato pontificio per la Congregazione dei Figli dell’Immacolata e presidente della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede intercettato (nell’ambito dell’inchiesta sul crac della Divina Provvidenza) in una conversazione con Giuseppe Profiti, presidente del consiglio d’amministrazione del Bambin Gesù?

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Cardinale Giuseppe Versaldi

Oggetto della telefonata 30 milioni di euro assegnati dalla legge di stabilità al Bambin Gesù ma da “dirottare” per l’acquisizione di un’altra struttura sanitaria, (peraltro in Amministrazione Straordinaria e al centro essa stessa di un’altra indagine ) l’Istituto dermopatico dell’Immacolata (Idi). Un’operazione, come evidenzia la registrazione, “mi raccomando da nascondere a Papa Bergoglio…” E monsignor Vincenzo Paglia ( già guida spi­ri­tuale della Comu­nità di Sant’Egidio) inquisito a Terni per una serie di operazioni immobiliari sospette che vede un buco nei bilanci di 20 milioni di euro?

La sede dello IorMa il rosario degli scandali è corposo. Nel 2013 ci sono stati, ad esempio, gli arre­sti di padre Franco Deca­mi­nada, ex con­si­gliere dele­gato della Con­gre­ga­zione dei Figli dell’Immacolata Con­ce­zione con l’accusa di ban­ca­rotta frau­do­lenta, false fat­tu­ra­zioni e appro­pria­zione inde­bita e di padre Renato Sal­va­tore, l’ex supe­riore gene­rale dei camil­liani, accusato di essersi appropriato di una decina di milioni di euro del proprio ordine reli­gioso e di aver con­corso a una sorta di seque­stro lampo di due con­fra­telli per impe­dire loro di par­te­ci­pare alla vota­zione per l’elezione del nuovo supe­riore.

ior_riciclaggio_accuse_indaga_procura_romaE che dire di don Giovanni Battista Mazziali, l’economo dei Salesiani che la Procura di Roma ha citato in giudizio per aver falsificato alcuni documenti per ottenere dalla Santa Sede il via libera a una trattativa fraudolenta, dove lui ed alcuni intermediari (l’avvocato Renato Zanfagna e il faccendiere Carlo Moisè Silvera) avrebbero intascato una cascata di milioni?

Insomma la carne debole e i soldi facili sono una tentazione a volte irresistibile. Anche per i frati francescani. Un primo grande schiaffo alla credibilità del “Primo ordine” l’ha dato la Procura svizzera che ha posto sotto sequestro decine di milioni di euro e depositi investiti, a quanto sembra, dall’Ordine in società finite sotto inchiesta per traffici illeciti di armi e di droga. E il segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, l’Arcivescovo spagnolo José Rodriguez Carballo, che all’epoca dei fatti era Ministro Generale è coinvolto in questa brutta storia mani, piedi e sandali.

cantico-6751Il secondo schiaffo, altro che porre l’altra guancia, è un grande albergo, recentemente ristrutturato, a due passi da San Pietro, il Cantico di proprietà dei Frati Minori Francescani. La gestione della struttura era affidata all’ex-Economo generale dell’Ordine ed ex-Legale Rappresentante, Padre Giancarlo Lati, (poi sostituito dal suo Vice, Padre Silvio De La Fuente della Custodia di Terra Santa), ufficialmente per motivi di salute. Ma i motivi sono altri e noti a tutti. I conti non tornano, un bel po’ di soldi svaniti nel nulla.

  Francescani dell’Immacolata

Francescani dell’Immacolata

Francescani-dell'Immacolata-04Eppoi c’è il grande pasticciaccio dei Francescani dell’Immacolata, la congregazione religiosa fondata da padre Stefano Manelli che ai tre voti francescani di povertà, obbedienza aggiunse anche un voto mariano di devozione a Maria Immacolata. Tre mesi fa la Guardia di Finanza di Avellino ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di 59 fabbricati, 17 terreni, 1 impianti radiofonico e cinematografico, 5 impianti fotovoltaici dislocati su tutto il territorio nazionale nonché di 102 autovetture per un valore pari a oltre 30 milioni di euro, attualmente nella disponibilità delle associazioni “Missione dell’Immacolata” e “Missione del Cuore Immacolato”, riconducibili ai Francescani dell’Immacolata.

FOT2L’ipotesi è di truffa aggravata e falso ideologico: nel mirino degli investigatori ci sono alcuni trasferimenti di proprietà dei beni, che appartenevano all’istituto religioso, e che sarebbero passati nelle mani di persone  e di associazioni esterne alla struttura religiosa.   “Una serie di condotte fraudolente – secondo la Procura- attuate da alcune persone operanti nell’ambito delle associazioni le quali, nonostante il commissariamento della congregazione dei Frati francescani dell’Immacolata, hanno proceduto alle modifiche degli statuti delle due associazioni allo scopo di mantenere il controllo sulle stesse neutralizzando di fatto l’operatività del commissario apostolico nominato dalla Santa Sede”.

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Padre Stefano Manelli

Ma c’è molto di più. Di incredibile e misterioso. Nel mirino padre Stefano Manelli, per alcuni un santo, per altri un diavolo. Terrorismo psicologico, atti di libidine, minacce, vessazioni, giuramenti col sangue, sedute spirituali che di spirituale non avevano nulla, abusi, soprusi: di tutto e di più ai danni di suore e di frati (pare che negli ultimi dieci anni, siano più di cento le persone scappate dall’Istituto). C’è un dossier che descrive una sorta lager, un inferno. Vedremo…

 

 

 

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