E la “Scema” dei Ricchi e Poveri
faceva le vasche a via dei Mille

di Mino Cucciniello

Che tempi, quei tempi. C’era la comitiva di via Dei Mille, il salotto buono. E c’erano quelli del Vomero, la collina benestante. Ma il cuore della Napoli by night era tutta giù dove c’era la Mela, il locale dei locali. Via dei Mille era una vetrina, non c’erano social network e webcam, ed allora si facevano le “vasche”, girando sempre intorno. I ragazzi sfoggiavano vespe e motociclette, le ragazze ampi sorrisi…

300x169cf0c969b-c915-4188-bc53-ab0a2cd8f434

Ricchi e Poveri a Porta a Porta

Bruno Vespa qualche settimana fa durante una serata di “Porta a porta” ha festeggiato i 50 anni di carriera del noto complesso musicale “I Ricchi e Poveri” formato da quattro ragazzi liguri che assursero a definitiva notorietà nel 1970 quando sul palcoscenico del teatro del casinò di Sanremo cantarono “La prima cosa bella” riscuotendo un enorme successo tanto da contendere a Celentano la palma della vittoria. Nella città ligure i Ricchi e Poveri ci sarebbero tornati frequentemente e classificandosi sempre in ottime posizioni ed addirittura vincendo l’edizione del festival del 1985 con la canzone “Se m’innamoro”.  A vincere, però furono soltanto tre dei quattro iniziali perché nel frattempo Marina Occhiena dal 1981 per sopraggiunti dissidi sorti con Angela Brambati aveva abbandonato il gruppo.

I Ricchi e Poveri negli studi Fonit Cetra

I Ricchi e Poveri negli studi Fonit Cetra

Ma prima della scissione, il celebre quartetto prima di avere il battesimo ufficiale a Sanremo in quel lontano 1970, era già molto conosciuto tra il pubblico del by night napoletano perché erano di casa a La Mela il famoso locale dei fratelli Campanino che lo avevano aperto nel febbraio del 1967 e dove ci cantavano anche loro con un complesso chiamato con il loro stesso cognome. In quegli anni si ballava con musica tutta rigorosamente dal vivo ed I Ricchi e Poveri, essendo molto bravi, furono subito molto apprezzati dai tanti frequentatori del night anche grazie all’avvenenza delle due cantanti che vennero soprannominate la bionda (Marina) e la brunetta (Angela).

i Campanino

Non si può leggere nel cuore, I Campanino

Il quartetto a Napoli alloggiava in una pensione di via Martucci e prima di “scendere” alla Mela spesso si fermavano al vicino bar Guida dove con la massima semplicità i quattro cantanti cenavano qualcosa insieme ai tanti ragazzi che poi li avrebbero applauditi una volta che sarebbero saliti sulla pedana del ritrovo napoletano. Inutile dire che tra i tanti ragazzi c’erano Enzo De Simone, Fabio Improta, Carlo Goscè, Mario De Luca, Renato Mannato, Lucio Stella, Renato Ricca, Lello Candido, Alfredo De Crescenzo, Alberto Giuliani, Ugo La Volpe, Arturo de Lorenzo, Alberto e Sarro De Felice. Erano i ragazzi di via dei Mille. E c’erano quelli che preferivano la bionda, e quelli che preferivano la bruna, perché noi siamo fatti così, sempre pronti a dividerci su tutto.

11138519_502534023228825_4045103945763668501_n

Ricchi e Poveri

Le canzoni cantate dal quartetto erano allegre e molto ballabili e il gruppo a Napoli era praticamente di casa. Veniva scritturato per lunghi periodi dai Campanino, avendo modo di conoscere usi e costumi di una certa Napoli-bene, tanto da scrivere un pezzo intitolato “Scema” ispirata proprio alle ragazze che frequentavano via dei Mille ed andavano in vacanza d’inverno a Roccaraso e d’estate ad Ischia.

Sull’isola verde i Ricchi e Poveri continuarono ad accrescere in quegli anni la loro notorietà perché i Campanino reduci dal successo invernale della Mela di via dei Mille per l’estate del 1967 andarono ad aprire in una villa alle spalle di Calise di piazza degli Eroi il night “Il pomo” nel quale i quattro ragazzi liguri ci cantavano ogni sera sotto le stelle e sempre con crescente successo. Refrain, il negozio fornitissimo di dischi, aveva aperto quell’anno anche una succursale proprio sul corso principale di Ischia, a due passi dalla piazzetta. E, naturalmente, i dischi più venduti erano in quel periodo i loro, dei Ricchi e Poveri.

refrein

Luciano ed Annamaria Profeta erano i proprietari di Refrain e la  prima sede del negozio, aperto agli inizi degli anni 60, fu in via Carducci 30 divenendo subito un luogo frequentatissimo per tutti quelli che volevano le ultime novità musicali sia nazionali che internazionali. Il successo fu enorme, anche perché in quegli anni in quella zona non c’erano altri negozi simili, tanto che ben presto Refrain si trasferì in un locale più ampio in Largo Vasto a Chiaia dove non c’è stato un ragazzo di quegli anni che non si sia recato almeno una volta a comprare un quarantacinque giri. Dopo poco il negozio dei Profeta venne affiancato, anche se per breve tempo, da Toys in via Filangieri proprio difronte all’omonimo cinema mentre Enzo Cimmino già proprietario di un negozio di dischi in via Santa Brigida aprì un nuovo spazio col nome di Blue Stone, proprio sotto la chiesa di Santa Teresa in via dei Mille.

peppino di capri.jpg

beatles-e-pdc

I Beatles e Peppino di Capri

Il settore musicale era in grande evoluzione portando anche grossi guadagni e così anche negozi di elettrodomestici come D’Avenia che si trovava in via Vittoria Colonna e l’Elettronica Meridionale che apriva i suoi locali in via dei Mille angolo via Carducci si attrezzarono con degli appositi spazi riservati ai dischi. Erano gli anni di Mina e Celentano dei Rolling Stones e dei Beatles questi ultimi vennero in Italia ( e c’era Peppino di Capri che suonava prima di loro ai concerti italiani) proprio in quegli anni ed i giovani ascoltavano la musica attraverso i mangiadischi della Philips trasportabili essendo a pila o con un giradischi chiamato  “valigetta” fabbricata dalla Geloso.

Quando la Mela divenne anche discoteca il suo primo dj il mitico Enzo Lucci per la sua scaletta di pezzi da mettere sul piatto si forniva sempre da Refrain che il 19 settembre del 1986 alla presenza di Peppino di Capri si ingrandì ulteriormente collegando lo spazio già esistente con un altro locale che si accedeva  da via Nisco dove espose apparecchi Hi Fi e Televisori di ultima generazione ampiamente illustrati da Sasà Mercurio.

Nel frattempo anche in via Cavallerizza a Chiaia si erono aperti dei negozi di dischi come Ok e Decibel di Francesco Piccolo, ma ormai il vinile era stato superato perché si preferivano le cassette ed i cd ma erano i tempi che iniziavano a cambiare infatti ben presto il settore discografico entrò in crisi e questi negozi uno dopo l’altro iniziarono ad abbassare definitivamente le loro saracinesche grazie anche al colpo di grazia dato da Feltrinelli quando aprì il sua mega stone in piazza dei Martiri.

24181

Intanto a distanza di tanti anni i Ricchi e Poveri, ormai formato terzetto, continuano a cantare ottenendo sempre grandi successi soprattutto all’estero, a Napoli dopo i trionfi sanremesi sono tornati spesso ma ormai famosissimi tanto da riempire enormi platee come quella del vecchio Metropolitan di via Chiaia e stranamente la musica di questo gruppo spesso viene messa alla feste più in perché fa allegria e piace tanto ai giovani!

 

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterPin on Pinterest0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

2 pensieri su “E la “Scema” dei Ricchi e Poveri
faceva le vasche a via dei Mille

  1. giuseppe cracolici

    Bellissimo articolo. Non trovo nulla per sostituire la parola “articolo” che, sembra che tolga qualcosa alla Splendida Storia che, per qualcuno, ricorda I Migliori Anni della …. propria vita. Un racconto che sembra una favola ma …… É REALTÁ. Grazie Mino !

    Replica
    1. Mino Cucciniello

      grazie Peppe delle belle parole che solo ora leggo., si furono anni bellissimi e purtroppo irripetibili non solo per la gioventù che avevamo ma proprio perchè era un altra storia un altra Italia era il boom !!!!

      Replica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri post dello stesso Autore