di Angelo Vaccariello
“Un impatto di 114 milioni di euro per Napoli grazie ai flussi turistici e alle ricadute dirette di Expo”. Cosi riportavano il 17 febbraio 2009 tutti i giornali campani dopo la firma del protocollo d’intesa tra Napoli e Milano in visto dell’organizzazione di Expo.
All’epoca era sceso il primo cittadino meneghino, Letizia Moratti, a siglare un accordo con la sua omologa Rosa Russo Iervolino e con la benedizione del governatore Antonio Bassolino. L’impatto era stato stimato dalla Camera di Commercio di Milano con uno studio dettagliato che teneva conto dei turisti e del coinvolgimento economico di Napoli. Secondo l’indagine, la ricaduta per tutta la Campania sarebbe stata di una cifra doppia. Che significa? Che tra turisti e accordi firmati nelle aziende la regione avrebbe “guadagnato” in più quasi 300 milioni di euro.
L’Expo si è chiuso. E’ stato davvero cosi? E’ stato Expo un evento nazionale oppure solo a ricaduta milanese?
La risposta è nella domanda. Purtroppo. Expo, infatti, è stato un grande evento che ha riguardato Milano e la Lombardia. Il Sud, la Campania e Napoli sono solo stati spettatori. Forse interessati, ma nulla di più. Certo, molte aziende locali hanno avuto la possibilità di mettersi in vetrina nel capoluogo lombardo: quante di queste, però, hanno stretto accordi e guadagnato grazie all’Esposizione universale? Ancora, le “ricadute turistiche” sul Sud ci sono state? A guardare i primi dati no. Saranno poi gli istituti specializzati a dire se effettivamente la manifestazione ha avuto una scala nazionale.
Al momento i dati reali sono due: il Governo ha investito quasi 3,5 miliardi di euro per Milano e la città di Sant’Ambrogio è diventata veramente una metropoli internazionale. Il resto? Solo qualche citazione. Il Mezzogiorno? E’ stato raccontato con il solito folclore: pizza, mandolino, sole. Ma nulla. Expo chiude ma nel Sud nessuno se ne accorgerà.







