Allah è grande…

 di Gianpaolo Santoro

Sono tornati. E’ guerra. Allah è grande. Parigi è sotto assedio: tre attacchi simultanei, tre commando di terroristi islamici. Un lampo di morte. Lo stadio, un ristorante, una sala concerto. Sangue, panico, paura. Esplosioni ovunque. Si spara nel centro di Parigi, vicino alla sede di Charlie Hebdo. Ma quell’attentato che scosse il cuore del mondo, oggi fa drammaticamente sorridere. Siamo all’11 settembre dell’Europa. Siamo in guerra. Chissà se questa volta qualcuno lo vorrà capire…

CTuNLsgW4AA4idcAttacco e sparatoria ad un ristorante, attacco e cento ostaggi al Bataclàn, ordigni esplosi allo Stade de France, proprio là dove c’era Il presidente Francois Hollande ad assistere la partita. Attacchi coordinati, vere azioni di guerra. Si spara a Les Halles, il vecchio mercato. Si spara in sei arrondissement diversi.  Kamikaze in azione. Scorrono i minuti, le televisioni del mondo sono collegate e scandiscono il numero dei morti che aumentano ad ogni collegamento.  Sessanta, settanta vittime, chi lo sa. Gli ostaggi giustiziati con freddezza. Poi le agenzie annunciano: cento vittime. Ma in guerra si muore. Il dramma nel dramma è quando non si sa di stare in guerra. Spengono le luci della Torre Eiffel.

Paris attacksL’Europa appare sempre più inerme, incapace di difendersi. Dopo episodi come questo prende sempre più consistenza anche la paternità dell’abbattimento dell’aereo russo sui cieli del Sinai. E non si può considerare certo un caso che questo tremendo attacco siano avvenuto poche ore dopo che un aereo americano ha ucciso Junaid Hussain, considerato il più importante hacker dell’Isis e principale cittadino britannico ad essersi unito allo Stato islamico dopo il boia “Jihadi John”.

c64e6a22Per anni abbiamo chiuso gli occhi, abbiamo fatto finta di niente. E lo continuiamo a fare. Allah è grande, è guerra santa nelle nostre strade. Per anni ci siamo raccontati la favoletta che la situazione è sotto controllo, abbiamo parlato di “cellule dormienti”, che i servizi segreti erano in grado di controllare la situazione. Per anni non abbiamo voluto sapere, non abbiamo voluto credere a quanto scriveva Oriana Fallaci in “La Rabbia e l’Orgoglio”,   “La Forza della Ragione” e L’Apocalisse. Quei libri e quelle idee per cui la Fallaci venne processata nel 2002 in Francia con l’accusa di razzismo-religioso e xenofobia  in questa Francia che oggi conta i suoi morti nel cuore di Parigi. Anche in Italia venne processata con l’accusa di vilipendio all’Islam. Colpevoli, siamo colpevoli. Il Giubileo è ad un sospiro..

 

 

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