Angelo Vaccariello

Giornalista esperto di economia e Mezzogiorno Ora si occupa di marketing e comunicazione.

A sud di Renzi

di Angelo Vaccariello

Gli ottanta euro tanto decantati dal Governo Renzi sono serviti soprattutto al Nord e, come al solito, al Mezzogiorno è andato molto meno. Da tempo ripetiamo che le ricette economiche del Governo (oltre ad essere inesistenti) sono anche piuttosto deboli e francamente inutili. Anche i ragazzi bocciati al primo esame di Economia all’università sanno che quando ci sono differenze e squilibri territoriali non si possono applicare le stesse ricette. Eppure, l’Esecutivo italiano da oltre vent’anni sembra non capirlo.

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L’ultima conferma è arrivata da un interessante editoriale dell’economista Gianfranco Viesti  sul Mattino. L’esperto non si lascia andare a considerazioni personali ma analizza semplicemente i dati oggettivi. Partiamo dai numeri. Il bonus è stato ottenuto da 5,4 milioni di famiglie, cioè quelle con lavoratori dipendenti e un reddito annuo compreso tra 8mila e 26 mila euro. La spesa complessiva è stata di oltre 5 miliardi di euro. Bene direte voi. No, male. Per il Sud. Ecco perché. Il contributo è stato ottenuto dal 25,4 per cento della famiglie del Nord, dal 19 per cento delle famiglie del centro e solo dal 18,5 per cento delle famiglie del Sud.

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Per intenderci: al Nord è andato a 3 milioni di famiglie; al Sud meno della metà: 1,4 milioni. Come è possibile direte voi? Non si sa da tempo che al Sud ci sono più poveri che al Nord? Certo che si. E’ possibile semplicemente perché il meccanismo degli 80 euro non cumula i redditi familiari ma riguarda i redditi dei singoli. Quindi, è stato attribuito dove ci sono maggiori occupati. E dove si lavora di più? Al Nord, ovviamente.

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Al Sud vive oltre il 32 per cento delle famiglie italiane, ma meno del 27 per cento di quelle che hanno avuto gli 80 euro. I poveri disoccupati non hanno avuto alcun beneficio da questo intervento, e sono molti, e in significativo aumento, proprio nel Mezzogiorno. Dal 2007 i consumi al Sud sono scesi del 13,2 per cento, al Centro-Nord del 5,2 per cento; dato che gli 80 euro sono stati quasi tutti spesi in consumi, hanno contrastato questo calo, ma molto più al Nord che al Sud; non è un caso che nel 2014 i consumi siano cresciuti dello 0,7 per cento al Nord e diminuiti dello 0,5 per cento al Sud. Qualcuno riesce a spiegarlo al Governo Renzi?

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Un pensiero su “A sud di Renzi

  1. Gennarino

    Ci vorrebbe una composizione del Parlamento che rappresenti non la distribuzione dei cittadini, ma che dia lo stesso numero di onorevoli alle provincie del Nord, del Centro e del Sud. In tal modo le leggi verrebbero fatte non in base a chi ha votato gli onorevoli, ma in base alle necessità del territorio. Le provincie del Nord sono più di quelle del Sud, e del Centro, ma in misura più equilibrata.

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