di Mino Cucciniello
Un nuovo binomio alla guida del Mercadante, Walter Ferrara presidente e Pina Amarelli Mengano, vice presidente. Come restituì al teatro la denominazione reale al teatro che oggi è anche Nazionale
Ho appreso da Anna Paola Merone che il Mercadante di Napoli, sede del Teatro Nazionale, ha alla sua guida dei nuovi nomi: Walter Ferrara presidente e Pina Amarelli Mengano vice presidente. Per la storica sala di piazza Municipio si apre un nuovo capitolo che si andrà ad aggiungere alla sua lunga storia, purtroppo non sempre facile, iniziata quando venne costruita tra il 1777 ed 1778 su un terreno sottratto ai padri Gesuiti.
Inizialmente al teatro gli venne dato il nome di Fondo ed ospitò i più grandi musicisti di quegli anni da Rossini a Mozart a Donizetti, quando abitava in via Nardones, solo per citarne alcuni. Poi dal 1870 il teatro venne chiamato Mercadante in onore del musicista Saverio Mercadante ed ospitò tra i tanti anche Eduardo Scarpetta.
Durante l’ultimo conflitto mondiale la bella e storica sala subì parecchi danni che malamente vennero riparati, tuttavia alla fine degli anni quaranta il Mercadante riaprì con un cartellone formato da grandi riviste che avevano come protagonisti Wanda Osiris, Carlo Dapporto, Nino Taranto e tanti altri nomi celebri di quel periodo.
Poi a metà anni cinquanta i primi lavori di restauro che impedirono al nascente Piccolo Teatro della Città di Napoli, voluto fortemente dall’allora sindaco Achille Lauro, di svolgere la prima stagione di prosa 55/56 nel teatro di piazza Municipio e di dover chiedere ospitalità all’altrettanta prestigiosa cornice del Teatro di Corte di Palazzo Reale di piazza del Plebiscito.
Ma dall’anno successivo il Mercadante fu pronto e sul suo palcoscenico transitarono solo e soltanto spettacoli di prosa ai quali partecipavano i nomi dei più grandi interpreti, che si alternarono per ben sette stagioni teatrali nelle quali oltre a tanti spettacoli di successo ci si ricorda per il clamore suscitato “Tarantella con un piede solo” di Gigi Lunari con Carlo Croccolo ed Enzo Turco. La commedia era stata scelta per inaugurare la stagione teatrale 62/63 ma per il suo contenuto fu ritenuta offensiva verso un magistrato presente in sala. Al termine del primo atto lo spettacolo fu interrotto dall’arrivo della Polizia di Stato che ne vietò il prosieguo.
Dalla stagione successiva cioè quella 1963/64 il sipario di velluto rosso non si alzò più se non il 17 ottobre del 63 quando il Mercadante ospitò la trasmissione televisiva Gran Premio che quell’anno era abbinata alla lotteria di Capodanno. A presentare la serata, che prevedeva una sfida tra la Campania e la Lombardia , innanzi a più di ottocento persone assiepate tra la platea ed i palchi, c’era Dolores Palumbo, ma dopo qualche giorno lo storico teatro fu dichiarato inagibile e pertanto chiuso ad ogni tipo di spettacolo. Per anni il Mercadante fu abbandonato all’incuria. In compenso a tener sveglio il ricordo della ribalta di piazza Municipio ci pensò la burocrazia con un annoso passaggio di proprietà dell’edificio dal Demanio al Comune di Napoli.
Intanto passavano gli anni ed il Mercadante restava chiuso nonostante gli appelli che arrivavano da più parti nonché da quegli attori che negli anni d’oro avevano recitato sulle tavole del suo palcoscenico. A questo appello non si sottrasse nemmeno la grande Paola Borboni che impegnata nel febbraio del 74 al teatro Mediterraneo nelle repliche dello spettacolo “Vita e morte di Re Giovanni” partecipò ad una tavola rotonda all’hotel Royal per discutere del futuro del teatro di piazza Municipio. Soltanto con gli inizi degli anni 80 , nel frattempo c’era stato anche il terremoto, la parte esterna dello teatro fu liberata dalle impalcature mentre molto lentamente iniziarono i lavori di restauro nella sala.
Finalmente nel 1986 in occasione della visita dell’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi, giunto in città per inaugurare il cantiere del tram sprint (attuale metropolitana) in piazza Municipio, fu deciso di riaprire il Mercadante alla men peggio poiché i lavori di consolidamento non erano del tutto terminati. Per l’occasione fu allestita sul palcoscenico una mostra dei costumi di scena del Teatro di Eduardo, i tanti napoletani che accorsero sia per vedere la mostra ma soprattutto per riappropriarsi del teatro si trovarono al cospetto di una sala priva di poltrone e della tappezzerie e dei velluti che rivestono i palchi ed ovviamente mancava anche il grande sipario. Per assistere ad uno spettacolo, ma ancora senza poltrone in platea, ci volle ancora un anno sino a quando fu allestito lo spettacolo Histoire du Soldat con Arturo Brachetti e la regia di Roberto De Simone.
Il 24 maggio del 1987 venne organizzato un galà viennese che vide come direttore Salvatore Accardo, che diresse in modo sublime l’orchestra che prese posto in platea mentre per il pubblico fu montata una tribuna sul palcoscenico dove tra i tanti c’erano donna Amelia Di Pace con la figlia Maria ed il nipote Lele Lettieri. Nel 1988 il teatro ormai provvisto di belle poltrone rosse, dono del Banco di Napoli, ospitò per parecchie settimane una nuova edizione della Gatta Cenerentola . Il ritorno dello spettacolo di De Simone venne salutato da una serie di esauriti. Il pubblicò che affollò l’ormai ritrovato teatro potette riscontrare che il foyer era completamente differente da quello precedente, che era una piccola copia di quello ben più grande del San Carlo, perché con i lavori di rifacimento il bar era stato completamente ridisegnato, alquanto bruttino, però da creare al primo piano anche una piccola sala con annessa ribalta chiamata il Ridotto.
Per l’inverno del 90 il teatro Mercadante venne dato al San Carlo, che essendo chiuso per lavori di ristrutturazione, vi organizzò la sua stagione lirica. Ancora nel giugno 1990, anno dei mondiali di calcio in Italia, essendo anche Napoli sede per alcuni incontri di calcio, Le Settimane Musicali Internazionali proposero l’opera “Così fan tutte” in tal modo gli ospiti sportivi giunti in città avrebbero potuto scegliere tra il Mercadante ed il San Carlo, che nel frattempo aveva riaperto, dove trascorrere le loro serate. Poi il palcoscenico del teatro di piazza Municipio iniziò ad ospitare sempre più le compagnie di giro che giungevano in città, tra le tante anche quella di Massimo Ranieri con i suo “Liolà”.
Dalla stagione 2003/2004 finalmente il Teatro Mercadante diventa teatro stabile di Napoli con Rossana Rummo alla presidenza e Ninni Cutaia direttore. Il consiglio di amministrazione era composto da Sergio Sciarelli, Giulio Baffi, Angela Azaro, Francesco Barra Caracciolo e da Giuliana Gargiulo e fu proprio a casa di quest’ultima, mia carissima amica, che una sera ad una cena alla quale ero invitato incontrai il direttore Cutaia, al quale feci notare che dopo i lavori di restauro sulla facciata esterna innanzi al nome del teatro non era stata apposta la R che stava per Real.
Cutaia ritenne utile questa mia segnalazione e dopo una serie di ricerche tra stampe e foto d’epoca fu aggiunto al teatro quello che gli era stato sottratto. Pertanto mi sento di assumermi tutta la paternità di questa riabilitazione reale.
Nel 2004 nella bella e storica sala ritorna anche il cinema d’autore perchè grazie all’associazione Amici di Vittorio De Sica ed all’ADP di Annalisa De Paola sul grande schermo montato per l’occasione viene proiettato la pellicola restaurata di “Matrimonio all’Italiana” di De Sica con Mastroianni e la Loren.

Foyer Matrimonio all’italiana con Maria Consiglio Visco, Antonella Visconti, Mino Cucciniello e Patrizia Reichlin
Al grande evento partecipa tutta la Napoli istituzionale e mondana, tra i tanti c’erano l’allora prefetto Renato Profili ed Enrico Pennella all’epoca Presidente del Consiglio della Provincia e poi Emilia Acquaviva, Maria Di Pace, Mitzi Di Salvo, Peppino di Capri, Brando De Sica, Massimo Profili, Giovanni Cafiero, Antimo e Maria Lucignano, Maria Cucciniello, Raniero e Pina Coletta, Arturo De Lorenzo , Valerio e Vicki Romano, Toni e Paola Petruzzi, Vittorio Sgarbi, Sergio e Marinora Pignalosa, Gigi Mingione, Amerigo Liguori, Adolfo e Simona Gallipoli, Gino ed Ornella Pomicino e tantissimi altri. Il cinema ci tornerà ancora nel 2014, per una anteprima di un film con Sophia Loren, organizzata dal Corriere della Sera. Questa volta la grande attrice sarà presente in sala in compagnia dei due figli.
Intanto dopo alcuni direttori artistici dal 2011 c’è Luca De Fusco con il quale il teatro ha visto accrescere sia successi che spettatori tanto da meritarsi lo scorso anno la qualifica di Teatro Nazionale. Oggi con la designazione dei nuovi vertici, dopo tante beghe politiche, si spera che il teatro possa vivere solo grandi successi per le sue magnifiche produzioni.















