di Angelo Vaccariello
Dicono i bene informati che nel Regno Sabaudo la notizia non sia stata accolta con salti di gioia. Gli eredi degli Agnelli, infatti, non hanno molto gradito la dichiarazione di Sergio Marchionne che ha annunciato il suo ritiro dopo il 2018
Una bella novità per il gruppo non per il manager. Già dal 2011, infatti, lo svizzero ha annunciato ritiri: prima fissando la data nel 2016 poi ogni anno posticipandola di un pochino. L’ultima, quindi, dovrebbe essere il 2018 quando, sempre secondo la stampa, l’erede naturale dovrebbe essere John Elkan. Anche in questo caso bisogna prendere i programmi di Marchionne (almeno quelli dichiarati) con le pinze. Sul tavolo, infatti, c’è il grande colpo che consentirebbe alla Fca (ex Fiat) di diventare un gigante mondiale: la fusione con la General Motors. Al momento i manager di Detroit non vogliono sentirne parlare: ecco perché la fusione potrebbe essere esclusa. Sempre che dalle parti di Torino non decidano la scalata ostile, l’Opa. Come? Lanciando sul mercato di Wall Strett un piano di acquisto a prezzi interessanti.
L’ipotesi non è tanto pellegrina, visto che Marchionne (a differenza di quanto succede in Italia) ha ottimi rapporti con il potente sindacato automobilistico americano e proprio i rappresentanti dei lavoratori non sono cosi contrari alla fusione visti soprattutto gli ottimi risultati ottenuti con Chrysler. Se ciò dovesse accadere, al giovane rampollo Agnelli non resterebbe che un ruolo di “padre ispiratore” visto che l’unico vero padrone sarebbe proprio Marchionne. Anzi, il piccolo “Kaky” (come lo chiama sprezzate Della Valle) potrebbe dedicarsi alla Juventus visto il momento difficile del cugino.
Andrea Agnelli, infatti, ha appena lasciato la moglie per la compagna del suo oramai ex marketing manager. In famiglia lo vedono troppo “distratto”, questioni di cuore. Che gli Agnelli fossero sensibili alle donne si è sempre saputo. L’Avvocato, però, aveva un altro stile. Faceva parlare i rotocalchi e mai avrebbe fatto un colpo di testa.
Per fortuna che la Juve si è ripresa dopo un avvio disastroso, altrimenti chissà che cosa sarebbe già successo. Sarà anche per questo che il buon Sergio ha rinviato l’addio alla Fca.
E poi c’è il fattore Lapo, da sempre una mina vagante. Uscito dal “controllo” della famiglia con la sua Italia Indipendent e, recentemente, la nuova avventura di Garage Italia, Lapo Elkann in una intervista su Quattroruote non ha escluso un rientro in Fca. Ma non ha escluso neanche un impegno personale, fuori dalla famiglia, dalla Fca, dalla Fiat, dalla Chrysler e dal raggio d’azione (e di comando) di Marchionne.
“Non so ancora quale sarà il mio futuro. Chissà, potrei ritornare a casa, nel gruppo, ma potrei anche decidere di costruire una mia automobile, un mio marchio. Lascio tutte le porte aperte”. Certo un’auto di Lapo farebbe parlare, quanto meno per l’originalità della carrozzeria. Chi non ricorda la sua 500 carrozzata a trama pied de poule, la sua Ferrari 458 mimetica o la Jeep-Wrangler zebrata?
Tutti contro tutti. Del resto non è una novità. Agnelli contro Agnelli, altro che Kramer contro Kramer. La grande battaglia di Margherita Agnelli de Pahlen contro sua madre Marella Caracciolo Agnelli ha fatto storia. Ed è stata una storia di eredità, testamento, patti segreti, accuse d’estorsione, ricorsi, invidie. Ed anche clan, odio, divisioni, rancori, rivalità, soldi, tanti soldi, interesse enormi in ballo. Sembra, in qualche modo, la storia di oggi.











