di Adolfo Mollichelli
Cominciamo purtroppo dalla fine. Mancini è incontenibile. “Avevo chiesto solo al quarto uomo il perché dei cinque minuti di recupero e Sarri ha iniziato a inveire contro di me, dandomi del ‘frocio’ e ‘finocchio’. Ha 60 anni e si deve vergognare, questo episodio cancella tutto. È una vergogna, uno che si comporta così in Inghilterra non vedrebbe più il campo”. E Sarri? “Ero nervoso per l’episodio del rigore. Non ricordo che cosa ho detto. Faccio le mie scuse. Ma sono cose di campo. Dovevano restare in campo. Ho chiesto scusa.”
Napoli-Inter, si è giocata due volte. In campo e fuori. Proviamo, non senza fatica, a tornare in campo. Il Napoli primo in campionato cede il passaggio in semifinale all’Inter che era stata battuta al San Paolo nell’ultimo giorno di novembre. Coppa Italia, addio.
Non è stato il Napoli di sempre. Ho stentato a riconoscerlo. Strano assortimento a centrocampo: Allan da un po’ non è più lui, Valdifiori ha ruggine nei polpacci, David Lopez abbattuto da una gomitata di Perisic deve lasciare l’agone. Settore rivisitato con Hamsik, Valdifiori e Jorginho e l’assorbimento non convince.
Come non entusiasmano Gabbiadini centrale e Mertens. Il belga (espulso per doppia ammonizione) conferma ancora una volta di essere subentrante di lusso. Dà l’anima, come al solito, Callejon prezioso in ogni fetta
di campo. Si muove male la difesa come reparto e l’azione di pressing compatto non riesce. In pratica, i nostri azzurri svagati oltremodo concedono due ripartenze in contropiede offrendo campo su campo ai nerazzurri che sono maestri nell’aggredire gli spazi.
Un contrasto molle libera alla rincorsa ed al tiro Jovetic il dentone, niente da fare per Reina sul destro a giro del montenegrino. Oltre metà terreno concesso a Ljajc vanamente inseguito da Hysaj (l’albanese è stato tra i migliori). Senza Higuain l’attacco azzurro è facilmente controllabile, su tiro del Pipita, nel finale, Handanovic si esibisce nella solita sua parata salvifica. Normale, il portierone sloveno ha sin qui tenuto a galla l’Inter in campionato. Tutti i nove uno a zero della Beneamata li ha messi nel cassetto il portierone col sorriso. E non solo quelli.









