di Mino Cucciniello
Si è inaugurata al Museo Nazionale di Napoli la personale di Lino Fiorito “Vesuvii”, organizzata dal Servizio Educativo con il matronato della Fondazione Donnaregina e con il contributo di Maurizio Marinella, il re indiscusso delle cravatte sempre così attento agli eventi culturali della città, e da Paolo Bowinkel. Quest’ultimo da novembre scorso ha aperto una elegante galleria d’arte in via Calabritto angolo piazza Vittoria continuando così l’antica tradizione della sua famiglia iniziata nel 1879. La mostra rientra nel progetto scientifico della sezione contemporanea curata da Carla Travierso e Maria Savarese
L’imponente palazzo del Museo, nel quale si svolge il vernissage di Fiorito, fu costruito ad iniziare dal 1585 sotto il vicereame del Duca di Ossuma. Nel corso dei secoli la grandiosa costruzione ha avuto più destinazioni: la prima fu di caserma della regia Cavallerizza, poi d’Università, poi di Tribunale e poi ancora di quartiere militare.
Nel 1777 lo storico edificio fu ingrandito con la costruzione di un altro piano, conferendoli l’aspetto architettonico attuale e venne adibito a museo, anche se avrebbe dovuto ospitare contemporaneamente la società Reale Borbonica di Scienze ed Arti, la Biblioteca ed altre istituzioni.
Solo con l’inizio del secolo scorso rimase solo ed esclusivamente museo e viene considerato uno dei più importanti al mondo se non addirittura il primo, grazie alla custodia della collezione di casa Farnese.
Ma non solo. grazie anche ai tanti reperti archeologici venuti alla luce con approfonditi ed attenti scavi, che hanno permesso di recuperare quanto era stato seppellito dalle ceneri del vulcano partenopeo quando nel 79 dopo Cristo distrusse Pompei ed Ercolano. Pertanto il Museo Archeologico Nazionale di Napoli deve la sua importanza anche al Vesuvio che è stato il protagonista della mostra di Lino Fiorito.
Ad ammirare i sette acquerelli bellissimi e tutti incorniciati in legno bianco affinché risaltassero maggiormente i colori pastello usati dall’artista napoletano c’erano: Anna Paola Merone, Carla Travierso, Massimiliano Cerrito, Santina Improta, Francesco e Patrizia Curcio, Danilo Ambrosino, Mariolina Farina, Carmine Arnone, Roberta Buccino Grimaldi, Luigi Caramiello, Sergio e Rosanna Colella che molto interessati alla mostra hanno chiesto tante informazioni a Paolo Bowinkel il quale con grande conoscenza ha saputo spiegare tutti i significati e le tecniche usate da Fiorito.
A questo primo gruppo di amici nel corso del vernissage se ne sono aggiunti tanti altri fra i quali c’erano: Anna Normale, Piero Renna, Francesca Frendo, Alessandro Amicarelli, Ester Gatta, Cristiano Barbarulo, Dafne Forastiere, Giuseppe Leone, Alessandra Pacelli, Maria Savarese, Luciano Ferrara, Sofia Ferraioli e Maria Rosaria Nessuno.







