di Carlotta D’Amato
Di padre in figlio. Centimetri e talento. Duri che durano. Siffredi, del resto basta il cognome. La leggenda del cinema porno continua. Staremo a vedere. Ai posteri l’hard..ua sentenza
Pizza, spaghetti, moda, Gioconda, Michelangelo. Sono questi alcuni dei simboli dell’Italia all’estero che subito riportano alla cultura italica, all’arte culinaria alle bellezze immortali del nostro patrimonio inestimabile. Ma da qualche anno a questa parte, anzi da parecchi anni ormai, un altro termine è evocativo dell’energia e del vigore degli italiani. Niente che c’entri con la politica o con il calcio, ma qualcosa che ha a che fare con l’eros, o meglio col sesso: Rocco Siffredi, o più semplicemente Rocco.
Ortonese, classe 1964, nato Tano e poi diventato Siffredi, incarna il mito degli anni 80 de “Italians do it better”.
E’ il re indiscusso del porno anni 90, 2000 e fino ai giorni nostri quando più che attore è diventato regista, produttore, protagonista di reality e di una serie Casa Siffredi, una sorta di documentario sulla sua vita e su quella della sua famiglia. Vive in Bulgaria, ha lasciato da anni l’Italia, in una casa reggia un po’ kitch con laghi e laghetti, eliporto e persino uno zoo.
Ma si sa, oggi il porno non rende più come ai vecchi tempi. Con l’avvento della pornografia online, gratis e fruibile, il nostro Roccone (di nome e di dimensioni) guadagna un milione l’anno. “Bisogna essere professionisti e provare a mantenere umiltà, passione e autocontrollo. Se non ci fossi riuscito, dopo decenni di sesso davanti alle telecamere, sarei uscito fuori di testa”.
Ha sempre la stessa moglie, Rosza, dal 1993. E due figli, uno di vent’anni, promettente ginnasta, fedele, la stessa ragazza da anni e che le altre nemmeno le guarda, ed uno più piccolo, di 16, che già candida come promettente erede.
Tale padre tale figlio? Qui i geni contano poco, sono le misure a fare la differenza. Perché pare che il primogenito Siffredi sia timido e non interessato a intraprendere la carriera paterna. Nonostante sia stato portato più volte dal padre sul set non appare interessato al mondo dell’hard. E nemmeno le donne sembrano attirarlo parecchio, infatti è fidanzato, fidanzatissimo con la stessa ragazza da anni ormai. “Lorenzo ogni tanto viene ad aiutarmi sul set, è un bel ragazzo e le ragazze mi chiedono se possono andare con lui. Ma lui, niente, non vuole. E’ molto fedele alla fidanzata, e io sono orgoglioso di questo…”
Ma la sensazione è che non sia meno orgoglioso del “piccolino”, anzi… Per un Siffredi che va, un altro arriva. Se il primo ha deciso per una carriera da sportivo, il secondo, invece promette bene. “Leonardo è ancora minorenne e sui set non lo porto. Però lui non vede l’ora di finire sul set. Io non glielo proibirei, ma gli farei capire che se vuole emulare papà, è una grande stronzata. Com’è messo? Beh, ragazzi da quel punto di vista è “peggio” di me…” E se Rocco è Rocco, basta fare un po’ di proporzioni…
Insomma, sembra che il “piccolo” (si fa per dire…) di casa scalpiti per raggiungere la maggiore età e seguire le orme del padre, ad uguagliare e magari a superare i suoi numeri in fatto di donne, film, guadagni oltre che centimetri.
Chissà se tra qualche tempo lo vedremo in qualità di allievo del Siffredi nazionale che a breve, il 29 marzo su La5 sarà impegnato a il formare talenti in Siffredi Hard Academy. “Un’ossessione diventata realtà”, ha affermato, un progetto a cui pensava da ben dieci anni. Insomma che abbia già insegnato al giovane Leonardo i segreti del mestiere? Che gli abbia trasmesso quest’ossessione (come la chiama lui).
E soprattutto, ce la farà l’allievo a superare cotanto maestro? Ai posteri l’hard…ua sentenza. Lo scopriremo solo vivendo. E anche vedendo.










